Santa Margherita: l’impero del vino dei Marzotto conquista anche l’America

Dieci tenute distribuite in sei regioni italiane non bastavano a una famiglia intraprendente come quella dei Marzotto, che ha recentemente acquisito i terreni di Roco Winery negli Stati Uniti. Abbiamo chiesto all’amministratore delegato Beniamino Garofalo di raccontarci le nuove tendenze del settore.

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Santa Margherita

La storia

Quella di Santa Margherita è la lunga storia di un gruppo vinicolo importante che nasce nel 1935 con la visione, modernissima per l’epoca, di Gaetano Marzotto. Ora le redini sono nelle mani dei suoi diretti discendenti, i fratelli Nicolò, Stefano, Gaetano e Luca Marzotto.

Fratelli Marzotto

I numeri parlano di una dimensione ragguardevole, con 220,4 milioni di fatturato consolidato netto, 25,8 milioni di bottiglie prodotte, una quota di esportazioni di poco superiore al 70% e 462 dipendenti. Dieci sono le tenute, distribuite in sei regioni italiane, ai quali nel 2022 si è aggiunta l’acquisizione di Roco Winery negli Stati Uniti. Abbiamo incontrato l’amministratore delegato Beniamino Garofalo durante l’ultima edizione di Vinitaly, al quale abbiamo chiesto come veda il contesto attuale.

Beniamino Garofalo
Pinot Grigio

Il mercato del vino ha avuto grossi cambiamenti, ma anche nelle tragedie che abbiamo vissuto e stiamo vivendo ci sono fattori positivi, perché oggi il mondo del vino incomincia a capire che il centro è rappresentato dal consumatore; stiamo quindi trasformando le nostre attività da aziende puramente business to business anche verso il business to consumer. È chiaro che negli ultimi due anni le realtà più flessibili hanno avuto dei vantaggi, così come quelle con un approccio multicanale e internazionalizzate. Internazionalizzare è diverso da esportare, significa possedere la conoscenza dei mercati, dei consumatori e dei nuovi trend. Questo con il rispetto di tutte le tipologie di trade e soprattutto di quello che ha avuto maggiori sofferenze come i ristoratori, i nostri veri ambassador.”

Beniamino Garofalo e i fratelli Marzotto
Villa Comunale

Ripassandone la storia, vediamo un gruppo che nel corso degli anni contribuisce a grandi cambiamenti nel mondo del vino, a partire da quando nel 1952 inizia a muoversi nel mondo del Prosecco oppure nel 1961, quando nasce il Pinot Grigio in purezza vinificato in bianco che poi arriverà ad avere un enorme successo oltreoceano; per non parlare degli stili moderni creati negli anni ‘80 del secolo scorso e legati a prodotti come Chardonnay e Müller Thurgau, con chiavi di lettura come la freschezza e l’immediatezza. Il gruppo prevede politiche di conduzione agricola attente a una reale sostenibilità con ingenti investimenti in tema di risparmio energetico ed energie rinnovabili.

Crediti Andrea Sopranzi

L’azienda

Alla tenuta originaria di Santa Margherita si sono aggiunte man mano altre realtà enologiche a partire da Torresella, non distante dalla laguna di Venezia, con un microclima particolare, influenzato dalle brezze dal mare a sud e della montagna a nord, con suoli argillosi di medio impasto ricchi di sali minerali, un’area nota per la viticoltura fin dai tempi degli antichi romani. In Alto Adige si trova Kettmeir, storica cantina fondata nel 1919 dall’omonimo enologo e ingegnere agronomo sulle colline che danno sul lago di Caldaro, che inizia a produrre fin dal 1964 spumanti di pregio con metodo Charmat per poi passare nei primi anni ‘90 a muoversi nel mondo del metodo classico.

Maso Ebnicher- Kettmeir
Lago di Caldaro

Qui si passa dai terreni di calcare a nord di Bolzano a quelli con ghiaia e ricchi di minerali della zona trentina. Ca’ del Bosco si trova invece in Franciacorta: cantina notissima e di grande prestigio che risale al 1968 e all’iniziativa di Maurizio Zanella, figlio di Annamaria e grande firma del metodo classico in quello che è un territorio della provincia bresciana tra il fiume Oglio a ovest, il lago d’Iseo a nord, il fiume Mella a Est e il monte Orfano a Sud.

