Affacciata sulle acque del Lago di Como da oltre quattro secoli, Villa d’Este incarna uno dei simboli più riconoscibili dell’accoglienza italiana. Eppure, ridurla a un hotel di lusso sarebbe limitante: oltre la facciata nobiliare, si cela una visione enogastronomica precisa, che accompagna l’ospite dalla prima colazione alla cena, fino alle esperienze in una delle migliori cantine d’Europa.
Alcuni alberghi vengono raccontati attraverso le loro stanze e agli ospiti illustri che le hanno abitate. Altri attraverso i panorami che li hanno resi celebri nel mondo. Villa d’Este appartiene a una categoria più rara: quella dei luoghi che sembrano vivere in una dimensione tutta propria, dove il tempo procede con un ritmo diverso e ogni elemento — un giardino, una terrazza, una bottiglia custodita in cantina — contribuisce a costruire una narrazione più ampia. Oggi quell'edificio storico da cui tutto ha avuto inizio è una destinazione complessa, stratificata, capace di tenere insieme architettura, paesaggio, alta gastronomia e una delle più impressionanti collezioni enologiche private d’Europa. La tradizione vuole che sia il Lago di Como il primo protagonista di Villa d’Este, col suo assetto naturale che ha dato vita alla collezione nel corso degli anni. Ma il secondo protagonista, di cui si parla troppo poco, si scopre molto più tardi. Riposa sottoterra, tra corridoi silenziosi e migliaia di bottiglie custodite come opere d’arte.

La lunga storia di una dimora diventata "leggenda moderna"
La storia di Villa d’Este comincia nel 1568, quando il cardinale Tolomeo Gallio commissiona all’architetto Pellegrino Tibaldi la costruzione di una residenza destinata a dominare il lago. La villa nasce come dimora aristocratica e attraversa secoli di storia italiana ed europea, ospitando nobili, diplomatici, membri delle famiglie reali e figure di primo piano della cultura internazionale. La trasformazione decisiva arriva nel 1873, quando la residenza viene convertita in Grand Hotel. È l'inizio di una nuova vita. Da quel momento Villa d’Este diventa una tappa obbligata del Grand Tour e uno dei riferimenti assoluti dell’hotellerie internazionale.

Molti hotel storici finiscono per diventare musei di sé stessi. Villa d’Este ha scelto una strada diversa. Ha conservato il proprio patrimonio senza smettere di evolversi. I saloni affrescati convivono con servizi contemporanei, le architetture rinascimentali dialogano con una concezione moderna dell’accoglienza e i dieci ettari di giardini storici continuano a rappresentare uno degli scenari più spettacolari del Lago di Como. Oggi la proprietà rappresenta il fulcro di Villa d’Este La Collezione, progetto che riunisce diverse realtà dell'ospitalità italiana, da Villa La Massa a Firenze fino a Palazzo Venezia a Como, mantenendo come comune denominatore una precisa idea di eccellenza italiana.

L’hotel: eleganza senza ostentazione
Alcuni alberghi impressionano per la ricchezza. Villa d’Este colpisce per la naturalezza con cui la ricchezza diventa parte del paesaggio. I lampadari di Murano, gli stucchi, le scalinate monumentali, le terrazze che si affacciano sul lago e i giardini geometrici sembrano appartenere a un'altra epoca. Eppure nulla appare immobile. C'è una leggerezza sorprendente nel modo in cui la struttura vive il proprio lusso. Le 151 camere distribuite tra l’Edificio del Cardinale e il Padiglione della Regina sono tutte differenti tra loro, mentre quattro ville indipendenti consentono di vivere un’esperienza ancora più esclusiva.

Poi c’è la celebre piscina galleggiante sul lago, probabilmente una delle immagini più riconoscibili dell’hotel. Un elemento che negli anni è diventato quasi iconico quanto la facciata stessa della villa. Intorno si sviluppa un ecosistema di servizi che comprende campi da tennis, percorsi nel verde, attività nautiche, spa e un'offerta pensata per accompagnare l'ospite ben oltre il semplice soggiorno. Ma ciò che rende davvero unico il luogo è il rapporto con il paesaggio. Il lago non è uno sfondo. È una presenza costante. Entra dalle finestre, si riflette nei saloni, accompagna ogni pasto e modifica continuamente la percezione degli spazi.

