Il lusso a 2.020 metri secondo Paradiso Pure.Living: dentro l’hotel vegano più sorprendente delle Dolomiti.
*Contenuto con finalità promozionali
A 2.020 metri l’aria cambia densità, il silenzio guadagna spazio e anche l’idea stessa di lusso deve necessariamente trasformarsi. Paradiso Pure.Living prende forma esattamente qui, sull’Alpe di Siusi, nel Parco Naturale Sciliar–Catinaccio, dove la montagna non viene usata come fondale ma ascoltata come interlocutrice esigente. Un luogo che invita a rallentare, a ripensare il proprio rapporto con il tempo, con il corpo, con ciò che si considera davvero essenziale quando si viaggia.



La filosofia
Per i fratelli Alexander e Maximilian Spögler, proprietari della struttura, il concetto di “alto livello” ha smesso da tempo di coincidere con l’ostentazione. «Il lusso, per noi, non è più una questione di accumulo o di apparenza, ma di coerenza», spiegano. «Significa offrire un’esperienza in cui estetica, etica, consapevolezza e benessere personale procedono insieme». Una ridefinizione netta, che sposta il baricentro dell’eleganza verso una bellezza essenziale, fatta di materiali naturali, spazi che lasciano respirare, silenzio come valore e scelte operative quotidiane orientate alla sostenibilità.

Paradiso Pure.Living è un hotel vegano nelle Dolomiti, aperto in inverno da dicembre ad aprile e in estate da giugno a settembre, con accesso diretto alle piste del Dolomiti Superski e, nella stagione calda, a una rete sterminata di sentieri per camminatori, trail runner e ciclisti. Ma la sua identità non si esaurisce nella posizione privilegiata. L’altitudine, qui, è un principio fondativo. «Vivere a 2.020 metri significa accettare di essere ospiti della montagna, non padroni», raccontano. «Questo dato geografico è il punto di partenza di tutta la nostra identità».



La struttura dialoga con il contesto attraverso volumi contenuti, legno e pietra locali, grandi vetrate che aprono camere e spazi comuni verso le cime, palette cromatiche che seguono le stagioni dell’Alpe di Siusi. L’esperienza dell’ospite nasce dalla prossimità fisica con l’ambiente: in inverno si esce con gli sci ai piedi, in estate si imboccano i sentieri direttamente dall’hotel. «La montagna diventa parte della quotidianità, non uno sfondo da cartolina», sottolineano i titolari, ed è proprio questa vicinanza a orientare naturalmente scelte di rispetto, sobrietà e gratitudine.



Una collocazione simile comporta anche responsabilità concrete. L’hotel è stagionale, resta chiuso diversi mesi all’anno e deve convivere con un clima imprevedibile, nevicate anticipate o tardive, estati brevi e intense. «Essere nel cuore di un’area protetta UNESCO significa muoversi costantemente in equilibrio», spiegano. «Tra il desiderio di far vivere il territorio attraverso il turismo e il rischio di sovraccaricarlo». Da qui l’investimento costante in pratiche sostenibili, nella gestione dei rifiuti, nei consumi energetici, nella mobilità e nell’approvvigionamento, ma anche in una forma di educazione gentile dell’ospite, mai didascalica, sempre esperienziale.

Dal wellness alla tavola, un concetto olistico di benessere e rispetto
La filosofia Pure.Living si articola in tre pilastri che non funzionano come compartimenti separati ma come un sistema interconnesso. Pure.Food, Pure.Art e Pure.Energy sono strumenti per ridefinire la vacanza come esperienza trasformativa, non come semplice pausa dalla routine. «Il vero privilegio», raccontano, «è sapere che il proprio comfort non pesa inutilmente sulla montagna e sul pianeta che ci ospitano». Una consapevolezza che trasforma il soggiorno in un percorso di interrogazione personale, più che in una parentesi edonistica.



Il benessere, a Paradiso, viene inteso come ecosistema. «Non lo pensiamo come un elenco di servizi», spiegano i titolari, «ma come un reset che inizia da elementi molto concreti: aria pulita, silenzio, assenza di traffico, cielo buio di notte, ritmi più lenti». A questo si aggiunge uno spazio wellness alpino con piscina salata interna ed esterna, saune, zone relax panoramiche e la Zerobody Floating Experience, pensata per favorire un rilassamento profondo del corpo e del sistema nervoso. Dettagli meno visibili ma altrettanto significativi contribuiscono a questo reset: niente Wi-Fi durante la notte, assenza di prese elettriche vicino alle testiere, camere con radiazioni ridotte, spazi pet-friendly. Le lezioni quotidiane di yoga, i retreat tematici e i momenti spontanei di meditazione completano un’idea di benessere che lavora sul ritmo della vita quotidiana.


Il cuore pulsante del progetto resta però la cucina, scelta radicale e identitaria. Tutta l’offerta gastronomica è 100% plant-based, dalla colazione alla cena. «La scelta vegetale tocca l’hotel in ogni sua dimensione», spiegano. «Non riguarda solo il menu, ma la selezione dei vini, i materiali di consumo, la relazione con i fornitori, il modo in cui comunichiamo con i nostri ospiti». Una decisione che ha richiesto coraggio, anche a costo di perdere una parte importante della clientela storica. «Oltre il 70% degli ospiti abituali è cambiato nel giro di pochi anni», raccontano. «Sono stati anni complessi, ma oggi accogliamo persone che scelgono Paradiso proprio per i suoi valori».

La proposta gastronomica
A guidare la proposta gastronomica è Aggeliki Charami, chef greca nata a Sparta, con esperienze in Grecia, Italia e Dubai, già protagonista di progetti plant-based d’eccellenza. Il suo lavoro trova la massima espressione in OMNIA Plant-Based, il fine dining etico dell’hotel (qui il nostro racconto): sei tavoli in un giardino d’inverno affacciato sulle Dolomiti, un unico menu degustazione di dieci portate che racconta una ricerca profonda sulla materia vegetale. «Non cerco il lusso fine a se stesso», afferma Charami, «cerco emozione, verità e rispetto. Il gusto può cambiare il nostro modo di vedere il mondo».


Le radici greche della chef emergono in modo sottile, intrecciando memoria mediterranea e paesaggio alpino. «Non si tratta di portare la cucina greca in montagna», spiegano dal Paradiso, «ma di intrecciare due mondi». Olio extravergine, agrumi, spezie e fermentazioni diventano strumenti per dare profondità a funghi, tuberi, cereali ed erbe alpine, costruendo piatti avvolgenti, rassicuranti, alleggeriti da acidità precise e lavorazioni lente che richiamano le cucine contadine mediterranee. Nei menu di OMNIA, il cibo diventa racconto, gesto di condivisione, frammento di una storia più ampia che unisce etica, estetica e libertà creativa.




Paradiso Pure.Living si configura così come una nuova frontiera dell’ospitalità alpina. «Non pretendiamo di avere tutte le risposte», concludono i titolari, «ma crediamo che questo progetto possa essere un prototipo ispiratore». Un invito a ripensare l’hotel come comunità temporanea, un luogo in cui chi ospita e chi è ospite sperimentano insieme un modo più consapevole, responsabile e poetico di abitare la montagna.

Contatti
Paradiso Pure.Living
Joch, 17, 39040 Castelrotto BZ
Telefono: 0471 727905