Dove Dormire in Italia Ospitalità di charme

Collegio alla Querce: da ex collegio seicentesco a grand hotel con suite da 10.000 € a notte

Firenze

di:
Serena Curto
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copertina collegio alla querce

Sulle colline che dominano Firenze riapre uno storico edificio trasformato nel primo hotel italiano di Auberge Resorts Collection: tra suite panoramiche, percorsi wellness e una cucina pensata per vivere il lusso senza rigidità.

Basta percorrere il lungo viale ondulato che conduce alla struttura per capire che qui il concetto di ospitalità è stato pensato come esperienza emotiva prima ancora che estetica. Arroccato su una collina che osserva la città dall’alto tra cipressi, giardini all’italiana e scorci che sembrano usciti da un dipinto rinascimentale, Collegio alla Querce è il primo indirizzo italiano di Auberge Resorts Collection. Ma soprattutto è il risultato di un recupero monumentale che restituisce vita a un ex collegio seicentesco trasformandolo in uno degli opening più importanti dell’hôtellerie europea. Per oltre un secolo questo luogo è stato un collegio maschile frequentato anche da nomi italiani illustri. Oggi, dopo un imponente restauro conservativo, gli antichi spazi educativi — la cappella, il teatro, le sale monumentali, l’ufficio del preside — sono stati reinterpretati come ambienti dedicati all’ospitalità contemporanea senza perdere il loro fascino originario.

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CAQ Conservatorio
 

La proprietà: l’eleganza internazionale di Auberge Resorts Collection

I corridoi conservano ancora gli antichi pavimenti, gli affreschi dialogano con il design contemporaneo, le volte raccontano secoli di storia senza risultare mai museali ma la firma di Auberge Resorts Collection si percepisce soprattutto nella capacità di costruire un lusso emozionale, profondamente esperienziale. Dietro il progetto c’è la visione di Analjit Singh, imprenditore indiano e fondatore di Leeu Collection, che ha immaginato Collegio alla Querce come un luogo capace di fondere l’anima culturale di Firenze con l’idea di country house sofisticata.

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CAQ Il Teatro
 

Camere, suite e benessere: Firenze ai propri piedi

Dormire a Collegio alla Querce significa abitare Firenze da una prospettiva privilegiata. Non soltanto geografica, ma emotiva. Le 83 Camere, con le sue 28 Suite e 6 Signature Grand Suit, sono il cuore più spettacolare della proprietà. Alcune sembrano veri appartamenti nobiliari sospesi sopra Firenze: saloni immensi, terrazze panoramiche e cantinette private, sale da bagno in marmo, vasche freestanding affacciate sulla città e finestre che incorniciano il Duomo come un quadro rinascimentale. La Penthouse la Quercia, ad esempio, con i suoi 213 metri quadrati, arriva a sfiorare il costo di 10.000 euro a notte e restituisce perfettamente la dimensione internazionale del progetto.

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Al tramonto, quando la luce dorata avvolge la collina e il Duomo compare in lontananza, si comprende davvero il senso di questo luogo: un rifugio contemplativo che riesce nell’impresa rarissima di essere spettacolare e intimo insieme. Anche gli spazi wellness - nell’aria Aelia - seguono la stessa filosofia: raccolti e silenziosi, lavorano più sull’idea di benessere individuale che sull’effetto scenografico, garantendo trattamenti pensati su misura per l’ospite. Tra gli elementi più affascinanti della struttura c’è il recupero dell’antico teatro e della cappella storica, oggi trasformati in spazi per concerti, eventi culturali, serate jazz e appuntamenti privati. L’hotel vive infatti come un vero luogo di incontro contemporaneo: non soltanto soggiorno ma destinazione culturale aperta anche alla città. Durante la bella stagione la vita si sposta all’esterno tra la grande e suggestiva piscina panoramica, il ristorante dedicato alla brace e alla pizza, i giardini terrazzati e le esperienze organizzate tra degustazioni, visite alle cantine e itinerari esclusivi per le vie di Firenze.

Collegio alla Querce Pool sideview
 

La cucina e lo chef: il lusso della semplicità

Anche la proposta gastronomica riflette perfettamente il carattere di questo luxury resort. Nessun ristorante “da occasione speciale”, nessuna cucina costruita per intimidire l’ospite. Qui si è deciso di percorrere una strada diversa: quella della qualità quotidiana. A guidare la cucina è Nicola Zamperetti, executive chef veneto che porta con sé un importante bagaglio di esperienze maturate nei più rinomati ristoranti europei. Dopo la formazione presso CAST Alimenti, Zamperetti ha lavorato accanto a figure fondamentali dell’alta cucina italiana come Massimiliano Alajmo a Le Calandre e Ciccio Sultano al Duomo di Ragusa Ibla. Oggi, invece, guida l’intera esperienza gastronomica di Collegio alla Querce che comprende i diversi spazi del resort: La Gamella, Conservatorio, Café Focolare e Bar Bertelli.

