Luca ed Elisa stanno lavorando all’arricchimento della biodiversità: hanno piantato un boschetto di paulownia, specie arborea nota per l’elevata capacità di assorbire e fissare anidride carbonica, oltre a siepi e diverse varietà di piante per l’equilibrio dell’ecosistema. Non solo: un laghetto serve per la raccolta delle acque reflue, diventando riserva idrica naturale e habitat prezioso per uccelli e piccoli animali.
L'azienda
Il paesaggio dalle parti di Cortona è incantevole, con un territorio ottimamente vocato alla coltivazione della vite. Antichi terrazzi fluviali e alluvionali, suoli ricchi di minerali e ben drenati si combinano con la mitezza del clima e un’esposizione particolarmente favorevole. Varietà di vitigni di origine francese, come Syrah (che si è affermato come vitigno simbolo della denominazione Cortona DOC, con circa l’80% della produzione totale), Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay, crescono accanto ad autoctoni di questa zona, quali Sangiovese e Trebbiano toscano. In questo contesto si è sviluppata l’attività dell’azienda agricola IVITI, a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, quando Pietro Viti e il figlio Lidio acquistano e ristrutturano un podere a Centoia, una frazione nell’agro cortonese. A esso, negli anni 2000, si affianca il vigneto: saranno Enrico, nipote di Pietro, e il figlio Luca a prendere la decisione di investire sulla produzione di vino.

Luca ci racconta: “Mio padre era un perito agrario, è entrato per lavoro nei meccanismi del mondo della legislazione del vino. Io sono nato nel 1986 e negli anni a venire lui mi ha trasmesso questa passione. Nel 2008, quando abbiamo impiantato il vigneto, ho incontrato Elisa (Solfanelli il suo cognome, n.d.r.). Nel 2013, quando lei si è laureata in viticoltura ed enologia, io ho costruito la cantina di cui mi occupo a tempo pieno. Il nostro è un progetto di viticoltura di famiglia, è ciò che ci accomuna, insieme all’amore: la passione per questo mondo”. Il logo che rappresenta la cantina è un abbraccio, preso da un disegno di un artista di strada che ha ritratto le due sorelle gemelle di Luca: “se andiamo a rimuovere i piedi vediamo l’otto rovesciato dell’infinito”. Ed è stato proprio Luca a decidere di prenderlo come simbolo del legame tra la sua famiglia e il territorio di Cortona.


Luca ed Elisa stanno lavorando all’arricchimento della biodiversità: hanno piantato un boschetto di paulownia, specie arborea nota per il ridotto fabbisogno idrico e per l’elevata capacità di assorbire e fissare anidride carbonica, oltre a siepi e diverse varietà di piante che favoriscono l’equilibrio dell’ecosistema. Un laghetto serve per la raccolta delle acque reflue, diventando contemporaneamente riserva idrica naturale e habitat prezioso per uccelli e piccoli animali. È previsto che in futuro il perimetro del nuovo vigneto sarà circondato da ulivi.


I vini
IVITI coltiva diverse varietà: Syrah, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Trebbiano, Grechetto e Malvasia su una superficie vitata di circa 6 ettari. La produzione si attesta sulle 8 mila bottiglie all’anno, ma l’obiettivo è quello di arrivare nel tempo a un raddoppio dei volumi, una volta entrati in produzione i vigneti più giovani e con nuovi impianti che dovrebbero occupare un altro ettaro e mezzo. Sei sono le etichette prodotte: IGT Toscana Bianco, Cortona Syrah DOC ‘S90’, Cabernet Sauvignon Cortona DOC, IGT Toscana Cabernet Franc ‘Iugero’, IGT Toscana Vendemmia Tardiva e Vin Santo Cortona DOC.

Sono vini di personalità e carattere, tra i quali abbiamo apprezzato moltissimo il Cortona Syrah DOC ‘S90’, il cui nome è ispirato a Elisa, classe 1990. Il vino che ci ha stupito di più è stato però Nacre, IGT Toscana Vendemmia Tardiva. Arriva da uve Grechetto in purezza appassite in pianta fino alla comparsa della botrite, raccolte a mano in cassetta e pressate sofficemente a grappolo intero. Il mosto subisce una decantazione spontanea a freddo per 24 ore, a seguito della quale avviene la fermentazione alcolica in barriques di rovere francese. Da lì il vino matura nello stesso legno sulle proprie fecce. Passerà ancora tre mesi in bottiglia ad affinare. È un vino di bella complessità e di notevole eleganza, profuma di frutta candita, con note di spezie e agrumi e un bel finale di miele d’acacia. In bocca si apprezza per la sua leggiadria e la bella acidità, con un residuo zuccherino mai invadente.

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IVITI Winery