In Romagna il vino non è mai stato soltanto un risultato agricolo, ma un atto sociale, una forma di relazione. Enio Ottaviani Vini e Vigneti affonda le proprie radici in questa visione primaria e concreta, dove la bottiglia arriva dopo la tavola, e non il contrario. “Facciamo vino per gli amici, perché la convivialità è un valore prezioso e il vino è l’espressione massima della gioia a tavola”: una frase che non funziona come slogan, ma come chiave di lettura dell’intero progetto.
Nel microcosmo di famiglia il vino non viene mai isolato dal contesto umano che lo genera, e continua a essere pensato come un linguaggio capace di mettere in comunicazione persone, territori e tempi diversi.
Dalle damigiane al mare: l’origine familiare
La storia inizia nei primi anni Sessanta, quando Enio Ottaviani, insieme alla moglie Zanetta e alle figlie Loredana e Ivonne, avvia un’attività di commercio di vino in damigiana tra Romagna e Marche. Damigiane grandi, pensate per entrare nelle case e accompagnare la quotidianità, non per costruire un’immagine. La famiglia si è sempre definita “di mare e di terra”, un’espressione che restituisce la doppia anima del progetto: agricola e marinara, radicata ma mobile, concreta e aperta. Il vino viaggia, si sposta, incontra persone, diventa parte della vita di chi lo beve.

Accanto alla dimensione agricola, emerge presto una componente culturale e musicale che segna in profondità l’identità dell’azienda. Delia, nonna paterna di Massimo e Davide, cantante nella storica balera I Tre Piccioni di Cattolica Vecchia, diventa una figura simbolica. Nelle sere d’estate quel locale si trasforma in un crocevia internazionale di marinai, turisti e abitanti del luogo, uniti dal canto, dal liscio e da un bicchiere condiviso. Quell’atmosfera, fatta di partecipazione spontanea e gioia collettiva, diventa un’eredità emotiva che ancora oggi informa il modo di pensare il vino come esperienza inclusiva e non esclusiva.


Il 2007 segna una svolta decisiva. Con l’ingresso operativo dei quattro nipoti – Davide e Massimo Lorenzi, Milena e Marco Tonelli – l’azienda smette di essere solo commercio e diventa produzione. Vengono acquistate le prime vigne a San Clemente, inaugurando una filiera completa che consente un controllo diretto sulla qualità e sull’identità dei vini. Non si tratta di una rottura con il passato, ma di una sua naturale estensione: produrre significa, in questo caso, approfondire il legame con il territorio, renderlo ancora più leggibile nel bicchiere.
L’Oasi del Conca: un territorio che parla

I vigneti di Enio Ottaviani Vini e Vigneti si trovano all’interno dell’Oasi Faunistica della Valle del Conca, una riserva naturale di oltre 700 ettari che si estende dalla foce del fiume fino all’entroterra collinare. Un contesto che non fa da semplice sfondo, ma incide direttamente sull’espressione dei vini. La vicinanza del mare, i venti dell’Adriatico, la biodiversità, la presenza di specie protette e la varietà dei suoli creano un ambiente complesso, capace di restituire freschezza, tensione e una spiccata impronta minerale. Qui la vigna convive con piste ciclabili, osservatori ornitologici e sentieri, in un equilibrio reale tra attività agricola e tutela ambientale.

La scelta di lavorare per zonazione permette all’azienda di valorizzare le differenze interne ai vigneti, interpretando ogni parcella secondo le proprie caratteristiche pedologiche e microclimatiche. Il concetto di CLIMAT, inteso come relazione tra suolo, sottosuolo e intervento umano, diventa centrale. Non si cerca uniformità, ma riconoscibilità. Ne derivano vini coerenti, capaci di raccontare il territorio senza forzature, lasciando emergere la voce del luogo più che quella della tecnica. Nel 2019 prende forma la nuova cantina, pensata non solo come luogo produttivo ma come spazio di incontro. Ferro, vetro, legno e cemento dialogano in un’architettura che riflette la filosofia aziendale: il cemento richiama la scelta di vinificare e affinare in questo materiale, il vetro apre lo sguardo sulla vigna, gli altri elementi costruiscono un ambiente caldo e accogliente. La cantina diventa teatro di degustazioni, eventi, momenti conviviali che estendono il vino alla dimensione sociale, senza trasformarlo in spettacolo.

Convivialità come pratica quotidiana
Le esperienze proposte in cantina – dal Bollito Day alle colazioni contadine, dalle grigliate di Pasqua all’accoglienza dei ciclisti che attraversano l’Oasi – non nascono come format, ma come rituali spontanei diventati tradizione. Ogni occasione è un pretesto per stare insieme, condividere cibo e vino, raccontare storie. Loredana è ancora in cucina, a ricordare che l’ospitalità qui non è un concetto astratto ma una pratica quotidiana.

