Champagne: venduta a 2,5 milioni di dollari la bottiglia più cara del mondo

Acquistata dai fratelli Giovanni e Piero Buono la bottiglia di Champagne più costosa mai immessa sul mercato. Dietro il prezzo c’è l’operazione di rilanciare gli NFT dopo il brusco arresto ad inizio 2022.

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La notizia

È una Magnum di Champagne Avenue Foch 2017 ad essere, per il momento, la bottiglia più costosa al mondo. È stata venduta alla cifra monstre di 2.5 milioni di dollari. Prezzo che ha eclissato il precedente record e che attesta questa Magnum (l’equivalente di due bottiglie di dimensioni normali) come la bottiglia di vino più cara di tutti i tempi (qui trovate invece quella più rara del globo, prodotta 150 anni fa). Al di là dell’importanza del prodotto (su cui tornerò), il prezzo di vendita è stato raggiunto grazie all’abbinamento ad un Non Fungible Token, che riprendono fiato dopo un avvio di anno abbastanza deludente e in forte calo nelle quotazioni degli speculatori.

L’acquisto della Magnum, infatti, si accompagna ad un certificato di vendita elettronico, garantito da una blockchain, che consente all’acquirente di godere dei diritti e della proprietà intellettuale di un’immagine di arte digitale, che nel caso specifico è tratta da una graphic novel animata e da collezione, tale Bored Ape Mutant, progettata dall’artista Mig, i cui personaggi adornano la bottiglia di Champagne.

Gli NFT sono certificati di immagini digitali, il cui mercato altamente speculativo ha raggiunto il picco nel 2021 con 41 miliardi di dollari di vendite e che ha subito un forte rallentamento nelle attenzioni degli investitori per via del calo delle criptovalute a cui in genere sono vincolati. Infatti, per effettuare l’acquisto bisogna prima convertire i dollari o gli euro in una delle valute digitali di riferimento del certificato. In questo caso però il certificato elettronico (NFT), pur offrendo un’immagine digitale in alta definizione, è stato saldamente ancorato ad un prodotto reale e concreto, quale può essere una Magnum di Champagne. Quindi l’acquirente, insieme al Token, che naturalmente arriva per posta elettronica, si vede recapitato a casa anche la bottiglia di Champagne, che dovrà custodire gelosamente se vorrà rivendere in futuro il token. L’aggancio ad un elemento di concretezza come la Magnum consente di ovviare a quel tanto di aleatorio che l’economia virtuale dei token e delle criptovalute presenta e che rende incerto, volatile e poco appetibile il mercato.

Gli acquirenti dello Champagne sono stati i fratelli Giovanni e Piero Buono, investitori italiani in criptovalute, attivi soprattutto nel settore della moda e della tecnologia. Giovanni Buono ha detto ai media di non aver intenzione di aprire la bottiglia e di assaggiarne le bollicine. Inoltre, nonostante il profilo crittografico e digitale del NFT, in controtendenza con il mercato dei token e dei certificati digitali, i Buono hanno acquistato la Magnum in dollari. Shammi Shinh, l’imprenditore britannico che ha commissionato e venduto la bottiglia, spera che la vendita del token in abbinamento con lo Champagne possa ridare vitalità al mercato, in un momento in cui è sostanzialmente lontano dai suoi massimi. Il prezzo minimo di un token Bored Ape Yacht Club, il più costoso della serie di oggetti da collezione Ape, di recente è sceso a 93 ethereum (circa 99.501 dollari) da un massimo storico di 153 eth, pari a 163.000 dollari, fissato a maggio 2021. «Spero in una maggiore consapevolezza nella potenzialità economica degli NFT», ha aggiunto Shinh, che ha anche ipotizzato di realizzare un’edizione limitata di bottiglie Magnum, firmate da Mig con i soggetti della serie novel Ape.

Tornando però a focalizzarci sul prezzo monstre di 2.5 milioni di dollari, è importante sottolineare che Champagne Avenue Foch è un nuovo marchio, dunque una maison giovane e con poca storia alle spalle. Le uve Premier Cru dello Champagne sono state coltivate ad Allouchery, una tenuta a conduzione familiare a Chamery. Il prodotto non ha propriamente le caratteristiche di uno Champagne che all’asta potrebbe interessare i collezionisti più arditi e dalle brame speculative. Non è un Don Perignon o un Charles Heidsieck. Non è quindi il prodotto di una maison famosa, millesimato, d’annata o dedicato ad un evento degno di essere sottolineato. Non è il frutto di un’arte centenaria, preparato da mani e nasi esperti. Non ha alle spalle ha una grande storia da raccontare. Ma se anche l’avesse, non avrebbe comunque raggiunto la cifra che i fratelli Buono hanno sborsato per bottiglia e token.

champagne annata 2019 2

Tanto per fare un paragone, nel 2020 una bottiglia del famoso Champagne Heidsieck 1907 è stata venduta a 275.000 dollari a Mosca. Secondo la storia, il carico di bollicine era in viaggio verso il palazzo reale dello Zar quando fu affondato da un sottomarino tedesco nel 2016. Recuperato decenni dopo da subacquei finlandesi, è finito all’asta. Chiaramente si tratta di bottiglie da collezione, che mai nessuno aprirà per assaggiarne il liquido, ma la cifra di acquisto è ben lontana da quella pagata per avere una bottiglia di un produttore poco conosciuto. La cosa fa quindi pensare ad una vera e propria trovata pubblicitaria, per rilanciare il mercato dei token digitali in netto calo a livello mondiale.

Fonte: CNN e Wall Street Journal

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Foto del prodotto: Crediti Champagne Avenue Foch