Il vino ha sempre esercitato una curiosa forma di seduzione. Basta osservare una tavola apparecchiata: una bottiglia aperta trasforma l’atmosfera, accende conversazioni, dilata i tempi del pasto. Il top sommelier austriaco Aldo Sohm parte proprio da questa intuizione quando apre il suo nuovo libro dicendo: «Il vino è magia». Da quella dichiarazione iniziale prende forma “Einfach Wein”, pubblicato l’11 marzo: un manuale pensato per avvicinare il pubblico a uno dei mondi più affascinanti della cultura gastronomica, smontando anche i cliché che spesso si accompagnano alla ricerca dell’etichetta perfetta.
Foto di copertina: Thomas Schauer
Il sommelier
Il titolo, che in tedesco significa “Semplicemente vino”, suggerisce subito la direzione del progetto: togliere rigidità al linguaggio enologico e restituire al vino una dimensione più libera e accessibile. Sohm non è un autore qualsiasi nel panorama internazionale. Nato in un piccolo villaggio del Tirolo e diventato uno dei professionisti più influenti della sommellerie mondiale, ha conquistato nel 2008 il titolo di Miglior Sommelier del Mondo, primo e unico austriaco ad aver raggiunto questo traguardo. Oggi vive a New York, dove guida la carta dei vini del leggendario Le Bernardin, ristorante tre stelle Michelin di Manhattan considerato uno dei templi globali della cucina di mare. Un percorso professionale che potrebbe alimentare un approccio elitario alla materia. Il libro, invece, segue una strada diversa. Nel suo primo libro Sohm aveva affrontato le basi della degustazione e della conoscenza enologica. Con “Einfach Wein” decide di spingersi più avanti, entrando nel territorio dove il vino incontra la cucina: il food pairing, ovvero l’arte di abbinare vino e piatti.

Chi frequenta il ristorante Le Bernardin conosce bene la precisione con cui Sohm costruisce questi accostamenti. In un luogo dove il pesce rappresenta la materia prima assoluta, la selezione dei vini diventa uno strumento narrativo. Il nuovo libro traduce questa esperienza di alto livello in un linguaggio quotidiano, pensato per appassionati, ristoratori e curiosi. Il messaggio centrale si riassume in una frase semplice: «Il vino deve divertire, non intimidire». Dietro queste parole si nasconde una critica implicita a una certa cultura enologica, spesso percepita come un territorio esclusivo fatto di regole, tecnicismi e formalità. Sohm preferisce un approccio più libero. Gli abbinamenti proposti nel libro sorprendono proprio per questo spirito anticonvenzionale. Champagne accanto al Backhendl, il pollo fritto tipico dell’Austria, oppure Riesling accostato a un curry piccante. Scelte che dimostrano come il vino possa dialogare con cucine diverse senza rimanere imprigionato in schemi troppo rigidi. Il principio guida è semplice: il gusto personale e l’equilibrio degli aromi contano più delle regole codificate. Uno degli aspetti più originali del volume riguarda la sua impostazione visiva. Sohm ha scelto una struttura grafica ispirata all’estetica delle piattaforme social, con illustrazioni, schemi immediati e un linguaggio diretto. L’obiettivo consiste nel rendere il vino meno intimidatorio, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questo universo.

L’autore lo considera anche uno strumento utile per il settore della ristorazione. Giovani brigate di sala, spesso formate da professionisti che si avvicinano al vino senza una formazione specifica, possono utilizzare il libro come guida pratica. L’impostazione visiva e la chiarezza delle spiegazioni permettono di comprendere rapidamente i principi fondamentali degli abbinamenti. Il risultato somiglia più a una mappa illustrata del gusto che a un trattato accademico. Il vino, in questo contesto, torna a essere una bevanda conviviale prima ancora che un oggetto di studio. Accanto al lavoro in sala, Sohm sviluppa anche altri progetti. A Manhattan gestisce una wine bar che porta il suo nome, luogo pensato per offrire un’esperienza più informale rispetto ai ristoranti di alta cucina. Un laboratorio gastronomico dove il vino diventa protagonista di una convivialità spontanea. La carriera di Sohm non si limita alla sommellerie e alla divulgazione. Il sommelier austriaco produce anche vino. In collaborazione con il produttore Gerhard Kracher, figura di riferimento nella viticoltura austriaca, ha creato l’etichetta Sohm & Kracher. Il progetto si concentra soprattutto sui vini del Burgenland, regione vinicola situata nell’est dell’Austria. Qui il clima e i terreni offrono condizioni ideali per varietà come Grüner Veltliner e Riesling. L’esperienza diretta nella produzione arricchisce la prospettiva di Sohm, permettendogli di raccontare il vino non solo dal punto di vista del servizio ma anche da quello della vigna.

“Einfach Wein” rappresenta la naturale evoluzione del primo libro pubblicato nel 2020. La scelta di pubblicarlo all’inizio della primavera possiede anche un valore simbolico. La stagione della rinascita coincide con un invito a guardare il vino con occhi nuovi, liberandolo da formalismi e rigidità. Sohm insiste su un concetto fondamentale: il vino appartiene a tutti. Non richiede un vocabolario specialistico né un rituale complicato per essere apprezzato. Bastano curiosità e apertura mentale.