A Sorrento, il Grand Hotel La Favorita racconta una lunga storia di ospitalità familiare attraverso ceramiche di Vietri, giardini di agrumi, camere ispirate alle dimore mediterranee, una terrazza sul Golfo e una proposta gastronomica che completa il ritratto di una casa nata per accogliere.
Il primo errore sarebbe chiamarlo semplicemente hotel. Il Grand Hotel La Favorita ha piuttosto la natura di una grande casa sorrentina cresciuta nel tempo, diventata albergo senza perdere il gusto della dimora privata. Le maioliche di Vietri, i mobili d’antiquariato, i giardini di agrumi, le terrazze sul Golfo e una famiglia che da generazioni conosce il mestiere dell’accoglienza compongono un luogo nel quale il lusso viene affidato ai dettagli. La storia dei Manniello, del resto, comincia a tavola e arriva fino alle stanze della Favorita, passando attraverso oltre un secolo di ristorazione, ospitalità e rapporto con il territorio. È questo filo familiare a tenere insieme l’identità dell’hotel, trasformando la permanenza in qualcosa che assomiglia più a un soggiorno in una dimora privata che a una semplice notte fuori casa.


Una famiglia, una storia, un'idea di ospitalità
Per comprendere il Grand Hotel La Favorita bisogna dunque partire dai Manniello. La loro storia imprenditoriale a Sorrento affonda le radici nella ristorazione e si sviluppa nel corso delle generazioni fino a comprendere anche il settore alberghiero. All’inizio degli anni Sessanta Giuseppe Manniello ampliò l’attività insieme ai suoi tre figli, allora poco più che ventenni, entrando nel mondo dell’hôtellerie e contribuendo alla crescita dell’ospitalità sorrentina. Oggi sono Giuseppe Manniello Junior e Mario Manniello, appartenenti alla quarta generazione, a proseguire questo percorso insieme alla famiglia.



«Siamo cresciuti respirando ospitalità, ed è con questo spirito che ogni giorno portiamo avanti un progetto fatto di emozioni, cura e visione», racconta Mario Manniello, Manager of Operations e Owner del Grand Hotel La Favorita. Una frase che permette di leggere la struttura al di là della sua dimensione alberghiera: l’accoglienza, per i Manniello, appartiene a un patrimonio familiare che si rinnova nel tempo, mantenendo come punti fermi la cura dell’ospite, il legame con Sorrento e la volontà di costruire esperienze capaci di evolvere.

La famiglia porta con sé una storia ancora più antica, quella di O’ Parrucchiano, storico ristorante fondato nel 1868 e destinato a diventare una delle insegne più riconoscibili della città (qui il racconto completo, dai tavoli in giardino agli iconici cannelloni, nati proprio in questo locale). La ristorazione e l’ospitalità hanno così seguito due percorsi paralleli, fino a incontrarsi all’interno di una visione comune: svelare Sorrento attraverso ciò che la rende riconoscibile, dalla cucina agli agrumi, dalle ceramiche alla cultura dell’accoglienza. «Crediamo nella forza dell’innovazione, nella qualità dell’esperienza e in un’ospitalità che sappia sorprendere», aggiunge Manniello. Una prospettiva che spiega anche l'evoluzione della Favorita, dove la memoria familiare convive con interventi e proposte capaci di guardare al presente.



Una dimora mediterranea fatta di ceramiche, arte e memoria
L'impressione è quella di attraversare una casa di grandi dimensioni, costruita attorno a una precisa idea di eleganza mediterranea. La hall, luminosa e articolata, accoglie l’ospite con maioliche di Vietri realizzate a mano da artigiani locali, nei colori del giallo limone, del blu cobalto e del verde, mentre boiserie bianche, velluti pastello, divani damascati e mobili in legno intarsiato contribuiscono a creare un ambiente dalla forte personalità. Il progetto degli interni procede attraverso una collezione di dettagli che sembrano appartenere a epoche diverse e che trovano però una propria armonia: ceramiche, stampe d’epoca, specchi dalle cornici dorate, elementi d’antiquariato e tessuti costruiscono una linea estetica profondamente sorrentina. Il Mediterraneo emerge attraverso la materia e il colore, più che attraverso una rappresentazione esplicita del paesaggio.

Le 86 camere, distribuite su tre piani, seguono questa stessa impostazione. Classic, Superior, Deluxe e Junior Suite si distinguono per dimensioni e caratteristiche, mentre ciascun piano possiede una propria identità cromatica: il primo gioca sull’abbinamento fra bianco e blu, il secondo introduce il giallo accanto al blu, il terzo accende il giallo con il verde. Lampade in vetro di Murano, ceramiche di Vietri, mobili d’antiquariato e dettagli decorativi contribuiscono a dare a ciascun ambiente una fisionomia precisa. Le terrazze ampliano poi la percezione delle camere verso il paesaggio, con viste che conducono lo sguardo verso il Golfo di Napoli e il Vesuvio oppure verso il verde dei giardini. La sensazione complessiva è quella di un’ospitalità costruita più per stratificazione che per uniformità. Ogni elemento aggiunge una piccola parte alla storia della casa, proprio come accade nelle dimore private quando gli oggetti arrivano nel corso degli anni e finiscono per raccontare, insieme, chi le abita.

