Zonin 1821: i vini e l’evoluzione di un’azienda italiana che guarda al mondo

Presente in 140 paesi e attiva da 7 generazioni, Zonin 1821 è un’azienda che guarda al mondo tanto da un punto di vista produttivo quanto da quello commerciale. Il risultato? Vini di livello e una storia affascinante, dagli esordi ad oggi.

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Zonin 1821

La storia

La fondazione di Zonin 1821 risale a due secoli fa, com’è facile intuire dal suo stesso nome. Un gruppo decisamente di prim’ordine all’interno del mondo del vino italiano e non solo. Da ormai sette generazioni Zonin rappresenta una realtà di famiglia che si muove in modo molto dinamico e continua a espandersi a livello globale. Alla guida il CEO Pietro Mattioni, al quale si affiancano tre fratelli: Domenico, Francesco e Michele Zonin, presidente il primo e vicepresidenti gli altri due.

Durante l’ultima edizione di Vinitaly abbiamo avuto modo di conoscere Francesco Giattino, Horeca & E-commerce Director per l’Italia, con il quale abbiamo condiviso qualche notizia sull’azienda, che introduce così: “Nel mondo del vino italiano è sempre stata un precursore, perché fin dagli anni ‘60 ha iniziato a esplorare il mondo vitivinicolo. L’ha fatto nel vero senso della parola, quindi si è cominciato a vedere quali erano le eccellenze e dove c’erano degli spazi di produzione, dal Veneto al Friuli fino all’America in Virginia, fatto incredibile per allora, poi la Toscana partendo dal Chianti e successivamente altre realtà, piccole tenute dalla Sicilia, alla Puglia alla Maremma, fino all’Oltrepò Pavese e al Piemonte”.

Un’azienda che ha guardato al mondo tanto da un punto di vista produttivo quanto da quello commerciale.” Sono 140 i paesi nei quali Zonin 1821 è presente, con più di 500 collaboratori tra l’Italia e le filiali di Stati Uniti, UK, Cina e Svezia.

L’azienda

La produzione si snoda su una superficie che supera i 4000 ettari vitati e comprende sia il marchio Zonin, sia le etichette delle tenute italiane e internazionali. A partire da Cà Bolani in Friuli Venezia Giulia ad Aquileia, percorsa da 999 cipressi. Qui la viticoltura è presente fin dall’epoca dei Romani con una condizione ideale per la produzione, tra la protezione delle Alpi e le brezze marine estive, estesa su 890 ettari di cui 565 vitati.

Ca’ Bolani
Ca’ Bolani

Castello di Albola si trova invece in Toscana, sulle colline più alte della zona del Chianti Classico, da Pian d’Albola ai monti del Chianti, abitata nel tempo da nobili casate: 118 ettari vitati su una proprietà di 900, i vini prodotti sono tutti certificati bio e tra essi si trovano notevoli espressioni di Sangiovese. Anche Rocca di Montemassi è in Toscana, ma in Maremma, una wine farm tra le colline Metallifere e il Mar Tirreno, totalmente sostenibile e orientata alla produzione di grandi rossi e del Vermentino.

Castello di Albola
Castello di Albola-Chianti Classico

Castello del Poggio si trova invece in Piemonte nell’astigiano, terra di grandi vini: la tenuta deve il nome a una fortificazione medievale che un tempo appartenne ai Conti Buneis e oggi con i suoi 180 ettari di cui 135 vitati è la realtà viticola a corpo unico più estesa della regione. Si scende nel cuore di Puglia con Masseria Altemura, proprio a metà strada tra i mari Ionio e Adriatico che regalano grazie alle loro brezze un ambiente unico nel territorio di produzione della DOC Primitivo di Manduria, nel brindisino, con una masseria del XVII secolo e una cantina contemporanea che convivono circondate da vigneti e uliveti.

In Sicilia, sopra la Valle dei Templi e Piazza Armerina si trova invece la tenuta Principi di Butera, estesa attorno a un antico baglio nella terra vocata al Nero d’Avola, in un’area vicina alla costa e ricchissima di minerali. Un’importante riserva di biodiversità dove si pratica viticoltura sostenibile che genera vini di grande personalità. Risalendo al nord si trova la Tenuta il Bosco (Oltrenero) in quell’Oltrepò Pavese che è la culla del Pinot nero, dove la vite prima coltivata dalle tribù galliche è stata ripresa nel medioevo dai monaci Benedettini: fiore all’occhiello della tenuta è la Croatina, alla base della Bonarda che rappresenta il best seller de Il Bosco. Oltreoceano le altre realtà, come Barboursville Vineyards, nella East Coast in Virginia: Gianni Zonin arriva qui nel 1976 realizzando il sogno di Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti, in una tenuta che si estende su 500 ettari, di cui 90 vitati e comprende sia Palladio, ristorante italiano, sia il cottage “the 1804 Inn”.

In Cile infine c’è Dos Almas, le due anime. Come si può leggere dal sito: “Qui intendiamo creare vini capaci di fondere due identità: la tradizione vinicola italiana e il terroir cileno, dando vita a un’armonia perfetta tra le due anime”, in un paese ricchissimo di microclimi e terreni vocati dalla tradizione enologica lunga quasi due secoli. Come ci ricorda Giattino: “Da agricoltori diventati imprenditori, siamo in continua evoluzione per interpretare il mercato, soprattutto guardando a quell’incognita che sono i giovani. La nostra speranza è riuscire a fare cultura ma non noiosa, più innovativa per interpretare il mercato in maniera differente.”

 Indirizzo

Zonin 1821

Via Borgolecco, 9 – 36053 Gambellara – Vicenza
Tel: +39 0444 640111