La cucina: Andrea Guerini e il racconto del territorio
Negli ultimi anni la proposta gastronomica di Villa d’Este ha intrapreso un percorso di rinnovamento che oggi trova una sintesi nella figura dell’Executive Chef Andrea Guerini. Dopo numerose esperienze professionali in Italia e all'estero, Guerini è arrivato a guidare una brigata composta da oltre sessanta cuochi, coordinando una proposta che abbraccia tutte le anime gastronomiche della struttura. La sua cucina evita qualsiasi forma di virtuosismo fine a sé stesso. Il punto di partenza rimane sempre la materia prima. Pesce di lago, grandi prodotti italiani, stagionalità rigorosa e una tecnica costruita per valorizzare piuttosto che trasformare. È una filosofia che emerge chiaramente nei diversi spazi gastronomici dell’hotel.

La Veranda rappresenta il volto più elegante della proposta. Le ampie vetrate affacciate sul lago e la terrazza esterna costruiscono una delle sale più affascinanti del panorama italiano. Qui la cucina assume un carattere classico-contemporaneo, fortemente radicato nella tradizione italiana ma aperto a suggestioni internazionali. Il Grill racconta invece una dimensione più rilassata. D'estate si cena all'ombra degli alberi secolari, tra carni alla brace, pesce e piatti che interpretano la convivialità in modo più diretto.




Il Platano rappresenta la proposta più contemporanea dell’intera proprietà. Qui la cucina mediterranea dialoga con influenze giapponesi e internazionali, all’interno di una terrazza affacciata sul lago che rende ogni cena un’esperienza immersiva. A completare l’offerta si aggiungono il Canova Bar, da decenni punto di riferimento dell’aperitivo sul Lago di Como, e il Sundeck, dove il confine tra ristorazione e paesaggio sembra quasi dissolversi durante la stagione estiva.


Il vero tesoro è sotto terra
Se la facciata di Villa d’Este rappresenta l’immagine che tutti conoscono, la cantina è probabilmente il suo segreto meglio custodito. Negli ultimi quattro anni la proprietà ha investito in maniera massiccia nello sviluppo di un progetto che oggi ambisce apertamente a trasformare Villa d’Este in una vera e propria wine destination internazionale. Il lavoro porta la firma di Alex Bartoli, Group Wine Director della Collezione. Classe 1993, formazione tra Italia, Londra e alcune delle realtà gastronomiche più importanti del panorama europeo, Bartoli ha costruito una delle collezioni più impressionanti presenti oggi nel mondo dell’hotellerie. I numeri raccontano soltanto una parte della storia.

Nel 2022 la cantina contava circa 300 etichette. Oggi la collezione supera le 15.000 referenze e le 200.000 bottiglie, diventando uno dei patrimoni enologici più importanti custoditi all’interno di una struttura alberghiera europea. Ma la grandezza del progetto non risiede soltanto nelle dimensioni. Risiede nella profondità. Risiede nella capacità di raccontare il vino attraverso il tempo. Il 50% della selezione è dedicato all’Italia. Il resto attraversa Francia, Spagna, Germania, California, Australia e Nuova Zelanda, costruendo un archivio liquido che va ben oltre la semplice carta vini. Qui convivono grandi classici e produttori emergenti, etichette introvabili e bottiglie che il mercato non ha ancora trasformato in oggetti speculativi. Alcune verticali assumono dimensioni quasi museali.

Oltre centoventi annate di Château d’Yquem, con una bottiglia del 1893 ancora perfettamente conservata. Cento annate di Château Mouton Rothschild. Cento annate di Château Lafite Rothschild, compresa una bottiglia del 1878. Sassicaia 1962 e 1967. Barbaresco Gaja dal 1964. Brunello di Montalcino Soldera dal 1982. Pergole Torte dal 1978. Persino un Montrachet Domaine de la Romanée-Conti 2000 in formato sei litri. Camminare tra questi scaffali significa attraversare oltre un secolo di storia del vino mondiale. Non si tratta semplicemente di collezionismo. Si tratta di conservazione della memoria. Di tutela del patrimonio enologico. Di una visione che considera il vino un bene culturale prima ancora che un prodotto.