Il giardino segreto dei limoni
Se gli interni raccontano la vocazione della Favorita alla bellezza, il Giardino segreto ne rappresenta la parte più intimamente mediterranea. Pergolati, terrazze fiorite, piante, grandi vasi in terracotta e soprattutto gli alberi di limone trasformano lo spazio esterno in una sorta di stanza a cielo aperto. L’agrume più identitario di Sorrento assume qui una funzione che va oltre l’elemento ornamentale. È parte del paesaggio, dell'immaginario della famiglia e della sua storia gastronomica. Lo stesso profumo che accompagna una passeggiata nel giardino torna infatti nella cucina e nella cultura alimentare della struttura, creando una continuità naturale fra ciò che l’ospite vede e ciò che ritrova a tavola.

«Ancora oggi accogliamo gli ospiti sotto gli alberi di limone, in un giardino che profuma di memoria e di bellezza, dove ogni particolare racconta chi siamo», spiega Mario Manniello. E proprio questo rapporto con il giardino permette di comprendere meglio l’identità della Favorita: l’ospitalità viene costruita intorno a una percezione completa del territorio, nella quale natura, cucina, architettura e storia familiare procedono insieme. «Gli stessi limoni che incorniciano i tavoli del ristorante si ritrovano nei giardini de La Favorita, creando un legame vivo e autentico tra passato e presente, tra cucina e accoglienza», aggiunge Manniello. Il giardino diventa così una vera estensione della casa. Un luogo nel quale fermarsi, mangiare, bere qualcosa o semplicemente sottrarsi per qualche minuto al ritmo della città, lasciando che sia la vegetazione a definire la dimensione dello spazio.

La terrazza che guarda il Golfo
Il rapporto con il paesaggio raggiunge una dimensione diversa sul rooftop del Grand Hotel La Favorita. Qui trovano spazio una piscina a sfioro e il Bellavista Cocktail Bar, con una prospettiva aperta sul Golfo di Napoli, Capri e il Vesuvio. La terrazza cambia carattere durante la giornata. La piscina e gli spazi dedicati al relax appartengono alle ore più luminose, mentre al tramonto il rooftop diventa il luogo dell’aperitivo e della sera, con tavolini in pietra lavica, tessuti nei toni del bianco e del blu, lanterne e musica dal vivo. Anche qui l'arte entra nel racconto attraverso l’installazione Busy Doing Nothing dell’artista Pietro Terzini, inserita in un ambiente che mantiene un rapporto costante con il panorama.


La proposta del Bellavista accompagna il momento con una carta di cocktail che affianca creazioni originali e interpretazioni della mixology. Tra le signature compare il Bellavista Secret, a base di Gin Tanqueray 10, St. Germain, lychee, pesca, lime e menta, insieme a proposte come Love Potion Martini, French Kiss, Leucosia, Livin’ Easy e Oaxacan Sour. È un altro tassello della filosofia della Favorita: creare luoghi differenti all’interno della stessa struttura, capaci di seguire i diversi momenti della giornata senza perdere una riconoscibile coerenza stilistica.

La gastronomia come parte dell’identità dell'hotel
La tavola rappresenta naturalmente uno dei passaggi più importanti di questo racconto familiare. L’offerta gastronomica della struttura è affidata all’Executive Chef Domenico Iavarone, che segue la proposta complessiva, dalle colazioni ai banchetti, fino al rooftop e al Ristorante Zest. Zest rappresenta oggi il volto più contemporaneo della ristorazione della Favorita e interpreta la materia campana attraverso una sensibilità più attuale. Accanto a questa proposta, però, la famiglia mantiene una relazione molto forte con la propria storia gastronomica, che trova la sua massima espressione in O’ Parrucchiano, la storica insegna fondata nel 1868. La doppia anima gastronomica consente alla famiglia Manniello di raccontare Sorrento secondo prospettive diverse: da una parte la cucina della memoria, dall’altra una lettura più contemporanea delle stesse radici. A legarle sono le materie prime, la cultura gastronomica campana e un rapporto diretto con il territorio.


All’interno della Favorita trova spazio anche una Cantina d’autore con circa 450 etichette italiane e internazionali, dalle grandi denominazioni italiane alla Borgogna, con una selezione pensata anche per costruire percorsi di abbinamento dedicati ai prodotti del territorio. A questa proposta si aggiungono esperienze gastronomiche dedicate alla mozzarella, all’olio e al limoncello, oltre ai tour del gelato. La cucina diventa così una delle chiavi attraverso cui leggere l’intero progetto alberghiero. Il territorio non rimane confinato al panorama visibile dalle terrazze, ma entra nei bicchieri, nelle ricette, nei profumi del giardino e nei rituali della tavola.



Una grande casa sorrentina
La Favorita conserva, in definitiva, una qualità che appartiene alle strutture nate da una storia familiare autentica: la capacità di far percepire il tempo senza trasformarlo in una scenografia. Le ceramiche raccontano la tradizione artigianale locale, i mobili custodiscono un gusto più domestico, gli agrumi riportano continuamente alla Sorrento gastronomica, mentre le terrazze e la proposta contemporanea aprono il progetto verso una dimensione più internazionale. La famiglia Manniello ha costruito questo percorso mantenendo una relazione costante con ciò che l’ha preceduta. La ristorazione ha generato l’esperienza dell’ospitalità; l’ospitalità ha ampliato quella stessa idea di casa fino a trasformarla in un albergo; l’albergo continua oggi a nutrirsi della cultura gastronomica, artistica e paesaggistica di Sorrento.

Ed è proprio la dimensione familiare a dare alla Favorita una personalità precisa. Non quella di una struttura che vuole semplicemente rappresentare la Costiera, ma quella di una casa che ha imparato, nel corso delle generazioni, a ricevere il mondo senza smettere di appartenere al proprio territorio.
Grand Hotel La Favorita
Via Torquato Tasso, 61, 80067 Sorrento NA
Telefono: 081 878 2031