Montiano 2016. In un merlot c’è l’identità di una grande famiglia.

L’anteprima della nuova annata di Montiano 2016 e tutte le impressioni sul nuovo vino

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La Notizia

La marasca e la ciliegia invadono il naso accompagnate da una leggera brezza mentolata e balsamica. Di confetture e gelatine neanche l’ombra. La nota verde non assale, più che altro stuzzica lasciando presagire una complessità che si svolgerà piano piano sulla linea del tempo.

Il Montiano 2016, Merlot di Montefiascone come il suo papà Riccardo Cotarella vorrebbe fosse denominato, evita la piacioneria e regala personalità. La baldanza, l’immediatezza, fanno pari con una verticalità e una freschezza che riflettono un territorio influente.

Un clima che varia di anno in anno, che segna il vino è un grande valore che si ritrova nel bicchiere”. Detto da un grande consulente del vino, da un grande tecnico, dal fautore di vini-celebrità, che oltre al campo hanno visto tanto legno, è qualcosa di potente, qualcosa che afferma quanto non sia tutto nella mano dell’uomo anche se il vino lo fa l’uomo.

La sala di Identità Golose Milano è gremita. Va in scena l’anteprima della nuova annata di Montiano 2016. Ci si aspetta una presentazione molto istituzionale, un po’ astringente e invece l’atmosfera è rilassata. Merito di Riccardo e Dominga Cotarella, padre e figlia, che raccontano le evoluzioni della loro identità aziendale e famigliare, positivamente intrecciate, senza macerare sulle parole successo o fatica o rivoluzione.

La nuova annata di Montiano segna diversi spartiacque, che concernono anche la saga di questa grande famiglia del vino. Il primo suona come abbastanza clamoroso, soprattutto se a dirlo è lo stesso Cotarella. Il Montiano 2016 non l’ha fatto lui. Il merito va al genero Pierpaolo Chiasso che evidentemente di fiducia ne ha conquistata almeno una botte.

“È un grande motivo di orgoglio lasciare spazio alle nostre eredi, che devono portare avanti al meglio il nostro credo. Io e mio fratello siamo stati fortunati con le figlie e, vi sembrerà bizzarro, ancor meglio con i generi».

Il secondo riguarda il nome della cantina. Falesco ormai è storia. Sulla nuova etichetta campeggia Cotarella, il nome della famiglia. Anche su Google Maps è già stato sostituito.

Anche l’etichetta è rinnovata, non è un taglio netto eppure è evidente la dinamicità del background in cui l’azzurro del cielo e il grigio del vento si toccano su una precisa diagonale.

Insomma, la famiglia Cotarella, con questo nuovo vino e con un nuovo assetto traccia un solco nella sua storia, un solco che usa il passato per rendere più fertile il futuro.