Ca’ del Bosco

Le uve d’elezione del Franciacorta sono lo Chardonnay, il Pinot Nero e una piccola quantità di Pinot Bianco. Poco distante dalle terre del Franciacorta c’è la tenuta di Cà Maiol, 110 ettari a ridosso della sponda bresciana del Lago di Garda, la Valtènesi tra Desenzano e Salò, un’area di colline di origine morenica con terreni calcarei e stratificazioni argillose, originate dalle erosioni dovute alle ultime glaciazioni e beneficiate da terre da lunghe estati calde e inverni di breve durata dalle quali provengono vini come il Lugana e il Groppello.

Prosecco Gold

Scendendo verso sud, in Toscana, tra Firenze e Siena, terra vocata al Sangiovese, si trova Lamole. Lamole di Lamole è un luogo di particolare bellezza, su una terrazza naturale a oltre 500 metri proprio al centro del Chianti Classico con i suoi terreni di rocca e sabbia di sfaldamento di origine oligocenica che insieme ad altitudine ed esposizione ideali e notevoli escursioni termiche contribuiscono a originare la situazione ideale per vini di estrema finezza ed eleganza, da vigneti coltivati in regime biologico.

Bottiglie storiche di Chianti Classico Lamole

Sempre in Toscana, tra Radda e Gaiole in Chianti, si trova la Tenuta Vistarenni con la sua villa del XVIII secolo: qui si produce un Chianti di origini antiche: la coltivazione della vite in questi luoghi risale infatti al tempo degli Etruschi. La terza tenuta toscana si trova in Maremma: acquisiti nel 2021 acquisito i terreni biologici di Pieve Vecchia a Campagnatico a ridosso dei vigneti storici del marchio a Paganico, è stata realizzata Tenuta Sassoregale. Si tratta di 38 ettari circondati da bosco vergine, ricchissimi di biodiversità, dove arriva l’influsso delle brezze salmastre dal Mar Tirreno e si producono Vermentino e un Sangiovese di carattere, ricco ed elegante. Dalla Toscana si arriva in Sicilia con Terrelíade: nell’agrigentino, lungo le sponde del lago Arancio, in un paesaggio dalla storia lunga millenni, si producono vini di grande intensità su terreni argillosi e mediamente calcarei con allevamento a spalliera.

Terreni in Toscana

Cantina Mesa è invece nell’altra grande isola italiana, la Sardegna. Il nome significa tavola sia in sardo sia in spagnolo e nasce dal sogno di Gavino Sanna, il più famoso pubblicitario italiano, che ha voluto fondare la cantina lungo la fascia costiera del Basso Sulcis a Sant’Anna Arresi, in cima ai pendii che digradano verso la valle di Porto Pino, con 73 ettari di vigneti di cui 66 di proprietà.

Vigneto di Carignano- Mesa

Recentissima infine da parte della controllata Santa Margherita USA l’acquisizione di ROCO Winery, azienda fondata nel 2001 da Rollin Soles e Corby Stonebraker-Soles nella regione vinicola di Willamette Valley nell’Oregon, la cui produzione spazia dagli spumanti, ai bianchi da uve Chardonnay ai rossi da uve Pinot Noir che riscontrano un ottimo successo sia sul mercato sia dalla critica enologica.

Cantina Mesa
Vendemmia a Refrontolo

Relativamente alla visione futura sui consumatori, Beniamino Garofalo ci ha raccontato la prospettiva di Santa Margherita: “Ci sono i winelovers più tecnici che apprezzano un certo tipo di vini, ma è importante capire le nuove tendenze soprattutto tra i giovani, che saranno i consumatori del futuro, per avvicinare i millennial al vino; oggi vanno molto anche gli spirits anche a tutto pasto e a volte una bottiglia di vino costa molto di più di un drink. I giovani cercano vini versatili, di qualità, di facile beva ma soprattutto vini che hanno una storia, un’eredità e dei valori. Quindi è fondamentale lavorare su vari target di consumo per coltivare i consumatori del futuro ed è quello che sta facendo il mio gruppo.”

08/09 agosto 2012

Indirizzo

Santa Margherita

Fossalta di Portogruaro – Via Ita Marzotto, 8 – 30025 – Venezia

Tel. +39 0421 246111

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