Chef Nicola Zamperetti
 
Bar Bertelli 0
 

Partiamo dal presupposto che io sono nato e cresciuto dentro i fine dining”, mi racconta Zamperetti che continua “ma dopo una decina d'anni ho capito che volevo qualcosa di più dinamico, più leggero, sia in termini di servizio che di cibo. Certo, dal fine dining ho portato con me la ricerca del prodotto, le tecniche di alto livello ma ora voglio un ristorante capace di far stare bene le persone”. Proporre infatti una cucina all’interno di un hotel non è mai semplice. Bisogna capire a chi ci si rivolge: il cliente internazionale certo, ma anche la gente del posto che vuole frequentare un bel ristorante senza mai sentirsi fuori luogo. Ed è proprio qui che Collegio sceglie di distinguersi rispetto ai grandi luxury hotel contemporanei. “Quando si aprono hotel di questo calibro è quasi fisiologico inserire un’offerta fine dining, magari uno stellato. Noi invece abbiamo fatto esattamente l’opposto. Non volevamo l’ennesimo ristorante dove ti devi preparare per venire e dove ti spiegano ogni piatto passo per passo. Volevamo un posto in cui le persone avessero voglia di tornare senza pensarci troppo”.

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CAQ Refetterio
 
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Una filosofia che sembra aver funzionato

“A poco più di un anno dall’apertura abbiamo già i nostri regular guest che tornano a pranzo per lavoro, a cena con la famiglia. E non una volta all’anno, ma una volta alla settimana. È quello che volevamo creare. Un posto con l’anima della trattoria fatta bene, ma dentro un hotel di lusso”. E in effetti è sufficiente pensare a uno dei piatti a cui lo chef si dice affezionato, la panzanella. Una ricetta popolare con un trionfo di varietà di pomodoro, il pane direttamente dal Mercato Centrale di Firenze e poi i cetrioli in osmosi con le erbe aromatiche. Ecco sì, questo è il concetto di Collegio alla Querce. “Alla fine resta una panzanella, ma con una profondità completamente diversa” dice.  

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La Gamella CARPACCIO VEGETALE
 

Emerge poi il vissuto personale dello chef che in Toscana ha portato con sé reminiscenze solide dei tempi accanto a Ciccio Sultano per cui “un pezzettino di Sicilia torna sempre”. “La bottarga di tonno, il finocchietto, gli agrumi: sono ingredienti che ormai fanno parte del mio modo di cucinare”. Così, tra un crudo di ricciola con arancia e olive, uno spaghetto alle vongole con mollica tostata e limone o i plin al Gran Mugello e tartufo, si costruisce un linguaggio gastronomico personale ma immediatamente comprensibile. Il piatto manifesto del Collegio resta però il pollo, forse il piatto che più di tutti racconta la filosofia gastronomica della casa.

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“È una preparazione che normalmente non trovi al ristorante perché è considerato quasi un piatto domestico. Noi invece lo abbiamo scelto proprio quello: un galletto piccolo, allevato bene, disossato, marinato e cotto alla brace con scalogno e salsa cacciatora. Servito con un buon bicchiere di Chianti rappresenta al meglio il messaggio che vogliamo dare, cosa significa mangiare qui”.

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Al mattino, il lusso è convivialità

C’è poi un appuntamento che, nel giro di pochi mesi, è diventato uno dei più richiesti della città: il brunch domenicale. Un coloratissimo buffet servito nella sala de La Gamella con le splendide vetrate affacciate sul giardino a fare da sfondo. Tutto intorno, con gli alberi di ulivo all’ombra delle volte a stella, tanti banchetti diversi accolgono antipasti e primi tra i grandi classici dell’italianità; oltre a una selezione di secondi sempre nuovi da ordinare direttamente alla carta.

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La convivialità poi è il dulcis in fundo con l’impeccabile proposta dolce della Pastry Chef Giorgia Broglia. Insieme alla selezione di vini e alla bollicina di benvenuto, questo brunch al costo di 160 euro a persona è rapidamente diventato un appuntamento da non perdere per chiunque si trovi a Firenze. Un po' in realtà come accade anche per la colazione che, per la felicità dei breakfast addicted, si apre agli esterni ad un costo di 55 euro con un buffet che lascia davvero senza parole tra sfogliati dolci e proposte salate. Ecco, in un momento in cui l’hôtellerie di lusso spesso è divisa tra monumentalità e formalismo, Collegio alla Querce riesce in qualcosa di molto più difficile: creare calore. È un hotel bellissimo, certamente. Ma soprattutto è un luogo che evita continuamente di trasformarsi in scenografia e semmai ti lascia addosso quel desiderio di tornarci al più presto per scoprirlo sempre un po' di più.

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Info

Collegio alla Querce

Via delle Forbici, 21B, 50133 Firenze FI;

Telefono: 055 404 9000;

https://auberge.com/collegio-alla-querce/?utm_source=gmb&utm_medium=Yext


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