Naturale, organico, biodinamico: come sta cambiando il vino nel nuovo millennio e quando è davvero sostenibile

Metodologie di lavoro ed etica consentono ad un numero sempre maggiore di aziende vinicole di ricevere il certificato di sostenibilità.

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La Notizia

Naturale, organico, biodinamico e sostenibile: termini sempre più ricorrenti ed utilizzati per descrivere e definire alcune tipologie di vini e che rappresentano determinate caratteristiche di un prodotto. È quindi importante fare attenzione e conoscere il preciso significato di ognuna di queste parole, per capire quale vino stiamo assaggiando e che tipo di lavoro, filosofia, certificazione o investimento sia necessario per poter “etichettare” la propria produzione.

Produrre infatti vino biologico o biodinamico infatti implica un’etica lavorativa focalizzata anche sulla salute del vigneto, del vino e del consumatore finale. La sostenibilità è un concetto ampio, globale, che estende la sua portata oltre la vigna, coinvolgendo anche il futuro. In generale, è la presenza e tipologia di certificazione che consente di identificare le caratteristiche produttive di un vino.

In un rapporto alle Nazioni Unite, la Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo ha definito lo sviluppo sostenibile come il “voler soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni”. Secondo Joe Browde, revisore dei conti dell’industria vinicola sostenibile negli Stati Uniti, “La sostenibilità costituisce un approccio valido per l’integrazione di pratiche e tecnologie sostenibili e standardizzate che consentano ai coltivatori e ai viticoltori di soddisfare le aspettative della società e del marketing”.

Per poter essere certificata quale “sostenibile” una azienda deve inserire molteplici attività, misurabili, nel suo processo produttivo. La certificazione CSWA si ottiene “attraverso audit annuali di terze parti, la certificazione fornisce una verifica indipendente di requisiti rigorosi che assicurano che vengano affrontate le aree chiave di sostenibilità come la salute del suolo, dell’acqua e dell’energia, ma anche habitat, risorse umane e altro ancora. I vigneti e le cantine certificate devono anche misurare le risorse e le prestazioni e migliorare anno dopo anno”.

Gli audit di certificazione riguardano gli standard e le pratiche commerciali internazionali tra cui la responsabilità sociale (il commercio equo), quelle ambientali (biodiversità, acqua, smaltimento dei rifiuti) ed i benefici sociali per i dipendenti (assistenza medica, servizi sanitari al lavoro, ecc.). In altre parole, il concetto di sostenibilità comprende metodi organici e biodinamici, produzione e imballaggio a basso impatto ambientale, e persino il modo in cui i dipendenti vengono trattati.

In California si sta cercando di portare i produttori e le cantine al 100% di conformità con le norme e le attività: nel 2019 la certificazione CSWA è aumentata del 50% per i vigneti e del 4,2% per le cantine. Alla fine di dicembre, erano stati certificati quasi 2.100 vigneti, che rappresentano il 29% della superficie dedicata alla viticoltura in California, e 149 aziende vinicole, che rappresentano l’85% della produzione.

Prima di poter apporre su un vino il bollino relativo alla certificazione di sostenibilità, una azienda deve completare una autovalutazione annuale dei vigneti e della cantina, in conformità con il Codice di sostenibilità della California. Tra i parametri da dover rispettare, c’è quello relativo all’85% o più di uve di provenienza da vigneti certificati (comprese altre tipologie di certificazione come Lodi Rules e SIP) e le uve devono essere coltivate al 100% in California. L’azienda in cerca di certificazione deve consentire un audit di verifica dell’autovalutazione. Inoltre, per mantenere la certificazione, il punteggio di valutazione verificato che un’azienda riceve per la prima volta deve aumentare in maniera considerevole negli anni successivi, verso l’obiettivo di conformità al 100%.

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Allison Jordan, direttore esecutivo di CSWA afferma: “La comunità vinicola della California ha dimostrato che le pratiche e la certificazione sostenibili possono essere applicate a vigneti e cantine di tutte le dimensioni in tutto lo stato. In quanto quarto produttore di vino al mondo, ciò significa vantaggi significativi per la terra, le risorse naturali e le comunità, sia ora che per le generazioni future”.