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Da Venezia alla Costiera Amalfitana: la storia del piccolo hotel che guarda Positano

di:
Serena Curto
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Piccolo copertina

Un boutique hotel cinque stelle che unisce l'eleganza veneziana al gusto della Costiera. Ventisette camere, una storia di famiglia e una cucina del territorio lo rendono uno degli indirizzi da tener d’occhio a pochi passi da Positano.

Il Piccolo Sant'Andrea si raggiunge  lasciandosi alle spalle il fermento di Positano, anche se, in realtà, basta un’unica stradina a separare il boutique hotel dalla cartolina più celebre della costa. È qui, a Praiano, che la Costiera offre un punto di vista diverso. Da una parte il bianco della pietra, il profumo della macchia mediterranea, il blu che accompagna lo sguardo fino a Positano e Capri; dall'altra tessuti preziosi, opere d'arte, dettagli d'arredo e una storia di famiglia che parte dalla laguna di Venezia e arriva tra le rocce di Praiano. È un albergo che porta nel nome la propria essenza: "Piccolo" perché conta appena ventisette camere, ma soprattutto perché sceglie di fare dell'intimità il suo tratto distintivo, lontano dalla spettacolarizzazione che spesso accompagna la Costiera.

Suite Odi 1
 

Una casa di famiglia diventata hotel

Oggi è un boutique hotel 5 stelle scolpito nella roccia, eppure c’è stato un tempo in cui Il Piccolo Sant'Andrea era semplicemente una casa.  Quella dell'imprenditore veneziano Odino Sartori e della moglie Romana che, durante un viaggio lungo la Costiera Amalfitana, rimasero ammaliati da un promontorio chiamato Pietra Piana tanto da farci la propria residenza privata. Solo successivamente quella dimora è stata ampliata e trasformata in una struttura ricettiva, mantenendo però intatto il carattere originario della casa. Oggi sono i figli Igea, Bruno, Elvio e Francesco a custodire quella visione, continuando a gestire l'hotel con la stessa attenzione quasi domestica riservata ai primi ospiti.

Suite Igea
 

Le ventisette camere e suite si sviluppano su cinque piani e si aprono su terrazze panoramiche, giardini privati e docce open air, mentre le due suite di punta - Odi e Igea - raccontano in maniera diversa il legame tra la famiglia Sartori e il paesaggio mediterraneo. L'anima veneziana emerge nei tessuti Rubelli che rivestono le testiere dei letti, nei richiami all'artigianato lagunare, negli arredi e soprattutto nelle opere della Galleria veneziana Ravagnan disseminate negli spazi comuni. Quadri e sculture anche acquistabili dagli ospiti, trasformando così il soggiorno in un incontro tra ospitalità e collezionismo. 

Suite Igea 1
 

Anche il benessere della Piccolo SPA segue la stessa filosofia: piscina interna riscaldata con cascata e idromassaggi, sauna, bagno turco, doccia emozionale, cabine dedicate ai trattamenti e una sala massaggi compongono un percorso raccolto e silenzioso, pensato per accompagnare il ritmo lento della vacanza. All'esterno, invece, l'Infinity Pool si apre sul paesaggio della Costiera con una vista che abbraccia l'isola dei Galli e i Faraglioni di Capri; mentre il Vitality Garden offre uno spazio dedicato all'attività fisica immerso nel verde della macchia mediterranea. Con i suoi 110 metri sul livello del mare, il Piccolo Sant'Andrea è l'hotel più alto della Costiera Amalfitana tanto che Positano sembra quasi appoggiarsi sotto i piedi degli ospiti, mentre Capri appare in lontananza nelle giornate più limpide. Eppure, nonostante la vicinanza con una delle mete più fotografate d'Italia, qui regna un'atmosfera sorprendentemente quieta. Pochi ospiti, un rapporto diretto con il personale e la sensazione costante di soggiornare in una casa affacciata sul Mediterraneo più che in un tradizionale hotel cinque stelle. 