Qualità che si ritrova in una gamma di vini ampia e coerente, capace di muoversi tra complessità e immediatezza. Le bollicine Sinfonia, Chardonnay Rubicone I.G.P. vinificato con metodo Charmat, raccontano una freschezza floreale e fruttata, pensata per accompagnare il pesce fritto romagnolo, i formaggi a pasta molle, la pizza, la focaccia con mortadella. Tra i bianchi, Strati Romagna Pagadebit D.O.P. restituisce il senso storico del Bombino Bianco, vitigno resistente che permetteva ai contadini di “pagare i debiti” anche nelle annate difficili, con un profilo minerale e sapido adatto a crudità di pesce, sushi, preparazioni al vapore. Clemente Primo, blend di Pagadebit, Sauvignon Blanc e Riesling, gioca su finezza ed equilibrio, mentre Mada, Chardonnay in purezza, lavora su complessità olfattiva e profondità gustativa.

La Rebola Colli di Rimini D.O.P. rappresenta uno dei punti più identitari del progetto. Vitigno antico, recuperato da un rischio di estinzione grazie alla visione di alcuni produttori riminesi, oggi è al centro di un progetto collettivo che coinvolge diciassette cantine con l’obiettivo di affermare definitivamente questo vino come simbolo del territorio. La Rebola di Enio Ottaviani unisce freschezza agrumata, sapidità e una beva capace di accompagnare il brodetto, il fritto misto di pesce, lo sgombro alla griglia, diventando compagna naturale dei ciclisti che attraversano l’Oasi.

Tra i rossi, il racconto si fa ancora più legato alla terra e alla memoria. Sole Rosso Romagna Sangiovese Superiore Riserva affina in botte grande e restituisce un profilo complesso, speziato, profondo, mentre 928 Rosso Rubicone I.G.P., Cabernet Sauvignon in purezza, esprime struttura e intensità. Il Merlot Rubicone I.G.P. lavora su note fruttate e speziate, adatte a carni alla brace. Ma è con Caciara Rimini D.O.P. Sangiovese Superiore che l’identità dell’azienda esplode in tutta la sua forza comunicativa. Caciara significa confusione, baccano, quella confusione felice che nasce intorno a una tavola di amici, quando il tempo si sospende e le persone iniziano a darsi del tu. Vinificato in cemento, proveniente da terreni ricchi di argilla, limo e sassi, Caciara è un Sangiovese libero, popolare nel senso più nobile del termine, capace di conquistare chiunque senza rinunciare alla qualità. Non a caso nel 2016 è stato decretato miglior vino Pop dalla Gazzetta dello Sport.


Accanto a Caciara, il progetto Dado, cru di Romagna Sangiovese, rappresenta la dimensione più analitica e profonda del lavoro in vigna. Quattro parcelle, altitudini diverse, vinificazioni separate, solo nelle annate migliori e in edizione limitata. Un Sangiovese-paesaggio che restituisce in forma liquida la complessità di San Clemente, con una beva succosa, minerale, dal tannino salato.
Olio, miele e biodiversità
Alla produzione vinicola si affiancano altri prodotti che completano il concetto di convivialità: l’olio extravergine di oliva, ottenuto da ulivi secolari a Montefiore Conca, coltivati biologicamente e moliti in azoto per preservarne qualità gustative e aromatiche; il miele, prodotto grazie ad alveari collocati vicino ai vigneti, simbolo concreto di biodiversità e strumento naturale per il benessere delle viti. Le api, sentinelle dell’ambiente, agiscono come vettori di lieviti e contribuiscono a mantenere le vigne sane, riducendo la necessità di interventi chimici.

La responsabilità verso la natura si traduce anche in scelte precise: lotta integrata certificata SQNPI, utilizzo di tappi Nomacorc a base vegetale per i rossi e Stelvin per molte altre etichette, riduzione progressiva della plastica, uso esclusivo di carta riciclata certificata FSC, divieto di fumo in cantina e in tutta l’Oasi. Azioni concrete, quotidiane, che non cercano visibilità ma coerenza. Oggi Enio Ottaviani Vini e Vigneti è il risultato di tre generazioni che condividono una visione comune. Davide in vigna e in cantina, Massimo nel racconto e nel rapporto con il mondo, Milena e Marco nella gestione e nella cura delle relazioni. Un progetto che continua a crescere senza perdere la propria voce, restando fedele a un’idea semplice e profonda: il vino come gesto di condivisione, come racconto collettivo, come canto che nasce dalla Romagna e continua a viaggiare.

Enio Ottaviani
Via Pian di Vaglia, 17, 47832 San Clemente RN
Telefono: 392 610 6060