Quali sono tutti i migliori vini italiani del 2019 secondo Forbes

Il critico Tom Hyland ha selezionato le migliori bottiglie italiane dell’anno: grandi classici ma anche scoperte e sorprese un po’ da tutto lo stivale.

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2006
vini forbes
I Vini

È uno stivale tutto da bere, quello descritto dal critico di Forbes Tom Hyland, che anche quest’anno ha selezionato le bottiglie italiane uscite nel 2019, che lo hanno maggiormente emozionato. Grandi classici, ma anche bianchi sorprendenti dalla Campania e perfino dalla Toscana e rossi umbri, ancora poco conosciuti all’estero. Poche le bollicine, ma solo per carenza di assaggi.

 

BIANCHI

2018 Giovanni Almondo Roero Arneis “Bricco delle Ciliegie”: una bottiglia che è già un classico, in una delle sue annate più fini, aromi esotici e carattere varietale integro.

2018 Mainente Soave Classico “Tovo al Pigno”: armonia, leggera mineralità e straordinaria complessità da un piccolo produttore che merita grande attenzione.

2018 Bibi Graetz “Testamatta” Toscana Bianco: 100% ansonica dell’Isola del Giglio fermentata in barrique. “Una sorpresa meravigliosa”.

2018 Pietracupa Greco di Tufo: un capolavoro di Sabino Loffredo. Colpisce per purezza varietale e potenziale di invecchiamento.

2018 Antonio Caggiano Greco di Tufo “Devon”: grande purezza varietale, complessità e armonia da un produttore famoso soprattutto per il Taurasi.

2018 Petilia Greco di Tufo: perfetta combinazione di carattere varietale, profumi floreali e charme, armonia ed eleganza. Si berrà bene fra 10 anni.

2015 Mastroberardino Fiano di Avellino “Stilema”: un altro successo di Piero Mastroberardino, instancabile sperimentatore. Il 10% del vino fermenta in barrique usate. Il risultato convince per ricchezza e testura. Melone, pera e fiori gialli secchi: da bere fra 10 anni.

2018 Ciro Picariello Fiano di Avellino: ormai un classico da un maestro del vitigno. Grande complessità, eccellente persistenza e testura impressionante: darà il massimo fra 10 anni.

2018 Donnachiara Fiano di Avellino “Empatia”: una selezione dei grappoli migliori, sontuosa nella complessità. Una nuova strada da seguire.

2018 Feudi di San Gregorio Falanghina “Serrocielo”: una Falanghina insolitamente ricca e persistente da un vigneto d’alta quota nel Beneventano. “Semplicemente deliziosa”.

2017 Arnaldo Caprai “Cuvée Secrete”: il bianco del produttore di riferimento del Sagrantino di Montefalco, a base di trebbiano spoletino, fiano, grechetto e sauvignon. Affinato in barrique, mostra ricchezza, complessità e persistenza.

2018 Pinot Grigio Alois Lageder “Porer”: Lageder utilizza diverse tecniche per produrlo. Alcune uve sono pressate immediatamente, altre lasciate macerare con le bucce, da 15 ore a un anno. Il risultato è un vino ricco, corposo, persistente e complesso, nella sua migliore annata di sempre. Da bere nei prossimi 5 anni.

2018 Ettore Germano Riesling “Herzu”: il miglior riesling italiano, grazie agli incantevoli aromi fruttati e floreali, alla purezza varietale e alla complessità, in un’annata da incorniciare.

2018 Elvio Cogno Anas-Cetta: da un produttore di riferimento di nascetta, una bottiglia che risalta per corpo e carattere varietale. Si potrà bere per altri 10 anni.

2015 Paolo Bea “Arboreus”: trebbiano spoletino in purezza, senza solfiti aggiunti, con macerazione sulle bucce di 22 giorni. Complessità, corpo e persistenza, aromi di erica, miele e mandarino.

 

ROSSI

2018 Burlotto Verduno Pelaverga: elegante e delizioso, una bella interpretazione del tipico rosso piemontese da parte di un grande produttore.

2016 Elio Grasso Barbera d’Alba “Vigna Martina”: sempre eccellente, quest’anno spicca. Aromi di mora, prugna nera, tannini moderati, persistenza e grande tipicità.

2018 Reva Dolcetto d’Alba: da un’ottima annata per gli autoctoni, un Dolcetto meraviglioso che sa di mirtillo rosso e prugna rossa, dai tannini morbidi e dall’eccellente persistenza. Grande tipicità.

2015 Paolo Scavino Barolo “Bric dël Fiasc”: quest’anno il Barolo preferito di Hyland, balsamico con note di amarena e timo, ricco al palato, interminabile e complesso.

2013 Paolo Manzone Barolo Riserva: dalla vigna di Meriame, un Barolo affinato in anfora, potente e strutturato.

2013 Giacomo Fenocchio Barolo Bussia Riserva “90 Di”: macerato per 90 giorni, è un Barolo ricco e persistente, che darà il massimo fra 25 anni.

