Umberto Cesari e Costa di Rose, il Sangiovese Rosé dall’anima moderna

In un’intervista esclusiva, Gianmaria Cesari racconta il Costa di Rose della cantina Umberto Cesari: 100% Sangiovese rosé in una veste fresca, moderna, una nuova reinterpretazione di un grande classico, nata da una profonda conoscenza verso il terroir della Romagna.

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Costa di Rose: il Sangiovese Rosé di Umberto Cesari

Il futuro è rosa. Anzi, “rosé”. A dirlo non è una cantina qualsiasi, bensì una realtà che ha scritto un pezzo importante della storia enoica romagnola: l’azienda vitivinicola Umberto Cesari. È stato proprio Umberto Cesari uno tra i primi a credere nel potenziale dei vini dell’Emilia-Romagna ben “56 vendemmie fa”, ovvero all’inizio degli anni ’60, quando decise di creare l’azienda che ora porta il suo nome.

Umberto Cesari

Cesari ha investito allora tutti i suoi sforzi nella valorizzazione delle varietà locali: Sangiovese, Albana, Pignoletto e Trebbiano. La sua opera di promozione e nobilitazione del Sangiovese è valso il titolo alla sua azienda di Ambasciatrice del Sangiovese nel mondo. E oggi suo figlio, Gianmaria, ereditando la storia di suo padre e dei suoi valori, guarda al futuro dei suoi vini con un’interpretazione contemporanea dei grandi capisaldi dell’azienda: il Sangiovese rosé.

Crediti Gabriele Zanon

Costa di Rose è un’interpretazione contemporanea 100% Sangiovese, un vino fresco e fruttato nato dalla profonda conoscenza del Sangiovese e dal desiderio di proporne una nuova intrigante versione. Viene descritto come un rosato versatile e giovane, accattivante, informale ma allo stesso tempo ricercato, dal packaging che evoca l’atmosfera estiva degli anni ’50 e ‘60.

La verità è che dietro al suo colore rosato antico, Costa di Rose ha un’anima delicata, ricercata, sapiente: «La nostra storia di Costa di Rose parte 10 anni fa, con le prime sperimentazioni di rosato di Sangiovese che abbiamo deciso di imbottigliare e mettere sul mercato solo quando ci siamo resi conto che il Sangiovese dava risultati straordinari anche nella versione rosata», ha commentato Gianmaria Cesari, durante una nostra intervista in esclusiva.

Gianmaria Cesari- Crediti Gabriele Zanon

«Sicuramente c’è oggi una riscoperta e un’offerta di vini rosati di qualità che non esisteva fino a qualche anno fa. Le vendite di Rosé sono aumentate del 30%, dal 2019 al 2020. Millennials e donne stanno guidando la crescita della categoria, ma c’è un mercato, oggi, di grande domanda di vini rosati e quindi il consumatore ha la possibilità di provare le diverse espressioni di rosato che prima non c’erano. Noi, per esempio, ad aprile siamo stati premiati per il miglior rosato da Food & Travel Italia, durante i Golden Wine Awards 2022, e in quell’occasione ho avuto modo di assaggiare decine di rosati italiani. Sono rimasto estremamente colpito dalla qualità di questi vini. Il futuro è sicuramente “rosa”».

Azienda vinicola Umberto Cesari

La più grande esperta di vini rosé al mondo, Elizabeth Gabay, ha dichiarato in una recente intervista che c’è ancora bisogno di educare il mercato in merito ai rosati. Costa di Rose è stato pensato per dimostrare questo, ovvero che anche un simbolo come il Sangiovese sia in grado di confrontarsi con le nuove sfide della contemporaneità? «Non abbiamo la presunzione di ergerci ad educatori», ha spiegato Cesari. «Costa di Rose sta riscuotendo un buon successo, ma non abbiamo altri vini di prossima uscita. Attualmente ci concentriamo appunto sul far conoscere Costa di Rose ai nostri potenziali clienti. Per noi è importante esprimere il nostro terroir seguendo la sua stagionalità e i suoi ritmi. Il terroir è l’elemento fondamentale del nostro “pensare”, del nostro “fare vino” e della nostra filosofia. Partiamo dall’essere coltivatori d’uva: tutto nasce dai nostri vigneti (suddivisi in 8 poderi) da cui cerchiamo di ottenere le uve migliori e di trasformarle in vino senza alterarne le caratteristiche tipiche del nostro territorio.»

«L’unicità dei nostri splendidi vigneti custoditi dai Calanchi Azzurri deriva dalla combinazione di diversi fattori: il microclima favorevole, la scelta meticolosa dell’esposizione dei vigneti, la giusta altitudine e la composizione del terreno (argilloso a media consistenza e calcareo) », ha spiegato Cesari. «Per quello che ci riguarda il termine “sostenibile” è da sempre associato alla parola “vini”; è il faro che guida il nostro percorso alla ricerca della qualità senza compromessi fin dal primo giorno. I pilastri della Umberto Casari sono heritage, Innovazione e sostenibilità: abbiamo visto crescere le nostre vigne giorno dopo giorno, così come è cresciuta la consapevolezza che il territorio fosse la risorsa più importante e per questo abbiamo intrapreso un cammino che rispetta la terra e l’uomo e che al tempo stesso raccoglie le nuove sfide in fatto innovazione e sostenibilità».

«Siamo stati la prima azienda in Emilia-Romagna ad aver ricevuto la certificazione SQNPI -“Sistema di qualità Nazionale di produzione integrata”- per la produzione di uve e vini. Utilizziamo stazioni metereologiche per il monitoraggio delle condizioni ambientali, l’agricoltura di precisione con mappe di vigore, la defogliazione della cintura produttivo, l’uso della zeolite su terreno e frutti, oltre alle micorrize, ovvero funghi naturali, che lavorando in simbiosi con le radici della vite garantiscono maggior accesso al nutrimento. Ricorriamo inoltre ai tappi di sughero Amorim che hanno un minor impatto ambientale e abbiamo scelto di alleggerire il peso del vetro delle nostre bottiglie del 20% negli ultimi 3 anni. Questo garantisce minori emissioni sia in fase produttiva sia nella successiva fase trasporto, perché pensare all’ambiente significa pesare meno su di esso. Per noi il futuro è rosa, ma è da oltre 50 anni che mi piace valorizzare le attività e le persone impiegate in azienda. La nostra passione e dedizione per il vino ci portano a perseguire l’eccellenza in tutte le fasi produttive e la sua storia».

 Indirizzo

Via Stanzano, 2160, 40024 Castel San Pietro Terme BO

Tel: 051 694 7811

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