Terrazza ristorante Pietra Piana 1
 

La cucina di Pietro Rossi: tradizione campana, tecnica e una tavola che guarda Positano

Se l'ospitalità del Piccolo Sant'Andrea nasce da una storia di famiglia, la sua proposta gastronomica prova a fare lo stesso con la memoria della Costiera Amalfitana. Al timone del Pietra Piana Restaurant, aperto a cena e con una vista mozzafiato al tramonto, c'è Pietro Rossi, chef che negli ultimi quindici anni ha costruito il proprio percorso confrontandosi con professionisti come Luigi Tramontano e Fabrizio De Simone, affinando una cucina che parte dal territorio ma guarda al presente. Il suo lavoro si sviluppa su tre direttrici ben precise: valorizzare la materia prima, rispettarne la stagionalità e alleggerire la tradizione senza privarla della sua identità. Il mare, gli orti, gli agrumi e le erbe aromatiche della Costiera diventano così il filo conduttore di un menu che evita inutili virtuosismi e preferisce lasciare parlare gli ingredienti. Accanto al ristorante gastronomico convivono altre due anime: il Garden Bistrot, immerso nel verde, accompagna le ore del pranzo con una proposta più immediata, fatta di piatti leggeri che reinterpretano le ricette della tradizione locale, mentre il Panorama Bar diventa il luogo dell'aperitivo, con cocktail ispirati ai profumi della macchia mediterranea.
 

Chef Pietro Rossi
 

Rossi è arrivato al Piccolo Sant'Andrea appena due anni fa e racconta il proprio percorso con grande schiettezza. «Oggi la gente si è stancata di stare a tavola ore e ore. Massimo due o tre portate, poi vuole uscire, vivere i luoghi, godersi le serate», spiega. È una riflessione che fotografa bene il cambiamento della ristorazione in una destinazione come la Costiera Amalfitana. Per questo la cucina del Pietra Piana cerca equilibrio prima ancora che stupore: porzioni misurate, sapori nitidi e un servizio che accompagna senza appesantire. Lo chef non nasconde nemmeno le difficoltà di lavorare in uno dei territori gastronomicamente più competitivi d'Italia. «Qui in Costiera c'è tanta concorrenza e noi siamo una struttura giovane. L'anno prossimo festeggeremo dieci anni dall'apertura e stiamo cercando di fare sempre più del nostro meglio». Un percorso che coinvolge anche il Pastry Chef Alessio Maresca, responsabile tanto dei dessert del ristorante quanto dell'offerta della colazione, altro momento centrale dell'esperienza. «L'obiettivo» ribadisce Rossi «è trasmettere agli ospiti un senso di familiarità, la stessa atmosfera che caratterizza il resto dell'hotel e che diventa il ricordo dell'intero soggiorno».

Pranzo
 

Piatti che raccontano il territorio, con semplicità e misura

La cena inizia con una serie di piccoli assaggi che introducono immediatamente il linguaggio della cucina. Un paninetto al vapore con salsa tonnata, capperi fritti e polvere di peperoni apre il percorso insieme a un arancino alleggerito dalla salsa allo yogurt e dal limone. Seguono amuse-bouche che giocano sulle consistenze: la canocchia in crocchetta, una finta provola al pomodoro, una personale interpretazione della bruschetta e un sorprendente sorbetto alla rucola, fino alle salviette profumate al gelsomino che richiamano uno degli aromi più diffusi nel giardino che si sviluppa tutto intorno. Tra gli antipasti convince soprattutto la rilettura del pomodoro: una tartelletta croccante con brunoise di pomodoro, sedano e cipolla, una spuma che restituisce il gusto dell'insalata estiva e un gelato alla mozzarella che aggiunge freschezza senza risultare eccessivo.

Rombo alla Meuniere
 

Interessante anche la reinterpretazione della genovese, trasformata in un piatto che ribalta i ruoli dei protagonisti: la pasta, in chips essiccate, lascia tutta la scena ad un tenero boccone di carne e ad una crocchetta fritta, servita con riduzione di genovese. Il momento migliore arriva però con il fusillone dei pastai gragnanesi. Il ragù di seppia, cotta e cruda, incontra una julienne che ricorda una tagliatella di mare, mentre la polvere di limone bruciato aggiunge profondità senza coprire la delicatezza del mollusco che anzi accompagna la masticabilità audace del fusillone lasciato al dente. È un piatto equilibrato, immediato, che riesce a raccontare il territorio con semplicità. Seguono la ventresca di tonno, con salsa marinara e riduzione di aglio nero, oltre a una sequenza di dessert costruiti attorno agli agrumi tra sorbetti, semifreddi e note balsamiche che chiudono il percorso con leggerezza.  Da una parte una cucina ancora in piena evoluzione, che sta definendo con personalità i propri confini; dall'altra una vista che sembra rubare la scena senza mai far passare in secondo piano ciò che arriva in tavola. Ed è forse proprio qui che il Piccolo Sant'Andrea trova la sua cifra più autentica.

Piscina
 

CONTATTI

Via Campo, 15 84010 Praiano (SA);
info@hotelpiccolosantandrea.com
Tel: +39 089 813087
Website


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