Champagne: oltre le grandi maison, 3 produttori artigianali da scoprire

Sempre più richiesto, lo Champagne gode di ottima salute. Fermo restando i grandi marchi, c’è però un mondo di produttori artigianali che vale la pena scoprire se sei un vero appassionato di bollicine francesi.

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Champagne: alla scoperta dei produttori artigianali

Se il consumo dei vini fermi nel mondo è abbastanza stabile, quello dei vini spumanti sembra non aver perso la propria effervescenza. Lo Champagne, in particolare, continua a essere molto richiesto al punto che, in questo momento specifico, tante aziende hanno le cantine vuote già da tempo, complici anche le ultime due annate – la 2020 e 2021 – che per vicissitudini varie hanno visto una riduzione della produzione che si aggira fra il 20% e il 30%.

In Champagne si possono ancora trovare produttori artigianali che merita visitare, assaggiare e comprare. Il consiglio è quindi, per gli appassionati, di munirsi di pazienza e determinazione – non è semplice fissare le visite in cantina! – e partire per un viaggio esplorativo per ritrovare poi, magari, nell’enoteca di fiducia le bottiglie assaggiate. Partendo dalla zona della montagna di Reims, abbiamo visitato alcune realtà di dimensioni – e notorietà – diverse, tutte accomunate dal fatto di essere RM: la sigla sta per Récoltant Manipulant, ossia quei viticoltori che producono e commercializzano il vino con etichetta propria e da uve di proprietà lavorate nelle loro cantine.

A Tauxières-Mutry, un villaggio di meno di 250 abitanti, si trova Barbier-Louvet, 7 ettari di vigneto per una produzione annua di circa 40mila bottiglie da agricoltura sostenibile in conversione al biologico. Le vigne si trovano su una ventina di parcelle, vendemmiate tutte separatamente, e all’interno di alcuni dei più noti Grand Cru come Bouzy ed Ambonnay. I fratelli David e Céline Barbier sono la sesta generazione di vigneron della famiglia – la prima produzione di Champagne di famiglia risale al 1835 – e dal 1994 hanno dato un nuovo corso all’azienda, strutturandosi e decidendo di lavorare tutte le uve in cantina, dove in precedenza una parte era ceduta alle grandi Maison.

Fra gli assaggi spicca il Brut Premier CruHeritage de Serge”, prodotto ancora con il dosaggio scelto dal padre. Una bolla elegante, con il 60% del vino dall’annata ed un 40% di Vins de Réserve. Assolutamente gourmand, da pensare a tutto pasto e da bere spesso, considerando anche l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

A Trépail l’incontro è con David Léclapart, eclettico produttore che da oltre due decenni lavora i suoi 3 ettari – suddivisi 22 parcelle – in biodinamica, che considera la via più rispettosa dei suoli e della loro naturale fertilità. Solo 15mila le bottiglie che escono ogni anno dalla cantina e che vanno subito a ruba tra i collezionisti. L’intera produzione è non dosata e millesimata per tradurre fedelmente le annate in vino, anche se l’anno non compare in etichetta poiché, da disciplinare, la permanenza minima in cantina per gli champagne millesimati è di 3 anni e le dimensioni ridotte della cantina non gli consentono il lungo stoccaggio, oltre al fatto che si può etichettare con il millesimo un massimo dell’80% della produzione.

L’Extra Brut Blanc de Blancs Premier Cru 2019 “L’Amateur”, con uve Chardonnay selezionate e vendemmiate a mano provenienti da cinque differenti vigneti premier cru di Trépail, è un vino ampio e delicato, dritto e preciso nella direzione di una eleganza che conquista. Il Premier Cru Brut NatureL’Aphrodisiaque– assaggiato nelle annate 2016 e 2017 – è una piccolissima produzione, circa 4mila bottiglie, vinificata interamente in barrique, con una percentuale di 80% di Chardonnay e 20% di Pinot noir. Un vino raro e sorprendente, da lasciar invecchiare in cantina.

 

Chiudiamo l’itinerario con una tappa da Waris Hubert ad Avize, villaggio classificato Grand Cru della Côte des Blancs. La famiglia, giunta alla quarta generazione di vigneron, produce 70mila bottiglie da 12 ettari vitati in conversione bio. Il Dosage Zero Blanc de Blancs Grand Cru “Lilyale” è un vino fine ed elegante, come anche indica il suo nome, e il dosaggio zero mette in risalto la verticalità asciutta e la mineralità gessosa dei suoli da cui proviene.

Il Blanc de Noirs Grand Cru Extra Brut “Annexäproviene da uve di un singolo vigneto sulla collina di Aÿ, nella Valle della Marna. Al sorso è armonioso e sapido, con una vinosità assai piacevole. Al di là delle grandi maison, che rappresentano la certezza di una costanza qualitativa, ecco quindi l’avanzata silenziosa e, tutto sommato, piuttosto recente – rispetto alla storia dello Champagne – di numerosi produttori di alta qualità che meritano un viaggio o la nostra attenzione quando li incrociamo sugli scaffali o in qualche carta dei vini.