Il restyling completo dell’albergo ha permesso alla struttura di tornare protagonista a Roma anche nel food&beverage. Ottima la cucina a km regionale dello chef Andrea Sangiuliano.
Ristrutturare per onorare la storia, ripensare gli spazi per migliorare e dare continuità a una gemma dell’hôtellerie capitolina. Stiamo parlando dell’Hotel d’Inghilterra, “guesthouse” per gli ospiti della famiglia Torlonia a Roma e dal 1845 struttura ricettiva che tra l’800 e il 900 accoglieva artisti e intellettuali come Oscar Wilde, Ernest Hemingway ed Elizabeth Taylor. Nel settembre del 2024 l’albergo ha riaperto le porte dopo un restyling non solo degli interni – dove adesso ci sono anche spa e terrazza –, ma anche della facciata esterna che si può ammirare da via Bocca di leone che prende il nome dall’iconica fontana proprio di fianco l’hotel. Il rinnovamento ha permesso così all’Hotel d’Inghilterra di riportare in auge la vera essenza dell’indirizzo, con dettagli e opere d’arte che ripercorrono la storia del palazzo che oggi conta 79 camere, di cui 27 suite.


Il nuovo capitolo della proposta gastronomica
Al piano terra del 5 stelle il ristorante Cafè Romano e l’adiacente Cafè Romano Lounge Bar confezionano l’offerta culinaria e miscelata, con la guida dell’executive chef Andrea Sangiuliano e del bar manager Angelo Di Giorgi, il quale si occupa anche della mixology in terrazza durante la bella stagione. Il bancone e l’arredamento dell’intimo bar custodiscono l’originalità del luogo, famoso per i suoi martini cocktail a cui oltre ai classici drink si aggiungono 5 mocktail, distillati e prosecco alcool free. La sala del Cafè Romano con il restyling ha guadagnato in spazio e in funzionalità, con tre sale – più un dehors esterno – che ospitano anche la colazione mattutina, tra proposte al buffet, pasticceria mignon e una carta che arricchisce la proposta dolce e salata.



Dopo un anno di prove e affinità con location e clientela, Andrea Sangiuliano ha finalmente raggiunto l’obiettivo di impostare il menu dando priorità al territorio e ai prodotti locali. Cresciuto nel ristorante di pesce di famiglia, già a 13 anni curiosava in cucina e preparava il caffè ai dipendenti, mentre dal nonno allevatore ha completato la sua formazione, capendo il vero significato di materia prima. “La cucina per me è istinto, c’è l’ho nel sangue” racconta Sangiuliano, che dopo l’alberghiero ha collezionato le sue esperienze principalmente in alberghi di lusso dove ha conosciuto il suo mentore, Fulvio Pierangelini, durante il suo periodo all’Hotel de Russie.

I piatti
Più accomodante durante il servizio del pranzo, a cena il Cafè Romano racconta la vera filosofia dello chef con la possibilità di affidarsi al menu degustazione (50€), oppure scegliere liberamente dalla carta. “Dopo un anno sono arrivato a concepire un percorso dove in un’ora e mezza faccio mangiare piacevolmente, con tanti antipasti da condividere” spiega Sangiuliano. Il fil rouge? Materia prima del territorio e made in Italy. Eleganza e tecnica nel taglio contraddistinguono sia il Carpaccio di mare con polpo e puntarelle sia quello vegetale a base di Rape rosse, mandorle e misticanza. Nel terzo cicchetto il Calamaretto grigliato si sposa con la setosità della passata di ceci, prima di concludere gli antipasti con un Involtino vegetale di spinaci, peperone e melanzane.



Intensi e saporiti i Fusilli con ragù e nero di seppia; i Tubetti in salsa di coda alla vaccinara e fonduta di Caciocchiato di Formia sono un abbinamento interessante in cui la grassezza del piatto è sopita dal sedano. Si conclude la degustazione salata con un magistrale Moscardino alla luciana tra il sugo tirato a dovere, la morbidezza del mollusco e la cialda di pane croccante per la scarpetta finale.



Anche il dessert è nel segno della stagionalità con un dolce che nella forma e nel gusto ha un protagonista d’eccezione: il fungo porcino.


Hotel d’Inghilterra
V. Bocca di Leone 14, 00187 Roma
Telefono: 06 699811
https://collezione.starhotels.com/en/our-hotels/hotel-d-inghilterra-rome/