Menhir Salento, il territorio nel calice: la forza di una delle migliori cantine pugliesi

Una quarantina di ettari vitati tra Minervino, Palmariggi e Bagnolo, una sfilza di premi e il territorio protagonista di vini evocativi, fra i migliori della Puglia: Menhir Salento è una realtà venticinquenne che cresce a vista d’occhio. Vi raccontiamo perché sta rivoluzionando la viticoltura locale.

0
106
Menhir Salento

Menhir nasce nel 2002 a Minervino, in terra salentina, più nota per il mare stupendo, ma con paesaggi incantevoli da scoprire e visitare come quelli che offre la Valle dell’Idro. Artefice della creazione della cantina, che nel 2019 ha inaugurato il suo nuovo stabilimento produttivo a Bagnolo del Salento, è Gaetano Marangelli, imprenditore illuminato che decide di darle un nome evocativo che rimanda ai grandi blocchi di pietra, i noti monumenti megalitici.

La pietra in terra d’Otranto, del resto, è un elemento ricorrente dell’identità dei luoghi. Le prime etichette Quota 29 e N° Zero danno vita a quella che diventerà nel tempo una realtà conosciuta e apprezzata. La cantina, oggi una quarantina di ettari vitati tra Minervino, Palmariggi e Bagnolo, nel corso del tempo ha visto infatti riconosciuta la sua qualità con l’attribuzione di molti premi, tra i quali il doppio riconoscimento al Concours Mondial de Bruxelles 2022 con il premio “Rivelazione” per il miglior rosato italiano sui 230 presenti e la Gran Medaglia d’Oro al “Pietra Igt Rosato Salento”.

Quota 29
Filo 2020 Negroamaro di Terra d’Otranto Doc Rosso Riserva

Cinque grappoli, quindi il massimo riconoscimento, sono arrivati nell’edizione 2023 della guida Bibenda della Fondazione Italiana Sommelier per Filo 2020 Negroamaro di Terra d’Otranto Doc Rosso Riserva. Per la prima volta Menhir ha uno spazio sulla guida dedicata ai vini del Gambero Rosso nell’edizione 2023 con due etichette che hanno meritato i Due Bicchieri Rossi (Quota 29 Primitivo ’21 e il Terra d’Otranto Primitivo Vola ’21). Ma Menhir non si ferma, come ci racconta Marangelli.

“I riconoscimenti fanno squadra e morale e sono anche la conferma che non ci stiamo sbagliando. Del resto, siamo un’azienda relativamente giovane che si sta avvicinando al primo quarto di secolo e fin dall’inizio il nostro obiettivo era avere i requisiti affinché si creassero le basi per una vita lunga. Quindi sì ai premi, ma il premio migliore è quello che in realtà siamo, un’azienda solida che in quasi 25 anni non ha ereditato nulla.”

E Marangelli continua: “La vendita di ogni bottiglia è servita per comprare le altre e acquistare un ettaro dopo l’altro per assumere una dimensione significativa”. Menhir è una realtà complessa, che comprende anche l’accoglienza gastronomica: “Qui si fa tutto, dalla vinificazione all’imbottigliamento, all’attività ristorativa (c’è anche un’osteria gourmet, che vi abbiamo già raccontato nel dettaglio): noi abbiamo investito per realizzare un‘osteria con dignità di bilancio e iniziamo a raccoglierne i frutti.”

E la visione è una di quelle a largo raggio, perché, come spiega ancora Marangelli: “Ci sentiamo responsabili nei confronti del nostro territorio, dei paesi che vivono anche grazie alla nostra realtà. Tutti piccoli, considerando che Otranto ha poco meno di 6000 abitanti ed è il centro più grande. Ecco perché Menhir vuol essere un incubatore di imprese dando l’esempio di buone pratiche, dato che qui da noi si formano diverse professionalità, dagli enologi ai camerieri, al personale di cucina.”

Quando gli si chiede un parere sulla critica enologica italiana, Gaetano Marangelli risponde: “Trovo sia forse un po’ in ritardo rispetto a quella internazionale, nonostante la assoluta competenza dei professionisti. Siamo indietro perché nella valutazione mi pare ci sia ancora poca attenzione all’attività di rigenerazione agricola, per esempio, o a quali aziende siano impegnate realmente nei confronti di una vera sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale”.

Cantine Menhir Minervino

“Parlando di riduzione di CO2, questa settimana stiamo piantando 82 alberi e da cinque anni ne interriamo ogni anno 120. E dobbiamo andarlo a raccontare nel bilancio, perché oltre alla riclassificazione che si fa per le banche serve quella dei valori di risparmio energetico e di acqua. L’imprenditore deve saper armonizzare.” La chiacchierata continua sul tema dei giovani: “Manca quello che è stato il boom del novello 35 anni fa, il mondo si è aperto ai giovani passando da lì. Oggi non vedo una cosa del genere all’orizzonte. Il vero tema è l’educazione ambientale, perché il vino, più che per trascorrere solo una bella serata, andrebbe visto come nuovo portabandiera della sostenibilità”.

Pietra Rosato

 

Vola

“Se dobbiamo pensare a un rinnovamento agricolo il vino può essere protagonista. Nel nostro caso qui in Puglia dobbiamo guardare ad aziende, masserie e poderi come luoghi dedicati non tanto a produrre solo uva da vino ma come realtà multidisciplinari, in questo senso ci dovrà essere una ricontestualizzazione per tornare all’agricoltura di un tempo, non un fatto fotografico ma di sostentamento a cui le aziende agricole non potranno sottrarsi, iniziando ad alzare il livello di attenzione e di cultura agricola. La nostra forza non sta nella tecnica, ma nell’idea che la squadra sia un gruppo coeso di persone che lavorano insieme in un’organizzazione di cui io sono solo il fondatore.”

Indirizzo

Menhir Salento

Via Salvatore Negro, 73020 Bagnolo del Salento (LE)

Tel: (+39) 0836 81 81 99

Sito Web