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Weisses Kreuz, l’hotel-gioiello in un paese di 900 vite: 6 tavoli vista Alpi, Spa e piscina a sfioro

Burgusio

di:
Andrea Febo
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Il racconto di una cena sospesa tra storia, paesaggio e design nel cuore dell’Alta Val Venosta. Il Weisses Kreuz è una perla di benessere con sei tavoli che guardano le cime più alte delle Alpi orientali.

Crediti fotogafici: Daniel Zangerl

Burgusio è uno di quei luoghi che sembrano sottratti al tempo. Meno di 900 abitanti, una manciata di case che si stringono attorno alla piazza e un silenzio che non è mai vuoto nell’acqua che scorre in una fontana secolare. Siamo in Alta Val Venosta, tra le montagne dell’Alto Adige e le cime più vicine al Cielo delle Alpi orientali, dove la luce cambia rapidamente e disegna paesaggi morbidi tra le vette. Qui, tra antiche vie romane e ritmi lenti, l’ospitalità assume un significato diverso: non è solo accoglienza, ma immersione.

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Nella piazza di Burgusio, tra edifici del 1200 e masi dell’Ottocento si trova l’Hotel Weisses Kreuz – Adults Only, una struttura in armonia col borgo in cui sembra quasi mimetizzarsi. Entrarci, invece, apre un universo fatto di contrasti tra stube gotiche e linee contemporanee, legni secolari e vetro. Una storia generazionale fatta di memoria e visione. Qui la famiglia Theiner è il filo rosso che attraversa tutto. La storia dell’hotel si intreccia con quella del territorio, passando da bottega a fattoria, da ristorante a luogo di accoglienza. Oggi è Mara Theiner a guidare questo progetto, con un sorriso tra i riccioli e uno  sguardo giovane ma profondamente radicato e sensibile. Il risultato è un luogo che invita a rallentare, a riscoprire il tempo come spazio da abitare.

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La struttura è una Dimora di charme ed è Adults Only, 37 suite affacciate sul borgo e sulle montagne, tra terrazze e grandi bagni con vasca, legno e ardisia mantengono in equilibrio il calore e la natura della montagna. La Spa Aurea Mea è una vera oasi di pace e silenzio. Piscina a sfioro e riscaldata tutto l’anno, divisa tra interno ed esterno, con vista sull’abbazia di Monte Maria e sul massiccio dell’Ortles (la montagna più alta dell’Alto Adige). Poi trattamenti benessere nelle mani di Maddalena e saune e bagno turco in perfetto stile naturista. In questa cornice c’è un lounge bar con camino, arredi colori pastello, candele dal tramonto e un grande ristorante con terrazza, dove si fa anche una sontuosa colazione. Affidatevi ad Andrea e Jana per sentirvi a casa con agio.

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MaMesa, sei tavoli sulle Alpi

Se gli spazi della struttura sono sempre ampi, il Mamesa è un’intima scatola di vetro affacciata sulla valle e sull’Ortles. La trasparenza offre respiro e la luce tagliente del tramonto apre le danzo di un servizio attento guidato da Jennifer e Mara Theiner. Il ristorante fine dining dello chef Marc Bernhart, in perfetta simbiosi con il pastry chef Kay, rappresenta l’offerta gastronomica più ricercata della zona. Sei tavoli soltanto, in un ex-fienile trasformato nel 2022 con l’incontro tra Mara Theiner e lo chef Marc Bernhart. Il nome stesso racconta una storia: “mesa”, in retoromanzo, significa tavolo; “Ma” è un omaggio alle iniziali che accomunano i nomi dei due. Un’identità che si costruisce fin dal principio su un’idea chiara: creare connessioni. La cucina di Bernhart, che è nativo del posto, è dichiaratamente locale nelle radici e globale nelle influenze.

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Un equilibrio che si traduce in piatti capaci di unire Alto Adige, Francia e suggestioni asiatiche, in particolare thailandesi e giapponesi, con il risultato di una cucina che gioca su profondità, acidità e umami, spesso attraverso l’uso della fermentazione. Il menu si sviluppa come un racconto articolato, in cui ogni piatto è un capitolo. Il salmerino dry aged dialoga con il ravanello e l’aceto di riso; l’asparago fermentato incontra il caviale di trota e l’aglio orsino. Il Foie Gras con una beurre blanc e zenzero, papaya verde e mango è un piatto corposo e persistente nella piccantezza. La tartara di wagyu locale con barbabietola, crème fraiche affumicata, patate croccanti e rafano è invece un piatto molto complesso. Dolcezze, freschezza, morso divertente e acidità controllata..

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A proposito di Wagyu e di animali da cortile, compreso il Maiale selvatico, particolarmente significativo è il lavoro sulle materie prime. Lo chef segue in prima persona l’azienda agricola di famiglia, da cui provengono elementi fondamentali della cucina come appunto la Wagyu allevata a Burgusio come risultato di un ciclo produttivo completo. Anche lo speck è prodotto in casa, seguendo una ricetta di famiglia, così come il miele. Accanto a questa dimensione locale, convivono ingredienti provenienti da tutto il mondo: capesante norvegesi, curry thailandese, gambero rosso di Mazara.

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Non si tratta di esotismo fine a sé stesso, ma di un linguaggio culinario che si costruisce per stratificazioni, per rompere con studio e competenza gli schemi della cucina strettamente locale. Interessante anche il lavoro sulle fermentazioni come il koji sull’orzo dei campi coltivati, il miso, il garum e la salsa di soia che vengono prodotti utilizzando materie prime alleviate e cultivate in casa. Un approccio che rafforza ulteriormente l’identità del ristorante voluta da Marc. La parte dolce è invece affidata al folle pastry chef Kay Baumgardt, che segue una filosofia altrettanto precisa. L’assenza di zucchero bianco non è una rinuncia, ma una scelta progettuale che punta a esaltare la dolcezza naturale degli ingredienti. I dessert sono costruiti con tecnica e creatività, spesso utilizzando elementi gastronomici vegetali come l’aglio nero o il cavolfiore.

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L’esperienza complessiva di MaMesa non si esaurisce nel piatto. L’ambiente gioca un ruolo fondamentale e su tavoli essenziali tondi, la luce è studiata con precisione, cambiando intensità e colore durante la serata. Un luogo intimo, elegante, capace di avvolgerti. La carta dei vini conta circa 500 etichette e rappresenta un viaggio tra Alto Adige e mondo, con una particolare attenzione ai Riesling tedeschi e ai grandi vini della Mosella, ma con eccellenze territoriali come Haderburg e Arunda, che vanta il vigneto più alto d’Europa.. L’idea di un tempo fermo nella piacevolezza estetica di un soggiorno, rende il sistema Burgusio-Weisses Kratz e MaMesa una destinazione. Una Val Venosta che racconta comunità e linguaggio, famiglia e accoglienza.

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Contatti

Weisses Kreuz

Burgeis 82, 39024 Burgusio, Malles Venosta Italia

Sito web


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