I vini prodotti dai personaggi celebri continuano ad aumentare: sono anche buoni o è solo marketing?

Un numero crescente di celebrità e star internazionali si sta interessando al mondo del vino: alcune di loro sono proprietarie di vigneti, mentre altre sono addirittura più coinvolte negli stessi processi di vinificazione. Ecco chi sono e come se la cavano con le loro produzioni.

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Un numero crescente di celebrità e star internazionali si sta interessando al mondo del vino: alcune di loro sono proprietarie di vigneti, mentre altre sono addirittura più coinvolte negli stessi processi di vinificazione. Tra i più noti ricordiamo quello di Jay Z con Armand de Brignac, che ha venduto una quota del 50% a LVMH all’inizio di quest’anno; ancora le etichette di Inglenook del regista Francis Ford Coppola, spesso servite alla cerimonia di premiazione degli Oscar e il rosé Miraval, dalla tenuta provenzale di proprietà dell’ex coppia Brad Pitt-Angelina Jolie. 

Ci sono anche il golfista professionista Ernie Els, con i vini di Stellenbosch, i rossi portoghesi di Cliff Richard, Central Otago Two Paddocks di Sam Neill e i vini toscani dello stilista Roberto Cavalli. Il giocatore di cricket Sir Ian Botham ha la sua gamma di vini, così come il presentatore di talk show Graham Norton e la popstar Kylie Minogue, che di recente ha discusso della sua gamma di vini con Andrew Jefford. Pare che anche George Clooney – che ha già un suo marchio di tequila – stia acquistando una tenuta in Provenza. Anche il rapper Post Malone ha il suo rosé, il Maison No. 9

Ma quanto sono davvero impegnati i vip in questi marchi? “I lettori di Decanter potrebbero essere leggermente sospettosi nei confronti dei vini delle celebrità”, ha scritto Andrew Jefford nella sua ultima rubrica per il numero di luglio 2021 della stessa rivista. “Stai comprando una persona famosa e la sua immagine piuttosto che un vino che rispecchi lo spirito del territorio, giusto? Non affrettarti alle conclusioni, però. Minogue (2,2 milioni di follower su Instagram e Twitter) ha venduto un milione di bottiglie di vino nell’ultimo anno, molte delle quali a persone che non hanno mai bevuto vino prima”

Allo stesso modo, dopo il successo di Château Miraval, Brad Pitt, insieme ai comproprietari della tenuta, la famiglia Perrin di Château de Beaucastel, hanno unito le forze con la famiglia Péters per produrre uno Champagne rosé. Il team coinvolto nell’idea ha sottolineato il ruolo attivo di Pitt e ha descritto il prodotto come “non un nuovo vino da celebrità, ma un progetto autentico”. Sting, ex frontman dei The Police, è anche un enologo e produce vino dalla tenuta toscana Il Palagio con la collaborazione di Riccardo Cotarella. Nasceranno in questo modo dei nuovi amanti del vino? “Attraverso la serie Minogue’s Collection, una nuova categoria di bevitori può arrivare ad apprezzare i vini di Howard Park in Australia occidentale, de Bortoli nella Yarra Valley e Château Sainte Roseline nella Côtes de Provence”, ha scritto Jefford

“Alcuni potrebbero persino diventare lettori di Decanter, come ha fatto la stessa Minogue“È sinceramente coinvolta: quelli che l’hanno aiutata hanno fatto un buon lavoro, perché i vini sono accessibili, non ‘di lusso’ e in questo modo sta aprendo il mondo del vino a nuovi palati. C’è qualcosa di sbagliato in questo?’ Ma sono davvero buoni, questi vini?”. A leggere il giudizio di Decanter pare proprio di sì. Il blanc de noirs Ace of Spades di Armand de Brignac, ad esempio ha ricevuto 96 punti su 100, lo Champagne Fleur de Miraval Rosé 94, il Kylie Minogue Ch Ste Roseline Cru Classé, rosato della Provenza 92 e così via, quindi i punteggi sono sempre piuttosto lusinghieri.

Fonte: decanter.com