Come si ordina il vino in ristorante? Ciò che devi dire al sommelier per scegliere la bottiglia giusta per te

Fidarsi del sommelier ma informarlo su quanto si è disposti a spendere. Non tenere conto solo del prezzo. Diffidare dei vini serviti troppo freddi. Pochi suggerimenti per la scelta del vino giusto.

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La Notizia

La maggior parte delle persone che vanno al ristorante, di fronte a una lista di vini impegnativa, restano scoraggiati e con poche idee su cosa ordinare. In genere in questi casi si va sul sicuro, quindi si opta per quei vini che si conoscono bene o per delle bottiglie economiche, in modo da minimizzare le perdite in caso di un vino non gradito. A tutti noi è capitato di ragionare in questi termini di fronte ad una carta di vini voluminosa. Scegliere il tipo di vino giusto da accompagnare al pasto va oltre la maggior parte dei commensali. Tuttavia, non è necessario farsi assalire dal timore, sia che ci si trovi seduti ad un tavolo di fascia alta o semplicemente in una locanda. In entrambi i casi si può sfruttare al massimo la scelta di vini proposta, tenendosi aperti a nuove scoperte. Come fare lo spiega la sommelier Victoria James, tra i top master sommelier americani, responsabile dei vini del ristorante Cote di New York City e autrice del libro «Wine Girl».

Secondo James, che è diventata la più giovane sommelier certificata del Paese, quando aveva solo 21 anni, e che sarà l’ospite d’onore del Women & Worth Virtual Summit di marzo, una delle cose più importanti da fare, quando si deve scegliere il vino, è fidarsi del sommelier. «Non bisogna aver paura dei sommelier, sono lì per aiutare – ha rivelato all’Indipendent -. Questo non significa fidarsi ciecamente dei consigli del sommelier, perché invece è utile e fondamentale far conoscere quali vini sono piaciuti di recente e anche il prezzo che si è disposti a spendere per un vino». Certo bisogna essere aperti ai suggerimenti, che possono aiutare ad evitare delle insidie come ordinare un malbec per scoprire solo dopo che si abbina male ad un primo piatto di ostriche. Un abbinamento orribile per via dei tannini del vino rosso che, se mescolati con gli oli di pesce, farà sentire un gusto metallico.

Sia che si conoscano molti vini o che si stia semplicemente cercando una bottiglia per una cena fuori casa, fidarsi del sommelier è una buona soluzione. Se il ristorante non dovesse averne uno, si può chiedere comunque aiuto per ordinare. Se non si sta mangiando in un locale raffinato, ma in una locanda dai prezzi popolari, è probabile che non ci sia un sommelier di ruolo. Ci sarà però chi ha curato la lista dei vini, proprietario o cameriere che sia, per cui si potrà sempre rivolgersi al curatore. «Se l’attenzione al vino è alta, i proprietari avranno investito su un membro del team per aiutare gli ospiti a scegliere – spiega Victoria James».

Altra cosa da sapere è che il prezzo più alto non significa che la bottiglia sia la migliore. Una delle cose positive quando si ha a che fare con il mondo dei vino è l’ampia gamma di prezzi, con la possibilità di trovare ottimi vini in quasi tutte le fasce di prezzo. Una bottiglia di vino da 20 dollari può essere buona tanto quanto una di quelle più costose. Non bisogna quindi cadere in questo madornale errore. «Il prezzo più alto non significa necessariamente un vino migliore, proprio come una borsa più costosa non significa che sia di migliore qualità – ripete come un mantra la James -». Piuttosto, capita spesso che le bottiglie più costose lo siano per la rarità di quel dato vino, visto che dopotutto si vendemmia una sola volta l’anno e i risultati, al di là delle tecniche sempre più raffinate dei viticultori, sono sempre in balia della natura. Quindi possono essere tante le variabili che portano alla qualità e alla quantità finale di un prodotto.

Anche il marchio dell’azienda entra in gioco, quando si deve ragionare del prezzo. I costi di marketing per assicurare un buon posizionamento nella mente dei consumatori fanno inevitabilmente salire il prezzo della singola bottiglia. Spesso però i costi di produzione di quella bottiglia sono identici a quelli di un vino meno conosciuto. Detto questo, ci sono delle soglie economiche da tenere a mente per i vini che si consumano al ristorante. Victoria James consiglia infatti di ordinare bottiglie che vanno dai 20 dollari in su. A costi inferiori si è quasi certi di non trovare vini di buona qualità. Se si vuole bere a buon mercato, conviene andare sui prodotti che possono essere replicati in quantità illimitate come la birra.

Infine, bisogna diffidare di chi serve il vino troppo freddo. Uno dei miti più diffusi quando si parla di vino è che il rosso dovrebbe essere conservato a temperatura ambiente, mentre il bianco dovrebbe essere servito freddo. È sicuramente vero che i bianchi dovrebbero essere raffreddati, ma non dovrebbero essere tenuti a una temperatura prossima allo zero, perché in questo caso si finisce per smorzare tutti i sapori. «Un vino scadente è sempre servito ghiacciato nei ristoranti», ricorda la sommelier. Anche il vino rosso comunque dovrebbe essere raffreddato. In un rosso troppo caldo l’alcol, l’acidità e i tannini saranno fuori equilibrio, dando un sapore aspro. Dovrebbero essere conservati e serviti ad una temperatura di circa 12° gradi. Lo stesso andrebbe fatto a casa. Un frigorifero normale andrà più che bene, se non si possiede una cantinetta per i vini, ma le bottiglie dovrebbero essere tirate fuori un’ora prima di essere servite.