Quando il vino diventa esperienza
Villa d’Este ha compreso che una grande cantina non può limitarsi a custodire bottiglie. Deve raccontarle. Per questo negli ultimi anni sono nate degustazioni guidate, incontri dedicati ai collezionisti, Wine Dinner e percorsi costruiti direttamente da Alex Bartoli. Esperienze pensate per trasformare il vino in una narrazione viva, accessibile sia all'appassionato sia al professionista del settore. L'obiettivo appare chiaro: fare in modo che il viaggio a Villa d’Este non termini davanti alla vista del lago, ma continui attraverso le annate, i territori, le storie custodite nelle bottiglie. Ed è forse proprio qui che Villa d’Este mostra il suo volto più contemporaneo. Perché il lusso oggi non coincide più soltanto con la rarità. Coincide con la conoscenza.

Con la capacità di custodire il tempo. Con la possibilità di offrire un'esperienza che non può essere replicata altrove. Sul Lago di Como esistono molte dimore storiche. Esistono hotel spettacolari, ristoranti eccellenti e panorami memorabili. Villa d’Este continua a distinguersi perché riesce a tenere insieme tutto questo. E perché, sotto i suoi giardini rinascimentali e le sue terrazze leggendarie, custodisce qualcosa di ancora più prezioso delle sue mura: una delle più straordinarie biblioteche liquide d’Europa.
Villa d’Este La Collezione: una costellazione di ospitalità italiana
Villa d’Este tuttavia rappresenta oramai molto più di una singola destinazione. Negli ultimi anni la proprietà ha dato forma a un progetto più ampio, Villa d’Este La Collezione, una galassia di strutture accomunate dalla stessa idea di ospitalità: custodire luoghi con una forte identità storica e trasformarli in esperienze contemporanee senza alterarne l’anima.

La prima sorella di Villa d’Este è senza dubbio Villa La Massa, alle porte di Firenze. Antica residenza risalente al XIII secolo, immersa in un parco secolare sulle rive dell’Arno, rappresenta l’interpretazione toscana del lusso della collezione. Qui il ritmo è diverso rispetto a quello del Lago di Como: più raccolto, più intimo, scandito dalle vigne, dagli ulivi e dalla campagna fiorentina che circonda la proprietà. Le suite affacciate sul fiume, i giardini all’italiana e la vicinanza con il centro storico di Firenze hanno reso Villa La Massa uno dei rifugi preferiti dai viaggiatori internazionali alla ricerca di un’esperienza autentica e discreta. La collezione si è poi ampliata con Palazzo Venezia, elegante residenza ottocentesca affacciata su Piazza Cavour, nel centro di Como. Una struttura che interpreta il concetto di ospitalità urbana attraverso un linguaggio diverso rispetto alla monumentalità di Villa d’Este. Qui l’esperienza si sviluppa tra architetture storiche, rooftop panoramici e una posizione privilegiata che permette di vivere il lago e la città con la stessa intensità. Palazzo Venezia rappresenta il volto più contemporaneo della collezione, rivolto a un pubblico internazionale che desidera immergersi nell’atmosfera comasca senza rinunciare ai servizi dell’hôtellerie di alta gamma.

Accanto a queste realtà si aggiunge Miralago Luxury Apartments, progetto residenziale nato dalla riqualificazione dello storico Hotel Miralago di Cernobbio. Qui il concetto di soggiorno assume una forma ancora diversa: appartamenti di lusso pensati per chi desidera l’indipendenza di una casa privata unita ai servizi esclusivi di Villa d’Este. Un modo nuovo di vivere il Lago di Como, più riservato, più flessibile, ma sempre legato agli standard che hanno reso celebre il marchio nel mondo. Lo sguardo della collezione continua inoltre a rivolgersi al futuro. Sono già stati annunciati importanti progetti di recupero che coinvolgeranno Villa Belinzaghi, storica dimora neoclassica adiacente a Villa d’Este, destinata a diventare una nuova destinazione dedicata al benessere e all’ospitalità, e il rilancio dell’Hotel Regina Olga di Cernobbio, altro simbolo dell’accoglienza sul lago destinato a vivere una nuova stagione.
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