Migliori barlady italiane: 10 professioniste della mixology tricolore

Le donne della mixology tricolore sono barlady di alto profilo, piene di inventiva e sempre pronte a mettersi in gioco. Venite a conoscerle con noi.

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10 barlady che stanno innovando la mixology italiana

Si è appena conclusa a Riccione la venticinquesima edizione di Lady Drink a cui hanno partecipato con passione barlady di alto profilo da tutta Italia, sfidandosi con creazioni originali e sorprendenti.

CONCORSO LADY DRINK

Sperimentazione e innovazione sono state le protagoniste di questo ormai fisso appuntamento; grazie alla professionalità delle barlady e alla varietà e qualità dei prodotti messi a disposizione dalle aziende partner, si è rinnovato anche quest’anno il grande interesse per l’evento e la miscelazione tutta al femminile. Dal 1996 Lady Drink celebra il valore e la competenza delle donne che operano nel campo del bartending, grazie alla visione e all’insuperabile inventiva del suo patron e ideatore Danilo Bellucci.

CONCORSO LADY DRINK

Nel parterre la presenza di ospiti illustri, stampa ed esperti della miscelazione con una giuria d’eccezione presieduta da Giorgio Fadda, Presidente IBA (International Bartenders Association). La competizione, che prevedeva tre finaliste di categoria e una finalissima per il titolo di Lady Drink 2022, ha visto sul gradino più alto del podio Laura Ceccacci, che si è distinta nella categoria after dinner con il cocktail “Teresa”; accanto a lei Stefania Nanni con il suo long drink “Lady be” e Tiziana Sata con il pre dinner “Agron Coffee”.

CONCORSO LADY DRINK

Ma conosciamole meglio.

Laura Ceccacci

Laura Ceccacci

La vincitrice, classe 1984 e diplomata all’istituto alberghiero “S.Marta” di Pesaro, dall’età di 14 anni lavora nei ristoranti della sua città (Fano) ma solo nel 2009 si avvicina al mondo del bar: “Inizio come barback al Greenbar di Fano, nel 2010 faccio il mio primo corso da barman con Aibes ed entro in associazione. Partecipo a diversi corsi tra Drink Factory e Jerry Thomas Project. Nel 2010 gareggio al mio primo Lady Drink dove vinco nella categoria pre dinner, nel 2011 vinco il Nino Cedrini a Stresa e nel 2013 gareggio nella sezione Marche per il premio Angelo Zola, portando a casa il primo posto ed entrando di diritto nell’I.B.A. Training center di Singapore, nel quale vinco il premio come best student”. Insomma, una grande professionista che attualmente lavora nell’Enoteca Biagioli di Fano.

Stefania Nanni

Stefania Nanni (sulla destra) insieme alle altre vincitrici di Lady Drink

Stefania Nanni di Prato è la titolare della pasticceria Nanni, attività famigliare e punto di riferimento in città da 90 anni, giunta oggi alla quarta generazione. Terminati gli studi da segretaria d’azienda decide in punta di piedi di entrare nell’attività di famiglia, ed entusiasta sceglie di iniziare un percorso di studi per migliorare servizio e conoscenza del settore horeca. Nel 2005 l’esame d’ingresso per Aibes, dove rimane per molti anni, il primo Lady drink nel 2003 e poi ogni anno sempre presente, “uno dei migliori concorsi organizzati!”, afferma, “nel 2008 vinco al Barfestival e volo nella grande finale di Bangkok. Partecipo a concorsi di Campari, i regionali e nazionali Aibes. Ora, dopo due anni di Covid e dopo questo podio a Lady Drink, ho deciso di ripartire con un nuovo progetto che svelerò prossimamente, a settembre avrò 40 anni, la giusta maturità per ampliare il mio sogno…”.

Tiziana Sata

Tiziana Sata di Marsala inizia da giovane nel ramo della caffetteria, portando a termine i corsi SCA (Specialty Coffee Association) di 1°, 2° e 3° livello. “Nel 2015 incontro un personaggio molto conosciuto, Mister Mojito, che mi fa avvicinare ed appassionare al mondo della miscelazione partecipando ad un suo corso, diventando anche il mio maestro”, racconta. Due mesi dopo si ritrova già alla sua prima competizione, che tra l’altro era una finale nazionale (Botran Rookie Cup), con grandi soddisfazioni. Nello stesso anno partecipa ad altre finali tra cui Lady Drink 2015 nella categoria emergenti dove si classifica prima. Nel 2018 vince “Riberella Cocktail Competition” a Ribera (AG) e il suo percorso lavorativo passa da Parma dove si specializza nei cocktail criogenici. Continua per nuove esperienze lavorative tra Sicilia e Puglia, fino alla vittoria nella categoria Pre-dinner di Lady Drink 2022 a Riccione. “Attualmente sono la responsabile bar della Terrazza Cavallotti a Marsala”, afferma entusiasta.

