Pinot Nero Castello di Castello Rametz: l’eleganza altoatesina nel calice

Da una delle cantine più antiche dell’Alto Adige, situata in una fortezza del 1200, nasce questo Pinot Nero di grande eleganza, pronto a evolvere per riservare nuove sorprese a distanza di anni. Venite con noi a visitare Castello Rametz.

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Pinot Nero Castello di Castello Rametz

L’azienda

Nel 2027 festeggeremo gli 800 anni di Castel Rametz: la prima documentazione che riguarda questo luogo risale infatti al 1227, quando viene menzionato il vecchio nome Rumetsch poi trasformato nell’attuale. Esistono poi documenti datati 1314 dove si può leggere che i conti di Rametz pagavano le tasse sotto forma di vino ai conti di Tirolo: si trattava di un quantitativo che facendo riferimento alle unità di misura di allora corrispondeva a circa 13,5 ettolitri. Quindi di vino ce n’era”.

Stanislaus Schmid ci racconta così l’inizio della lunga storia della cantina di famiglia, acquisita nel 1970 dal padre Karl, grande imprenditore e produttore su licenza per l’Italia del celeberrimo amaro Jägermeister. A Maia Alta, Merano, questa è una delle cantine più antiche dell’Alto Adige: al tempo degli zar esisteva una linea ferroviaria dedicata per la spedizione delle casse di vino a San Pietroburgo; è qui che Federico Boscarolli, intorno alla metà dell’Ottocento, importa dalla Borgogna e pianta per primo in questa regione il Pinot Nero.

Stanislaus Schmid

Tra gli ospiti illustri transitati dalla tenuta si trovano personaggi come re Alberto di Sassonia, re Alessandro di Serbia, il principe ereditario Leopoldo Sigmaringen-Hohenzollern e l’Imperatrice d’Austria Sissi. “Abbiamo dei vigneti con una bella esposizione al sole del pomeriggio, con i filari distribuiti su terrazzamenti che salgono attorno al castello, in più godiamo dei venti serali che scendono dalle montagne, in particolare dalla Val del Rio Nova e da Merano 2000″.

“L’azienda ha una superficie complessiva di 23 ettari, di cui 10 vitati e tutti accorpati attorno al castello con un’altitudine media di 400 metri sul livello del mare e con impianti che arrivano fino a 80/90 anni, sebbene ogni anno reimpiantiamo almeno un nuovo mezzo ettaro. I terreni su cui si trovano le viti coprono una collina morenica dell’ultima era glaciale con terreno drenato, particolarmente ricca di minerali.”

Il vino

All’interno del castello ci sono due cantine: la più grande e spettacolare con le sue bellissime botti di rovere venne costruita completamente in pietra nel XVIII secolo, mentre in quella più piccola e più vecchia di sei secoli c’è una notevole collezione di vecchie annate a testimoniare l’alta qualità della produzione.

Abbiamo assaggiato un Gewürztraminer con dieci anni sulle spalle e una freschezza sorprendente, ma Schmid ci ha confermato di avere assaggiato da poco un Cabernet Sauvignon della linea base del 1974 conservato in modo perfetto. In cantina si usano tecniche all’avanguardia, ma come sostiene Stanislaus “quello che conta è la qualità della materia prima”.

Oltre alla cantina meranese c’è un altro fiore all’occhiello, perché proprio sopra San Michele all’Adige in Trentino si trova la proprietà di Castel Monreale, dove si producono eccellenti metodi classici da 27 ettari di coltivazione biologica. Tra tutti i vini assaggiati, come l’ottimo Chardonnay in stile borgognone e l’elegantissimo Sauvignon 2021, ci ha colpiti il notevole Pinot Nero Castello, ora in commercio con l’annata 2018, di una finezza davvero sorprendente.

Il vino fermenta in acciaio a temperatura controllata e viene affinato per 12 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Al naso si trovano grande freschezza e suadenza, tra note di fragoline di bosco e lamponi e un finale di marasca. Convince anche in bocca, per intensità e un’acidità che lo vedrà evolvere per essere bevuto con grande soddisfazione. L’eleganza dell’Alto Adige nel calice.

Indirizzo

Azienda Vitivinicola Castello Rametz

Via Labers, 4, 39012 Merano BZ

Tel: 0473 211011

Sito web