L’anno d’oro del Brunello di Montalcino: aumentate le vendite del 12,2% nel momento più difficile

Duecentododici soci e la quasi totalità della rappresentanza della produzione di Brunello con il 98,2%, 4300 ettari vitati di cui 3150 tra Doc e Docg e 2100 a Brunello. Sono i numeri del Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino.

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La Notizia

Duecentododici soci e la quasi totalità della rappresentanza della produzione di Brunello con il 98,2%, 4300 ettari vitati di cui 3150 tra Doc e Docg e 2100 a Brunello. Sono i numeri del Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino che pur in presenza di una situazione critica qual è la crisi legata alla pandemia registra per le sue vendite un anno importante che fa segnare un incremento del 12,2% (dato dell’ente di certificazione Valoritalia). Nel corso del 2020 il Consorzio ha consegnato un numero prossimo ai 9 milioni di contrassegni di stato della Docg, le fascette che avvolgono il collo della bottiglia, per un incremento del 4,3% in relazione alla media dell’ultimo quinquennio. La fascetta non implica direttamente la vendita, ma per un consorzio si tratta di un ottimo strumento predittivo sull’andamento del mercato, in quanto i contrassegni forniti presentano una relazione diretta con le richieste e le prenotazioni di bottiglie.

Ma come hanno reagito i produttori alla situazione causata dall’emergenza sanitaria ancora in corso? In linea di tendenza, se i grandi marchi e cantine con numeri importanti hanno dirottato per quanto possibile le vendite sulla grande distribuzione organizzata, le cantine di dimensioni più piccole e legate al disastrato mondo dell’Ho.re.ca. si sono organizzate per spingere su canali alternativi come l’e-commerce e le degustazioni digitali dedicate agli appassionati. Non bisogna dimenticare anche l’effetto trainante di due grandi annate come la 2015 e la 2016: la prima, osannata dalla critica mondiale, ha superato la 2014 con un + 53% e la 2013 con un +32%. Pare che anche il 2016 sarà un millesimo da ricordare in termini di vendite, dato che a cavallo tra novembre e dicembre del 2020 i contrassegni Docg richiesti sono stati 2,7 milioni. «Considerata la congiuntura attuale – ha dichiarato il presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci – il risultato generale è assolutamente positivo, anche se secondo le nostre stime in condizioni normali la crescita sarebbe stata almeno doppia. Alla luce dei fatti, tuttavia riteniamo una fortuna aver potuto affrontare il periodo più difficile con le 2 annate consecutive migliori della storia come alleate, e se la 2015 ci ha consentito di difenderci nel migliore dei modi, la 2016 ha tutte le carte in regola per consolidare il brand Brunello tra i più grandi vini del mondo».

fonte:ilsole24ore