I produttori della Borgogna non temono il coronavirus: il lavoro in vigna continua per garantire la produzione

“Il nostro lavoro continua”: l’emergenza e la quarantena non bloccano il lavoro in vigna dei produttori della Borgogna

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La Notizia

Emergenza, quarantena e restrizioni potranno limitare le attività delle persone ma sicuramente non possono fermare la natura. Agricoltori e allevatori devono portare avanti il loro lavoro quotidiano tenendo conto del ciclo delle stagioni, delle varie fasi dei loro prodotti e delle esigenze degli animali. E tra questi professionisti ancora attivi ci sono naturalmente enologi e viticoltori: l’obbligata chiusura delle sale di degustazione non ha bloccato le viti, e un gruppo di viticoltori della Borgogna ha deciso di lanciare su Instagram l’hashtag #lavignecontinue (la vite continua) per testimoniare quanto accade in Francia.

Tra i promotori di questa iniziativa ci sono varie cantine, vi riportiamo la testimonianza di Domaine Sangouard-Guyot, Maison Louis Moreau e Domaines Devillard.

 

Domaine Sangouard-Guyot

Domaine Sangouard-Guyot, azienda vinicola con vigneti a Pouilly-Fuisse, Saint-Veran e Mâcon-Villages, è gestita da Catherine Sangouard e suo marito Pierre-Emmanuel, le cui parole non lasciano dubbi: “gli affari hanno rallentato drasticamente”. Al momento sono in spedizione i vini ordinati a febbraio, ma con un forte rallentamento dovuto al fatto che la priorità è data ai beni di prima necessità. Dopo l’imbottigliamento di marzo, ne è previsto un altro a luglio, ma si procede alla giornata: “Non sappiamo davvero cosa succederà, quindi dobbiamo guardare al futuro”.

Pur continuando a lavorare, è chiaro che l’emergenza ha condizionato in parte le attività della cantina: “Sono solo in ufficio. Alcuni clienti mi contattano perché iniziano a pensare a cosa fare una volta terminato il blocco, altri mi chiamano perché anche in questo periodo alla gente piace bere un bicchiere di vino. Li aiuta a rimanere positivi in questo particolare momento”. I loro dipendenti stanno lavorando in condizioni particolari per rispettare le norme legate all’emergenza coronavirus: “Ogni ragazzo si muove con la propria auto, indossa guanti protettivi e lavora ad almeno un metro di distanza da ogni collega” afferma Sangouard. “Non lavorano uno accanto all’altro nelle varie linee ma lasciano una linea libera tra loro. Sfortunatamente, non abbiamo maschere in quanto è impossibile trovarne alcune qui in Francia”.

 

Maison Louis Moreau

Anne Moreau e suo marito Louis sono la sesta generazione della Maison Louis Moreau di Chablis. Louis ha recentemente condiviso alcune immagini che testimoniano come il tempo non conosca restrizioni: quando la temperatura è scesa nei suoi vigneti la scorsa settimana ha dovuto accendere candele per combattere i pericoli del gelo primaverile. Moreau ha detto che lei e Louis continuano ad andare in cantina, e lavorano anche in vigna ogni giorno e, come mostrano le foto, di notte, se necessario. Tutta la squadra, afferma, mantiene una distanza di sicurezza “Quando possibile, ognuno prende la sua macchina per andare in vigna. Se non ne hanno una a disposizione, il nostro supervisore del team li accompagna uno ad uno. Richiede una po’ di organizzazione, ma funziona!”.

Per quel che concerne le vendite Moreau confida che ci sono ancora alcuni ordini da spedire, principalmente esportazioni: “Le ultime due settimane ho inviato ordini in Finlandia, Norvegia, Thailandia e Stati Uniti. Cerchiamo di accorpare più ordini per ottimizzare il lavoro e mi occupo dei documenti di trasporto”. Le complicazioni sono giunte con lo smart working, poiché il wifi non è sempre disponibile lì in campagna e complica le comunicazioni con i dipendenti che stanno lavorando da casa.

La responsabile della logistica lavora da casa poiché ha due bambini piccoli e suo marito lavora in una casa di cura, e quindi si è reso necessario prendere determinati accorgimenti per evitare che possa involontariamente portare il virus in cantina. Le differenti disposizioni nei vari paesi europei determinano anche la presenza di diversi scenari: “Continuiamo a spedire in Norvegia, Svezia e Finlandia perché le vendite di vino sono controllate dal governo e tutti i negozi statali rimangono aperti, ma il comparto Horeca sta soffrendo tremendamente”.

 

Domaines Devillard

Amaury Devillard gestisce cinque cantine in Borgogna: Domaine des Perdrix in Côte de Nuits, Château de Chamirey a Mercurey, Domaine de la Garenne nella regione del Mâconnais e Domaine de la Ferté a Givry e Domaine Rolet in Jura. “Soprattutto in questa stagione in cui madre natura si sta svegliando, i vigneti crescono rapidamente. Siamo abbastanza fortunati ad avere un inizio secco della primavera che evita una crescita della vite troppo veloce”. Sebbene alcune zone della Borgogna, come Chablis, siano state toccate dal gelo la scorsa settimana, i vigneti di Devillard più a sud erano al sicuro.

“Nei vigneti stiamo finendo di piegare i rami sui fili e stiamo arando il terreno, mentre in cantina, stiamo filtrando i vini e preparando l’ultima sessione di imbottigliamento che avevamo programmato prima di questa emergenza” confida Devillard. Tutte le attività vengono svolte dai dipendenti che riescono ad andare in cantina. Sua moglie Pauline gestisce due guest house presenti nella loro proprietà a Mercurey, Les Maisons de Chamirey, mentre Amaury e sua sorella Aurore gestiscono l’ufficio, il cui lavoro che procede lentamente, tra comunicazioni ai clienti e raccolta degli ordini. “È sempre stato molto importante prenderci cura del nostro team e dei nostri clienti. Stiamo comunicando di settimana in settimana con gli esportatori al fine di costruire il futuro con loro sin da ora”.