Un anfiteatro naturale sopra Riomaggiore, quattro vini e una visione che unisce biodiversità, anfore e viticoltura d’altura.
Tra le alture delle Cinque Terre, protette dall’UNESCO, dopo un’avventurosa salita percorsa grazie a un’essenziale monorotaia, si disvela Stella di Lemmen, un anfiteatro naturale raggiungibile, in alternativa, solo a piedi lungo il sentiero che conduce a Portovenere. Siamo nel territorio di Riomaggiore, in una scenografia unica, dove Lucia Bruzzone e Diego Feola hanno trasformato un antico borgo agricolo abbandonato da oltre quarant’anni in un’oasi di biodiversità e arte vinicola.


Affacciato sul Mar Ligure orientale, con lo sguardo che nelle giornate limpide abbraccia Corsica, Capraia, Gorgona ed Elba, questo piccolo altopiano custodisce oggi il più grande vigneto continuo delle Cinque Terre. Terrazzamenti storici, muri a secco e natura incontaminata disegnano un paesaggio sospeso tra mare e cielo, dove ogni elemento racconta una viticoltura estrema e profondamente identitaria.
Da un sogno familiare a un progetto agricolo
La storia della cantina nasce quasi per caso, da un semplice viaggio in trenino trasformato in un sogno biodinamico; rovi e macerie hanno lasciato spazio a un progetto familiare in cui il rispetto del territorio è al centro di ogni scelta.

«Siamo arrivati qui quasi per caso. Doveva essere solo una casa con un giardino», racconta Philippe, figlio di Lucia. «Poi ci siamo innamorati di questo luogo e abbiamo capito che poteva nascere qualcosa di più grande». Quello che all’inizio era un sogno familiare è diventato così un progetto agricolo complesso, costruito passo dopo passo, liberando la terra dall’abbandono e restituendole una vocazione produttiva profondamente legata al territorio.
Biodiversità come scelta quotidiana
Stella di Lemmen vive secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di creare un ecosistema il più possibile autosufficiente. I vigneti convivono con uliveti, frutteti, orti e giardini di erbe aromatiche e officinali; galline, api e asini, insieme alla fauna spontanea, completano un equilibrio naturale in continua evoluzione. «L’idea era creare la massima biodiversità possibile», spiega Philippe. «Oggi vediamo mantidi religiose, insetti stecco, rospi, serpenti innocui: la terra risponde».

I vigneti si estendono tra i 350 e i 500 metri di altitudine, con esposizione sud-ovest, una forte escursione termica e costanti influssi marini. La coltivazione avviene attraverso sovesci, trattamenti ridotti al minimo indispensabile e vendemmie esclusivamente manuali, rispettando i tempi della natura e catturando quello che in azienda definiscono il “respiro del territorio”. La Grenache, destinata al rosso Caligo, è allevata interamente ad alberello, una scelta che valorizza la vocazione mediterranea del vitigno.
Una visione condivisa in vigna e in cantina
Dal 2021, il lavoro in vigna e in cantina è seguito dall’enologo Konstantin Spinetti, che ha trovato una profonda sintonia con la visione aziendale, contribuendo in modo significativo allo sviluppo stilistico dei vini.

In questo contesto nascono vini che sono veri narratori del paesaggio delle Cinque Terre. La produzione si concentra su quattro etichette: tre bianchi e un rosso. In cantina si lavora in biodinamica, senza chiarifiche né filtrazioni, con fermentazioni spontanee e l’utilizzo di acciaio, anfore di terracotta d’Impruneta, damigiane in vetro e botti di rovere francese. L’obiettivo non è seguire mode o schemi prestabiliti, ma interpretare in modo autentico il carattere del luogo, lasciando che ogni vino esprima la propria identità.
I vini, espressione del territorio
Limen è il vino simbolo dell’azienda e prende il nome dall’antico toponimo del luogo, che richiama il concetto di confine, il limite tra terra, mare e cielo. Ottenuto da Vermentino, Bosco e Albarola, rappresenta l’essenza del territorio, con profumi mediterranei che ricordano le erbe tra i filari e una delicata impronta salina. Con il 2022, Limen raggiunge una maggiore precisione espressiva, pur mantenendo la sua anima solare e marina.

Accanto a Limen, nel 2022 nascono nuove interpretazioni come 112358, ispirato alla sequenza di Fibonacci e vinificato in anfora, un vino che colpisce per equilibrio e sincerità espressiva, e Astro, dove il Bosco vinificato in anfora dialoga con Albarola e Vermentino affinati anche in legno, dando vita a un bianco intenso, luminoso e in continua evoluzione. Caligo, il rosso della cantina, prende invece il nome dalla bruma marina che avvolge le vigne, un Grenache con una piccola parte di Canaiolo che sorprende per eleganza, profondità e una sottile nota salmastra, confermandosi una scelta non convenzionale ma perfettamente coerente con il territorio.

Stella di Lemmen è un progetto in continuo divenire che, accanto al vino, sviluppa attività legate all’accoglienza, alla didattica e alla produzione di mieli, tisane e oli essenziali. Un luogo dove ogni bottiglia racconta la storia di un paesaggio estremo e affascinante, e dell’armonia possibile tra uomo e natura.
Contatti
Stella di Lemmen
Indirizzo email: info@stelladilemmen.com
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