L’Hotel Gfell ridefinisce l’ospitalità d’alta quota: un ritorno tra le vette di Fiè allo Sciliar, dove l’eredità storica della famiglia Mair incontra un’architettura della trasparenza che annulla i confini con la natura. Dalla colazione nel vecchio fienile alla maturità gastronomica del Ristorante Schönblick, il soggiorno si conferma una "favola moderna" che si rinnova, qui il lusso della quiete diventa il vero protagonista.
Foto di reportage: Lorenzo Moreni
Foto delle camere e della Spa: Alex Filz
C’è un sottile timore che accompagna il ritorno in un luogo dove si è stati profondamente bene: la paura che l’incanto si possa spezzare, che il ricordo abbia ricamato troppo sulla realtà. Ma risalendo la strada che porta a Fiè allo Sciliar, verso quel balcone naturale sospeso tra i boschi e le vette, quella strana percezione si è subito sciolta a contatto con il primo respiro pieno di un’aria colma di benessere. Tornare all’Hotel Gfell dopo un anno è stato come riprendere un discorso mai interrotto, ritrovando intatta quella rara capacità di far tacere il rumore del mondo intorno. È un tempo circolare, quello lassù tra quei prati, dove la natura detta i ritmi e l'architettura si piega rispettosa al profilo della montagna, eliminando ogni barriera tra noi e il paesaggio. E in questo secondo incontro, le sensazioni provate non sono state solo riconfermate, ma anche capaci di rinnovarsi, offrendo nuove sfumature di quiete.



UN’ACCOGLIENZA CHE SA DI CASA E STORIA
Ad accogliermi ho ritrovato il sorriso schietto e l’energia di Julian Mair, l’anima giovane e grintosa dell’attività, che porta avanti e custodisce insieme alla sua famiglia. È nel loro benvenuto che si percepisce la vera essenza di questo luogo: una storia iniziata nel 1967 con nonno Toni e una piccola Jausenstation, oggi diventata rifugio di charme, senza però perdere quella sincerità rurale che profuma di sicurezza e casa. “Desideravamo condividere tutta questa bellezza con i nostri ospiti… e il sogno è diventato realtà”. C’è una continuità profonda nel modo in cui Andreas, Manuela e Julian si prendono cura dei propri ospiti; un’accoglienza che non segue protocolli, priva di rigidità, in grado di farti sentire parte di un’evoluzione legata sì alla tradizione locale, ma rivolta al futuro con garbo e rispetto delle radici.




IL RITO DELLA COLAZIONE
Il primo momento di vera rigenerazione si ‘sveglia’ con il mattino, varcando la soglia dell'antico fienile ristrutturato. Entrare in questo spazio, che conserva la facciata originale, rustica testimonianza di cinquant’anni di storia, è come fare un salto nel passato, circondati però da un lusso discreto e moderno. Poi c’è la colazione, che qui non è solo un pasto, ma un rito sensoriale. Mentre la luce del sole inizia a illuminare i "prati di Gfell" attraverso le grandi vetrate, l’ambiente si riempie del profumo del pane appena sfornato, delle torte fatte in casa e delle marmellate artigianali - vera opera di bontà realizzata da Manuela - che sembrano racchiudere il sapore dei boschi circostanti. È un invito alla lentezza: di gustare ogni assaggio con vista sulle vette, sentendo che la giornata non ha bisogno di agende predeterminate, ma solo di questo silenzio perfetto.



IL RISTORANTE SCHÖNBLICK: UNA CUCINA DI SOSTANZA E GUSTO
Se la colazione racconta il risveglio dei sensi, la cena al Ristorante Schönblick rappresenta la perfetta conclusione della giornata. Rispetto al ‘primo assaggio’, ho trovato una proposta gastronomica ancora più curata, dove la concretezza della tradizione altoatesina dialoga con una piacevolezza estetica e gustativa ulteriormente affinata. La cucina continua a parlare il linguaggio della verità, basandosi sulla qualità assoluta delle materie prime locali, spesso prodotte direttamente o selezionate da fornitori di fiducia.


Un valore aggiunto rimane la selezione delle carni, curata personalmente dal fratello di Julian, esperto macellaio, che garantisce tagli eccellenti come quelli del Manzo di Fiè. Ho ritrovato, e scelto nuovamente, piatti che sono ormai una certezza, come i Canederli, questa volta di grano saraceno, su insalata di crauti, o la Wienerschnitzel e il Kaisershmarren, con un tocco aggiuntivo nelle presentazioni e nelle preparazioni. Inutile dire che lo Strudel di mele portato in tavola ancora caldo, mi ha definitivamente conquistata. Schietto, profumato, genuinamente casalingo. Semplicemente goloso.


Poi ci sono le sorprese, come i Tortelli alla rapa rossa, formaggio di malga, pera e tartufo nero, un omaggio creativo al territorio; o il viaggio verso terre marine con gli Gnocchi, polpo e datterini.



Ad accompagnare ogni portata, una cantina che vanta oltre 230 etichette, sapientemente raccontate da Julian con la passione di chi ama far sentire i propri ospiti davvero a proprio agio. Basta osservarlo per capire che sta parlando esattamente di ciò che cattura il suo interesse.
IL LUSSO DELL’IMMOBILITÀ TRA VETRO E NATURA
Tra un’emozione gastronomica e la distensione di un buongiorno che inizia nella calma della natura, il vero benessere a Gfell si scopre restando immobili. Sì, immobili. Appare come un controsenso, ma in realtà rappresenta il vero lusso di questo angolo di montagna. Le camere sembrano dialogare con l’esterno, permettendo di vivere a stretto contatto con pascoli e boschi. La sauna vista monti rimane uno degli spazi del cuore: lì, mentre il calore avvolge il corpo e lo sguardo si perde tra i pini, si comprende che la vera rigenerazione non nasce dal fare, ma dal respiro che si riesce a dare ai pensieri. Quello rappresenta il vero ossigeno.


Ecco perché ripartire da Gfell diventa, paradossalmente, il momento in cui si comincia già a pianificare il prossimo ritorno, consapevoli che la sua promessa di pura bellezza sarà mantenuta ancora una volta.
Contatti
Via Gfell 22
I-39050 Fié allo Sciliar (BZ)