Non solo ristorante e non solo hotel: alla Pista molti clienti ci arrivano tra un viaggio e l’altro, data la vicinanza con l’Aeroporto di Malpensa, eppure quando si arriva lì, quando il viaggio sembra finito o deve ancora partire, si scopre che è proprio dentro l’Osteria che si comincia a staccare la spina. È nella colazione curata come gesto di accoglienza, nella sala vissuta come una casa, nell’hotel che trasforma la notte tecnica prima di un volo in un’esperienza calda, narrata, memorabile.
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Se la sera la Pista è ristorante pieno, la mattina Silvia presidia uno dei momenti più delicati dell’ospitalità: la colazione d’albergo. «Per me l’osteria è prima di tutto casa» dice, ricordando un’infanzia trascorsa tra tavoli, camerieri e genitori che lavoravano sette giorni su sette, in un mondo in cui le tate non erano un’opzione e la famiglia allargata era fatta di pizzaioli, cuochi, ristoratori. Da qui nasce il legame viscerale con la sala, la difficoltà a “staccarsi” dall’operatività e la voglia di stare sempre in mezzo alla gente.

Con la rinascita dell’Osteria, il lavoro si è strutturato: ognuno dei quattro soci ha un focus preciso, ma tutti conoscono il ruolo dell’altro e portano avanti visioni complementari. Silvia ha abbracciato la colazione, “l’ultimo touch” che un ospite ha prima di lasciare l’albergo: «L’occasione ideale per chiudere il soggiorno con una coccola in più, dalle attenzioni ai bambini ai piccoli dettagli pensati su misura. Dalla chips di benvenuto, che spesso conquista i più piccoli ancora prima del menu, alle visite al forno con il pezzetto di impasto da manipolare, al pacchettino di caramelle che i bambini ormai sanno dove trovare in cassa, la colazione e la sala diventano un’estensione naturale del concetto di casa.» La clientela familiare è numerosa e la Pista si definisce senza esitazioni un locale “family friendly”, ma con una nota interessante: «i baby client oggi sono spesso i veri buongustai, chiedono tartare di tonno, battute di carne, piatti che un tempo erano appannaggio degli adulti, mentre i genitori si accontentano della pizza. Cambia il rapporto delle nuove generazioni con il cibo, e la sala lo registra ogni sera.»

Accanto alla colazione, Silvia segue tutta la parte igienico-sanitaria, un mondo che si è fatto sempre più tecnico e articolato. La sicurezza alimentare parte dalla scelta dei fornitori – documentazione, certificazioni, coerenza tra qualità e quantità acquistata – e prosegue in cucina con un lavoro di preparazioni, abbattimenti, sottovuoti, lotti, date di produzione e scadenze interne definite sulla base di assaggi costanti. Ogni piatto arriva in tavola dopo un percorso che raramente il cliente percepisce: sacchetti, celle, freezer, sanificazioni, registri, allergeni compilati a ogni cambio menu. Un lavoro poco spettacolare, ma indispensabile, che richiede una formazione continua dei ragazzi di cucina e di sala, sempre più preparati sulla teoria ma spesso in difficoltà quando si tratta di metterla in pratica. È qui che nasce il sogno di un’“Osteria Academy” interna, fatta di pillole formative costanti invece che di corsi monolitici, per trasformare regole e manuali in strumenti vivi.

L’hotel e l’anima equestre
Sul fronte alberghiero la voce è quella di Celeste. L’hotel compie 150 anni ed è, per la provincia di Varese e per la Lombardia, una delle strutture più longeve, con un elemento raro: lo stesso nome da sempre, Osteria della Pista. «Nei primi decenni era una tipica fermata di posta: cavalli da far riposare, viandanti da sfamare e da ospitare prima che arrivassero aeroporti, turismo di massa e collegamenti veloci. Oggi la casa è stata trasformata in un albergo contemporaneo, con una trentina di camere, servizio navetta per Malpensa, colazione curata, cena fino a tardi – fondamentale per chi arriva da un volo serale – e una reputazione solida tra i viaggiatori che cercano qualcosa di più del solito hotel aeroportuale.»

Il tema che lo rende unico è l’equitazione. Mentre le grandi catene della zona – Sheraton, Hilton, Crowne Plaza – offrono strutture efficienti ma spesso fredde, la Pista ha scelto il cavallo come chiave di lettura estetica e narrativa. «Camere intitolate a cavalli famosi cresciuti a Casorate Sempione, quadri e dettagli equestre, una sella storica donata dalla contessa Toto Badini, appartenuta al nonno cavaliere di fanteria nella Prima Guerra Mondiale, esposta come un’icona tra passato e presente. I bambini, scendendo verso i bagni, si fermano davanti alla sella, si incantano davanti al pozzo, chiedono di rivederlo; per molti è la prima volta che vedono davvero da vicino questi oggetti.»

La connessione con il mondo del cavallo non è solo estetica: Casorate è da sempre un polo equestre e l’Osteria della Pista è ancora oggi albergo ufficiale FISE per esami e brevetti, giudici e cavalieri. Il ristorante è punto di ritrovo per nomi storici e nuovi campioni, da Marina Sciocchetti alla famiglia Orlandi, fino a ospiti olimpionici stranieri di passaggio. Allo stesso tempo, il tema cavallo affascina chi non ha alcuna familiarità con l’equitazione, proprio perché racconta qualcosa di caldo, nobile, “vero”, lontano dai concept freddi e replicabili.

