A meno di un’ora da Genova, due ville d’epoca immerse nel verde ospitano un resort adults only e la cucina ligure contemporanea di Matteo Armanino.
Una terrazza sospesa sul mare del Tigullio. Così in alto che la luce sembra più sottile, il suono pare più ovattato. Sotto, un filo di nuvola scivola sui pendii e addolcisce i contorni della costa. Non fatico a capire perché il ristorante in cui cenerò si chiami "Aria". Aria si trova all'interno di Villa Riviera Resort, un hotel adults only con 15 suite diffuse tra due dimore d'epoca, Villa 900 e Villa 800, che l'imprenditore locale Matteo Campodonico ha ristrutturato negli ultimi anni.

Il Resort Villa Riviera
Le ville sono immerse in un parco di 15.000 mq a Santa Giulia, un’infinitesima frazione sulle alture di Lavagna (GE) di cui, pur abitando a meno di un'ora di distanza, non conoscevo l'esistenza. Per arrivarci, si percorre una strada ripida e sinuosa, che in pochi minuti dal mare porta in cima alla collina. Ai lati, macchia mediterranea e ulivi.

Mentre salgo, ancora non so che il delicatissimo olio extravergine che mi sarà servito a cena nasce proprio da lì. Quando arrivo a Villa Riviera Resort, è tardo pomeriggio. C'è ancora luce, l'estate è alle porte. Una volta entrata in una delle sei suite di Villa 900, poso il bagaglio e, per prima cosa, mi affaccio all'ampia finestra. Il panorama è aperto, quasi immobile. Una palma ondeggia appena al vento. Non serve immaginare di guardarlo con occhi stranieri per provare quell'impeto che si accende davanti a una bellezza così prorompente, inequivocabile. Mi volto a guardare la stanza, che non è da meno.

Ha stile nel colore delle pareti, nell'arredo che gli si intona insieme a tortora e bianco, nelle finiture dorate, nel parquet che scalda l'ambiente. Sul soffitto campeggia un affresco originale. Su un lato, una grande vasca rotonda invita. Impossibile resisterle: decido che la mattina seguente mi alzerò presto per godermela. Mi colpisce anche il kit di prodotti firmati da Salvatore Ferragamo, che comprende anche la crema viso. C'è attenzione a ogni possibile necessità: dalla piastra per capelli alle cialde Nespresso anche decaffeinate; dal tavolino sul terrazzo ai biscottini accanto al letto. Non ho il tempo, purtroppo, di godermi tutto ciò che il resort offre agli ospiti; mi accontento di un'esplorazione. Una lunga scala in pietra immersa nel verde conduce a diversi livelli di terrazze in cui si trovano sdraio, tavolini appartati, daybed con struttura a baldacchino e una Infinity Pool affacciata sul pendio. Incontro l’Open Air Spa mentre proseguo lungo la strada che porta a Villa 800. Anche questa dimora ospita al suo interno alcune camere, mentre all'esterno è presente un'ampia area lounge che immagino sia spesso e volentieri allestita per eleganti cerimonie.


Il Ristorante Aria
Nel frattempo, si è fatta ora di cena. Risalgo e prendo posto sulla terrazza. È possibile schermarla con i vetri all'occorrenza, ma la serata è calda: non servirà. Il ristorante Aria, aperto da 4 anni, è guidato dallo chef Matteo Armanino, nato nella vicina Sestri Levante, con alle spalle una lunga carriera nell'hôtellerie di alto livello nazionale e internazionale. Lo affianca fin dalla prima ora il brillante sous chef Constantin Lungu, giovanissimo di origini moldave.


Il lavoro di Aria ha già raccolto l’attenzione delle guide: il ristorante è nella selezione Michelin dal 2024, ha ottenuto le 2 forchette nella guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso ed è presente nella guida Identità Golose 2026. È aperto solo sei mesi all’anno dalla primavera in poi, ma i menu cambiano diverse volte. Da una parte c'è il desiderio di assecondare la stagione, dall'altro il piacere dello chef Armanino di giocare con stimoli sempre nuovi. Il pescato è locale; frutta e verdura sono per la gran parte prodotti in paesi limitrofi, negli orti del progetto agricolo Fescion Farmer e in quelli in sviluppo attorno al progetto del Villaggio del Ragazzo.

Oltre alle proposte à la carte, sono disponibili tre percorsi degustazione:
- Aria - a mano libera, più identitario e personale
- Mare - dedicato al pesce del territorio
- Ritmo Vegetale - vegetariano, ispirato alla natura di stagione.
Io ho scelto Aria.

Il mio percorso al tavolo
L’entrée introduce le direzioni verso cui andrà a orientarsi l'intero percorso: c’è il vegetale, c’è la Liguria, c’è perizia nelle lievitazioni, c’è il desiderio di non fissare schemi troppo rigidi. Il testarolo di grano saraceno con panna acida, pere e rucola guarda all’entroterra; la sardenaira porta in tavola una memoria più popolare e costiera. In mezzo, il raviolo di sedano rapa marinato con salsa verde e barbabietola e la panna cotta di finocchio, limone e chips di ceci mostrano una cucina che lavora sul dettaglio più che sull’effetto. Pane, grissini stirati al burro e focaccine all’olio accompagnano il percorso e raccontano la scelta di una panificazione quotidiana di produzione propria, con farine macinate a pietra e lievito madre, confermando tutta la cura che si respira nel progetto.