Sabina Yausheva

Le barlady italiane lungo lo stivale e in giro per il mondo, a differenza di quanto si pensi, sono tante, i cui talenti vengono a volte riconosciuti e altre faticano a venir fuori. A Milano vive e lavora una delle professioniste più affermate del bartending al femminile, Sabina Yausheva, la barlady di origini kazake con importanti esperienze alle spalle: i primi passi dietro al bancone durante una stagione in Sardegna, Dubai per l’apertura del locale dei fratelli Galvin (chef stellati londinesi), Roma dove ha lavorato nel suo primo albergo, l’apertura del The Pantheon della catena Autograph Collection by Marriott e quella dell’Hotel De La Ville firmata Rocco Forte. Prende poi le redini dei bar di Dry Milano e oggi è la general manager di Raw, una nuova catena di ristorazione e cocktail bar che a breve prenderà vita in tre diverse città. A lei si ispirano molte giovani donne di questo mondo: “Quando dieci anni fa iniziai ad affacciarmi al mondo del bar, si potevano contare sulle dita di una mano le donne che lavoravano dietro al bancone in veste di bartenderOggi finalmente, grazie anche a diverse iniziative, siamo diventate molte di più”, dice. Ma cosa devono tenere in mente le giovani leve del bar?
Il mio consiglio per le ragazze che vogliono intraprendere questo percorso è di non demoralizzarsi se vedono che non vengono prese in considerazione come il proprio collega uomo, ma anzi far sì che questo dia loro la forza di andare avanti. Se c’è una cosa bella in questo lavoro è che è un mondo in continuo mutamento. Sempre più grandi aziende sono alla ricerca di donne con ottime conoscenze e capacità, proprio per questo motivo bisogna impegnarsi sempre di più per poi ricevere delle enormi soddisfazioni in futuro. Io sono sempre stata cosciente delle mie capacità ma soprattutto delle mie lacune, cercavo di rimediare dove venivo meno ed esaltavo invece quello che mi veniva meglio. Mi sono sempre messa in gioco soprattutto quando sapevo dove arrivava il mio limite. Sono sempre stata una persona molto timida e parlare in pubblico, esporre le mie idee o semplicemente approcciarmi con persone che non conoscevo mi metteva molta ansia e pressione, ma ho capito che era proprio questo il mio ostacolo e superarlo sarebbe stato quel passo in più che mi avrebbe fatto fare più strada. Non abbiate paura di sbagliare, mettetevi sempre in gioco!”.

Carola Abrate

Crediti Ginarte

Una barlady eccellente sulla scena da dieci anni, un portento dietro al bancone, una professionista elegante e metodica in grado di ipnotizzare chi la osserva lavorare. Torinese classe’92, alle spalle anni ne La Drogheria di Torino, la partecipazione alla finale sudeuropea della Bacardi Legacy, si è trasferita ad aprile in quella che dice di considerare la New York italiana: Milano. Ha lavorato al BV Club all’interno di CERA, da Dry e ora, dopo esser stata tanto voluta da Mario Farulla (che compare tra i top 100 most influential figure in the Hospitality Industry), è la bar manager nel cocktail bar del Teatro Lirico, entusiasmante novità in città.

Martina Proietti

Da pochissimo diventata la ex bar manager del The Court a Roma, ha coordinato insieme al suo maestro Matteo Zed, con cui lavorava già all’Amaro Bar capitolino, tutte le operazioni per permettere al bar vista Colosseo di entrare nella World 50 Best Bars. Grande personalità, super visione, polso e braccio operativo in un locale dai ritmi importanti e con un numero enorme di guest internazionali organizzate. Nonostante la giovane età ha dimostrato grande serietà e professionalità nel gestire standard alberghieri e high volume del bar. Un bancone e non solo egregiamente diretti.

Martina Bonci

Una delle pochissime esponenti dell’Umbria, dopo diversi anni sulla scena milanese ora è bar manager a Firenze, in Piazza della Signoria dove Gucci ha aperto Giardino 25, il nuovo café & cocktail bar della maison. Un ruolo importante con un brand dalle alte aspettative, standard molto alti verso i quali dimostra subito ottima gestione del personale e propone una affascinante drink list. Eccellente lavoro dimostrato già ai tanti ospiti internazionali, grande capacità d’hosting. Figura di cui si sentirà parlare molto.

Angelica Baldan

Ventiquattro anni ma con un background importante, ha fatto esperienza da Carico con preparazioni complesse; passa poi al Camparino per uno stile più classico, traghettandolo insieme alla numerosa squadra nell’olimpo della World 50 Best Bars. Ora è la bar manager di Gesto a Milano, le sue qualità sono il bilanciamento tra savoir-faire e tecnica, skills da bar, hosting e sala, un vero portento di accoglienza a tutto tondo.

Francesca Mannina

All’età di trentadue anni decide di lasciare il lavoro in un negozio e di dedicarsi al mondo del bar che l’aveva sempre affascinata, mettendo così alla prova passione e skills diverse. Così la barlady siciliana, di Trapani, comincia ad affrontare la prime esperienze formative frequentando un paio di corsi, tra cui il più significativo all’interno del Jerry Thomas Project.
l primi passi lavorativi nel mondo del bar e dell’hospitality avvengono al Botanical Club meneghino e dopo un anno lo spostamento in Inghilterra, dove prende forma l’esperienza più importante tra le mura del Mr Fogg’s. “Amo questo lavoro per il lato creativo e perché non si finisce mai di imparare, ma soprattutto per il lato umano. Far star bene le persone è uno degli aspetti più importanti, ovviamente con un cocktail ben fatto!”, sorride. Lo ha fatto egregiamente dietro il banco di Les Rouges Cucina & Cocktails, in zona Porta Romana, e da pochissimo si è spostata nel Norah Was Drunk, sempre nella capitale della miscelazione italiana, Milano.

Alessia Bellafante

Talento scoperto da Mario Farulla portandola tra le mura di Cera come responsabile di laboratorio e preparazione dagli standard importanti. Ora è da Unseen bar di Milo Occhipinti dove è chiamata a gestire al meglio il diretto contatto tra bar tender e clienti dovuto al format del bar in cui vide la condivisione, dove è richiesta grandissima empatia, tecnica, determinazione; una professionista molto propensa alla preparazione del laboratorio, la parte più “nerd” del bar. Esponente attiva di Ellas, la community con l’obbiettivo di dare visibilità e valore a tutte le donne che lavorano nel settore dell’hospitality.