Celeste sintetizza così la vocazione dell’hotel: «Mio padre diceva che il mondo alberghiero è donna: quando vedo businesswoman, sole, indaffarate, scegliere noi perché in noi trovano sicurezza, stabilità e una piacevole serata, capisco cosa intendeva mio padre. Chi viene da noi sente che la vacanza inizia un giorno prima e finisce un giorno dopo». Per la tipologia di clientela – media soggiorno di una notte, 30 check-in e 30 check-out al giorno – quella frase è molto più di uno slogan. Chi prenota di solito considera la notte a Malpensa come un passaggio neutro, un tempo tecnico. All’Osteria della Pista quella notte diventa una cena italiana circondati da locali, un bicchiere di vino raccontato al tavolo, un limoncello finale, una colazione che sa di casa, un profumo che resta addosso. Letteralmente: l’hotel ha scelto una profumazione ambientale creata ad hoc con una maison pugliese, giocata su note di Champagne e fieno, un omaggio simultaneo alla vocazione enologica e all’anima equestre della struttura. Ogni tanto qualche campioncino viaggia in valigia insieme ai ricordi del soggiorno.

Il restyling in corso spinge ancora di più in questa direzione: nuove panche imbottite con inserti in cuoio che evocano briglie e finimenti, cavallini a dondolo posati sul pianoforte, carte da parati pensate per raccontare, in modo astratto, natura, verde, accessori del mondo del cavallo. Sotto l’hotel c’è ancora, formalmente, la licenza di stallare i cavalli. Oggi, dove un tempo si legavano le redini, si collegano cavi per auto elettriche: il punto in cui si abbeveravano gli animali ora ospita una colonnina Tesla. «Una volta si stallavano i cavalli, adesso si parcheggiano le Tesla» scherza Celeste, ricordando che il mondo va avanti, ma certi simboli si possono tradurre invece che cancellare.

I numeri e le nuove generazioni
A tenere insieme conti, fornitori, personale, formazione e quella parte meno romantica ma determinante dell’azienda è Francesca Colombo. Si occupa di amministrazione e risorse umane, segue i turni, dialoga con le scuole, coordina progetti che mettono in contatto studenti e lavoro vero, come il “project work” che ha coinvolto ragazzi nella costruzione di un menu e di una cocktail list con storia e concept, dalla teoria alla pratica, presentato poi a una commissione e premiato con un contributo importante. L’idea di fondo è semplice e allo stesso tempo rara: non basta parlare dei giovani, bisogna metterli nelle condizioni di sporcarsi le mani su un banco di lavoro protetto, dove ci sia chi li osserva, li guida e dice loro “buttatevi nell’arena, chiedete tutto quello che volete sapere”.

Guardando le nuove generazioni, Francesca nota spesso un blocco: «ragazzi che sembrano aver smesso di sognare, sospesi in una dimensione incerta tra teoria e realtà. Il compito della Pista – anche da questo punto di vista – è riaprire uno spazio per la curiosità, per la fantasia orientata al mestiere. Chi mostra voglia di crescere trova margine, responsabilità, possibilità di fare esperienze che poi possono portarli lontano, verso ristoranti e hotel di livello internazionale. Il fatto che alcuni di loro oggi lavorino a grandi altezze, in Italia e nel mondo, è una delle soddisfazioni più forti per la famiglia.»


Nel quotidiano, la gestione dei turni è un altro elemento che distingue l’Osteria della Pista da una certa ristorazione “vecchia scuola”: si lavora tanto, nessuno lo nega, ma si lavora con criteri che tengono conto della qualità di vita. Cinque giorni su sette, giorni interi di riposo e mezze giornate, ferie centrali ad agosto, possibilità di respirare anche nel weekend quando l’organizzazione lo consente. Una scelta che richiede energie e tempo – “a volte passiamo ore solo per incrociare i turni” – ma che restituisce valore, fidelizza le persone, rende credibile il discorso che spesso si fa ai ragazzi: qui si lavora sodo, ma se vuoi crescere questo è un posto che ti dà strumenti, fiducia e un modo diverso di immaginare il proprio futuro nel mondo dell’ospitalità.

Tra cotoletta alla milanese e scialatielli arrivati da Salerno, tra Champagne di ricerca e fieno trasformato in nota olfattiva, l’Osteria della Pista continua ad allineare passato e presente su una stessa traiettoria. Il cavallo, tema caldo e nobile, è diventato il filo conduttore che unisce sala e camere, piatti e oggetti, bambini e grandi campioni. Il resto lo fanno una famiglia che non smette di progettare, un team che si divide i compiti senza perdere il senso del “noi” e una clientela che, uscita dall’autostrada o da un volo intercontinentale, scopre che a Casorate Sempione esiste ancora un’ospitalità capace di trasformare una semplice notte di transito in una storia che vale la pena raccontare.
Contatti
Osteria della Pista
Via Verbano, 1, 21011 Casorate Sempione VA
Telefono: 0331 295054