L’azienda che ha dato nuova vita all’antico vino dei latini: Ômina Romana e il Cesanese di Anton Börner

In latino “omina” significa “buoni presagi”. “Romana”, invece, è un evidente tributo al territorio dove l’imprenditore Anton Börner ha messo in piedi un’azienda di successo, con l’obiettivo restituire nuova vita al “vino latino”. Qui la sua storia e il nostro assaggio del Cesanese in purezza.

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Ômina Romana

L’azienda

L’entusiasmo che si legge negli occhi di Anton Börner è pari all’energia che questo elegante signore bavarese – imprenditore nel mondo delle energie rinnovabili che parla un italiano perfetto – ha profuso nel progettare Ômina Romana in una zona d’Italia che ancora in pochi riconoscono come realmente vocata per la viticoltura. L’anno di fondazione dell’azienda, che copre un unico blocco di ottanta ettari e una produzione che si divide tra un 60% di uve a bacca rossa e 40% bianca, è il 2007.

Anton Börner Omina Romana
Katharina Boerner

In latino omina significa “buoni presagi”, romana invece è un evidente tributo all’antica storia del territorio, che Börner conosce molto bene da grande cultore della dimensione archeologica dell’area di Velletri. Un’ottica visionaria la sua e della famiglia che l’ha seguito nell’impresa a partire dalla figlia Katharina, legata alla scommessa di volersi insediare proprio qui con i suoi investimenti e non in regioni più “facili” come avrebbero potuto essere ad esempio Toscana o Piemonte.

Così, dopo una sperimentazione di diciotto varietà di origini differenti per individuare il potenziale espresso dalle varie zone del vigneto, vengono selezionati i vitigni dimostratisi più promettenti. La prima etichetta è prodotta nel 2012, frutto di un’evoluzione continua fatta di studi, ricerche e analisi dei terreni per ricavarne il meglio con il minor intervento possibile, utilizzando la tecnologia disponibile nel modo più rispettoso e mettendo in atto una coltura in prevenzione con interventi mirati, grazie anche alle quattro stazioni meteo presenti nei campi.

Crediti: Vivi Simon / Fotocafe

Sui Colli Albani, nell’area dei castelli romani a una trentina di chilometri dalla capitale, quest’area, una delle più note per il vino in Europa con più di 2700 anni di tradizione, ha un suolo dalle caratteristiche uniche di origine vulcanica; tra i venti che arrivano dal mare – la proprietà dista 25 km dalla costa e si trova a 250 metri di altezza – e quelli che scendono dai monti alle spalle dei Colli Albani, si creano notevoli escursioni termiche che arrivano oltre i 15°C. Ecco allora la scelta grafica di un simbolo di rinascita come la fenice, a voler ricordare un nuova attualità del vino latino che ritorna a nuova vita.

Nell’arco di 700.000 anni questi terreni hanno subito le influenze di continue eruzioni del complesso vulcanico dei Colli Albani generando aree pedologiche diverse a seconda del punto di eruzione con stratificazioni differenti, sabbiose e argillose, che consentono di coltivare nello stesso luogo tipologie eterogenee. Qui crescono vitigni internazionali come Chardonnay e Viognier tra i bianchi e Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e una varietà autoctona di grande interesse come il Cesanese per i rossi; questi danno origine a una produzione che si divide tra le cuvée, con etichette ispirate alle divinità agresti dell’antica Roma, e monovarietali con la linea Ars Magna, per un totale di circa 150.000 bottiglie prodotte.

Simone Sarnà – enologo

Tutte le produzioni hanno rese che variano tra i 45 e i 70 quintali per ettaro e le lavorazioni avvengono con tecnologie a basso impatto ambientale. La raccolta delle uve è manuale e vengono utilizzati piccoli rimorchi vibranti con i quali si arriva rapidamente in cantina dove si selezionano gli acini migliori.

Il vino

All’assaggio si nota quanta cura riveli ciascun vino e come la personalità di ogni etichetta sia evidente. È però dalla degustazione di un vitigno solo in questi ultimi tempi recuperato a una meritata, alta dignità come il Cesanese che si ottiene la sorpresa più piacevole.

Vinificato in purezza, sosta in barrique di rovere francese per circa un anno e passa altri sei mesi in acciaio prima di restare in bottiglia un anno ancora, è un prodotto sfaccettato, interessante, dal bel colore rubino limpido, che al naso regala profumi di frutti di bosco, buccia d’arancia e leggere note speziate. In bocca si ritrova la freschezza del frutto, una bella morbidezza e una piacevolissima nota minerale.

Persistente e di carattere, rivela una bella spalla acida che lascia presagire una pregevole longevità. Da scoprire, subito o tra qualche anno ancora.

Indirizzo

ÔMINA ROMANA

Via Fontana La Parata, 75, 00049 Velletri (RM)

Tel: +39 06 96430193

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