2016 Rizzi Barbaresco “Pajoré”: la combinazione di una grande vigna, un superbo produttore tradizionale e un’annata eccezionale. Ciliegia, ribes, fragola, sottili note di legno, persistenza, acidità, finezza e charme. Un grande Barbaresco che raggiungerà il suo apice fra 12-15 anni.

2016 Rizzi Barbaresco “Rizzi”: ancora ciliegia, insieme a origano e papaveri; ricchezza, freschezza, armonia e tannini ben padroneggiati da un produttore che meriterebbe di più.

2018 Montalbera Grignolino d’Asti “Grignè” 2018: un vitigno fra i più tipici del Piemonte, in una delle sue migliori interpretazioni. Fragoline di bosco e spezie da un grande millesimo.

2015 Fontodi Chianti Classico Gran Selezione “Vigna del Sorbo”: grande profondità di frutto e persistenza da uno dei migliori produttori del Chianti Classico.

2016 Fontodi “Flaccianello della Pieve”: una selezione del migliore sangiovese dalla tenuta di Giovanni Manetti. Ormai un classico, che quest’anno risalta per struttura e carattere varietale.

2016 Ricasoli Chianti Classico Gran Selezione “Ceni Primo”: sangiovese in purezza da un’unica vigna situata a Gaiole in Chianti. Terroir ed equilibrio per uno dei rossi più eleganti della Toscana, da bere nell’arco di 12-15 anni.

2015 Rocca delle Macie Chianti Classico Gran Selezione “Sergio Zingarelli”: un Chianti Classico dalla struttura ideale, con sentori di ciliegia e papavero, complesso, brillante e armonioso.

2015 Gran selezione di San Felice Chianti Classico “Il Grigio”: una pura rappresentazione del sangiovese, solida, persistente e armoniosa. Un classico da un’annata favorevole.

2016 Felsina Chianti Classico Gran Selezione “Coloni”: maturità, armonia e persistenza, tannini giovani e tutto il carattere del sangiovese da un grande millesimo.

2016 Ornellaia Bolgheri Superiore: un altro sforzo stellare da questo grande produttore di Bolgheri. Frutta ricca e profumi floreali, interminabile, tannino fermo ma non aggressivo. Andrà avanti per 20 anni.

2016 Sassicaia: una delle migliori annate di questo vino. Rimarchevole profondità di frutto, ottima acidità, equilibrio impeccabile. Strutturato per affrontare i prossimi 25 anni.

2015 I Vigneti di Ettore Amarone della Classico Valpolicella: un vino affinato in botti grandi, armonioso e complesso, che darà il meglio fra 15 anni. Da provare per chi pensa che l’Amarone sia solo potenza.

2016 Cantina Tramin Pinot Nero Riserva “Maglen”: il clima fresco dell’Alto Adige è propizio per il pinot nero, che qui dà il meglio in Italia. Sa di ciliegia selvatica, curcuma, noce moscata e pepe di Giamaica. Eccellente persistenza e tannini vellutati, purezza varietale e complessità. Darà il massimo fra 7-10 anni.

2015 Fratelli Pardi Montefalco Sagrantino “Sacrantino”: straordinaria interpretazione di uno dei vitigni più tannici del mondo, da parte di un produttore sottovalutato. Prugna rossa, papavero e ribes, armonia e tannini aggraziati. Darà il massimo fra 15-20 anni, per chi saprà aspettare.

2013 Tenuta Bellafonte Montefalco Sagrantino “Collenottolo”: fondata nel 2007, la cantina conta già fra le migliori della denominazione. Il proprietario Peter Heilbron, cresciuto in Umbria, è un tradizionalista che predilige la botte grande, per un risultato di testura e persistenza. Questo 2013 risalta per tannini eleganti e complessità; raggiungerà il suo apice fra 10-12 anni.

 

DOLCI

2009 Rocca di Montegrossi Vin Santo

2007 Felsina Vin Santo

2007 Badia a Coltibuono Vin Santo “Occhio di Pernice”: tre grandi interpretazioni del Vin Santo dal Chianti Classico. Il Montegrossi è quasi estremo nello stile, con un colore profondo e un profumo di miele e albicocca sull’ossidazione. Il Felsina è più leggero, con note di nocciola e di mandorla che portano complessità. Il Badia a Coltibuono da uve sangiovese sa di fichi e di ciliegia. Secchi al palato, andranno avanti per 15 anni e oltre.

2011 Scacciadiavoli Montefalco Sagrantino Passito: nei secoli passati il sagrantino era passito. Nelle sue migliori interpretazioni, come questa, manifesta una dolcezza misurata, sa di ribes, ciliegia, rosmarino e papavero. È lungo, interminabile, complesso.

2016 Cantina Tramin Gewürztraminer Passito “Terminum”: un vino perfetto, come già in passato. Brillante, dorato, sa di albicocca secca, fiori d’arancio e miele con un sospetto di banana. Eccellente concentrazione, ottima acidità e finale interminabile, che conclude secco. Darà il meglio fra 7-10 anni.

Marcalberto Brut Nature: un blend di pinot nero e chardonnay, rispettivamente all’85 e al 15%, pas dosé, sa di lieviti con grande ricchezza al palato, armonia e persistenza. Dal migliore produttore di Metodo Classico in Piemonte.