Carota marinata e affumicata con riduzione di carota e agrumi, grué di cacao, aglio e olio al prezzemolo è la portata che mi ha conquistato. Elegante nella composizione, ha tutta la profondità che questo vegetale sa sprigionare quando trattato con coscienza e gioia di sperimentare. La nota affumicata fa da acceleratore, spinge, si fa ricordare; la granella di cacao arricchisce il morso. Lo chef racconta che questo piatto, presente fin dalla prima ora, si è evoluto nel tempo anche grazie alle intuizioni di Lungu. L'eco della sua terra d'origine è in effetti ben riconoscibile.

I bottoni di pasta fresca alla brace farciti al preboggion, maggiorana, latte di noci, Parmigiano Reggiano e bietola giovane cruda prendono spunto dai pansoti in salsa di noci tipici del genovesato. Il piatto ne riprende le materie prime, le mescola e le lavora in altre consistenze, altre cotture, altri colori. Come in aritmetica, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia: il sapore schietto della tradizione, che non ti aspetti in un ristorante gastronomico, risulta trasfigurato in una nuova forma fine e concettuale. Dalla terra si passa repentinamente al mare. Spaghetti cotti in brodo di scampi con scampi crudi marinati in colatura di Cetara, salsa all'aglio orsino e asparago di mare sono come il Tirreno del nostro orizzonte, che sa essere a tratti più dolce, a tratti più profondo. Il condimento è suadente, sa quasi di Oltralpe.


L’ultima portata salata è Cernia, asparago violetto d'Albenga, salsa marinara, acqua di frutti di mare, limone e maggiorana. Fa emergere due dei sapori della Liguria spontanea: l'agrume e l'erba aromatica che in dialetto locale è chiamata persa per le sue origini lontane. L'asparago violetto, eccellenza della piana di Albenga, accompagna un pesce dalla cottura impeccabile. Il pre-dessert Raviolini dolci caramellati farciti con crème brûlée alla vaniglia, succo d’arancia e ananas vira già deciso sul dolce ed è estremamente sornione. Il frutto tropicale credo strizzi l'occhio alla clientela internazionale e mediamente giovane che vedo in sala. Mostra anche la voglia dello chef di concedersi qualche deviazione creativa anche fuori dal perimetro della territorialità. Il dessert successivo, invece, riporta il racconto a casa fin dal nome programmatico: La mia Liguria.

È composto da cremoso al basilico, canestrello, olive candite, pinoli sabbiati, crema dolce alla prescinsêua, salsa alle fragole, crumble alla nocciola e gelato al fiordilatte di Cabannina, mucca di razza autoctona ligure. Ne assaporo tutti gli elementi in ordine sparso e poi li mescolo a piacere, ritrovando i sapori del mio territorio rielaborati in un’inedita forma dolce e accostati in modo felice. Il pairing di vini proposto in sala da Greta Castagnola, presenza premurosa e preparata, per questa sera è territoriale. Apprezzo in particolare la scelta di servire Cantina Possa, non così convenzionale in un contesto di questo tipo. Mi accorgo che nel frattempo il sole è tramontato, ma ancora percepisco la presenza del Golfo che dorme sotto di noi; vado a dormire anch'io: letto e cuscini comodissimi mi attendono.


La colazione di Villa Riviera Resort
Mi sveglio all'alba per quel bagno in vasca che mi ero promessa, e mi reco di nuovo sulla terrazza di Aria per fare colazione. La luce è cambiata, l'aria è più tersa, la brezza muove l'erba bassa e ancora mi sento sospesa. La colazione comprende i panificati dello chef Armanino, frutta fresca, yogurt, spremuta d'arancia e alcuni bocconcini dolci. L’esperienza si completa con una portata alla carta cucinata espressa: io ho scelto un pancake accompagnato da sciroppo di rose. Da buona genovese, ho anch'io a casa questo gioiellino a base di petali locali e senz'altro copierò l'idea.

Salutare e leggera, la colazione di Villa Riviera è evidentemente pensata per un soggiorno estivo in un luogo di mare. Nel resort a pranzo è già disponibile un light lunch da gustare, volendo, anche a bordo piscina e a breve la proposta verrà ampliata con un bar. Non ho modo di trattenermi per la giornata; la immagino osservando gli ospiti che placidi sorseggiano il loro espresso con lo sguardo rivolto sul Golfo del Tigullio, tra Portofino e Sestri Levante. In Villa Riviera Resort e nel suo ristorante Aria ho visto un lusso sereno e discreto come i colori di una dimora dipinta a colori pastello affacciata sul mare. Ho assaporato un progetto concepito con cura e pensiero, che sussurra di una Liguria dolce, rarefatta, contemplativa.
Contatti
Villa Riviera Resort e Ristorante Aria
Via Costa, 18
16033 Santa Giulia (GE)