La Grande Dame : Nicole Ponsardin, Veuve Clicquot

Dalle 100.000 del 1805 alle 22.000.000 di bottiglie di oggi e una cuvèe di prestigio tutta declinata al femminile, da godersi senza moderazione

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veuve clicquot
La Storia

Meglio una spericolata,

meglio una temeraria piuttosto di una noiosa prevedibile e facilmente riconducibile all’esito certo. All’apparenza, perché poi non sarà così trasgressiva, ma semplicemente esuberante, pratica, dritta al punto. Si, approfondendo con pazienza non si rivelerà così complicata come sembra. Basterà dedicargli delle attenzioni che non ha avuto da altri e avrai le tue belle soddisfazioni maschili da La Grande Dame, definizione altisonante per una minuta ragazza di soli 27 anni, ma la grandezza non si misura in altezza. Peccato si sia fatta ritrarre solo da anziana la vedova Clicquot, anche stavolta provocatoria, come dire, io ci sarò sempre.

veuve-clicquot tenuta

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Apparentemente giovanissime, ma sicuramente tutte maggiorenni, le modelline arrivarono tutte insieme nel tardo pomeriggio e chiesero al maitre del ristorante: dove ci possiamo cambiare? Il maitre indicò un locale sgombro, ma privo di riscaldamento e di appoggi. I ragazzi di cucina si guardarono un attimo e agirono in contropiede liberando frettolosamente i loro spogliatoi, rendendosi disponibili ad aiutarle nel frangente. Un sorriso malizioso fu sufficiente, anche perché non c’era molto da togliere e ancor meno da aggiungere, come in un piatto perfetto. Arrivarono nella sala del ristorante pronto per l’evento Veuve Clicquot di fine anno con un intimo striminzito e coperte solo da un pareo arancione, che si sposava così bene con la parete del ristorante, pressoché uguale, ton sur ton. Solo la sommelier ufficiale era rigidamente in nero, come spesso succede ai sommelier, figurati alle sommelier impettite.

veuve-clicquot vigneti

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Comunicazione, pubbliche relazione, pubblicità, packaging, eventi e alla fine lo Champagne continua ad avere gli uffici marketing più brillanti del pianeta. Veuve Clicquot oggi significa 22 milioni di bottiglie di Champagne e fa parte, come molti altri marchi di prestigio del lusso francese al gruppo LVMH. Qui -a Reims- da Veuve Clicquot si fa vino di Champagne dal 1772 ma la data fondamentale è il 23 ottobre 1805, quando morì il marito di Barbe Nicole Clicquot, nata Ponsardin. La Vedova Clicquot si ritrovò a gestire l’aziendina creata 33 anni prima, a soli 27 anni. Produzione dell’epoca 100.000 bottiglie per anno, numeri che la Veuve Clicquot moltiplicò velocemente nei lustri successivi, meritandosi l’appellativo di La Grande Dame de Champagne.

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Veuve-Clicquot

Tutto quanto molto evocativo e rappresentativo di un caso leggendario da quelle parti, perché la Vedova Clicquot fu la prima donna a dirigere una maison de Champagne, ma non solo, divenendo una delle prima donne d’affari dell’epoca moderna, una Grande Dame che lasciò il segno a lungo e che è rimasta nella storia, marcando un epoca, moltiplicando per sette la produzione, fino alla bella età di 87 anni, che per il momento storico di cui parliamo è veramente un bel traguardo.

Veuve-Clicquot

Il fascino dello Champagne filtrato dal fascino femminile in regime di caldo freddo, alle origini del mondo. Donne e Champagne, liaison dangereuse quanto irresistibile per un uomo sensibile alle cose belle della vita, in bianco o in rosè. La Grande Dame rappresenta come per quasi tutte le maison di Champagne una cuvèe di prestigio, quella dedicata ai momenti più significativi della vita, da sottolineare stappando un vecchio millesimo in caso di anniversario oppure un’annata recente per una serata qualunque, perché il lusso si può cogliere in ogni momento, in punta di dita.

Veuve Clicquot bottiglie

I Vini

Noblesse oblige, per realizzare l’assemblaggio che darà vita a La Grande Dame millesimata ci vorranno ben otto grand cru: Ay, Bouzy, Verzy e Verzenay per la quota pinot noir (53%), Avize, Oger, Le Mesnil-sur-Oger per lo chardonnay per il restante 47 %. Questa la proporzione per l’ultimo millesimo rilasciato da Veuve Clicquot, l’annata 2006. Ma la maison riconosciuta in tutto il mondo per quell’etichetta arancione così avanguardista all’epoca in cui fu introdotta declina una gamma di Champagne molto diversi nella tipologia, anche se raccordati da un family feeling, o come direbbero a Reims: le style de la maison. Quel giallo aranciato traccia la un fil rouge già evidente dalle etichette, perché tutte riportano quel colore che è diventato un brand.

Veuve Clicquot brut

Loro la chiamano “carte jaune” e rappresenta il biglietto d’ingresso nel mondo Veuve Clicquot, riconoscibile nello stile e nella coerenza classica dell’assemblaggio e nella ricerca di un “gusto” sempre individuabile, anche se all’interno della cuvée ci possono entrare anche 50 diversi cru, nella percentuale variabile ma sempre vicina ad un 50/55% di pinot noir, 15/20 di pinot meunier e 28/33 di chardonnay. Sarà lo chef de cave Dominique Demarville a gestire l’assemblaggio anche con vini di riserva ( 35/45 % ) fino ad arrivare ad un melange sempre riconoscibile dal cliente abituale.

Veuve Clicquot grand brut

Più affascinante l’Extra Old – Extra Brut, che viene imbottigliato dopo aver assemblato vini di riserva, anche piuttosto vecchi. La cuvée sul mercato attuale prevede un melange delle annate 1988, 1996, 2006, 2008, 2009 e 2010.

Veuve Clicquot rose

Anche il rosé beneficia della complessità di diversi vini di riserva della triade tipica della Champagne, alcuni con quasi dieci anni di invecchiamento alle spalle. L’unione si completa con un 10/12% di vini rossi che donano colore e complessità.

demi sech richDemi-sec e Rich sono due espressioni difficilmente comprensibili per il consumatore italiano. In quella serata di cui parlavo all’inizio ne servii veramente poco, e non fu facile trovare anche un piatto che si appoggiasse con grazia e stile ad un vino – il demi sec – che per il dosaggio zuccherino è più adeguato ai mercati anglosassoni. Ma il piatto adeguato poi lo trovammo. Zabaione tiepido ricoperto da caviale fresco, chaud froid.

vintage

Il Vintage anni fa si vestiva di un’etichetta diversa, quasi completamente nera e tra gli addetti ai lavori veniva definito confidenzialmente la Vedova Nera. Ora l’etichetta è diversa e anche la lavorazione, che ovviamente rispetta i caratteri dell’annata, passa anche attraverso un passaggio di legno Allier, quello che dona quel tipico aroma vanigliato e di tostato, che si assorbirà in chissà quanti anni prima di fondersi nel vino. Bianco o rosé, il vintage è stato prodotto solo 65 volte, a partire dal 1810.

gran dame

A questo punto si tornerebbe volentieri a conversare con Nicole, La Grande Dame, se non ci fossero anche una serie di annate da “Cave Privé” che datano 1979, 1982, 1989 e 1990, se no al mercato nero direi meglio avventurarsi in una Grand Dame 1969. Mille euro basteranno per riscoprire il fascino di una gran bella donna.

Indirizzo

Veuve Clicquot

1 Rue Albert Thomas, 51100 Reims
Tel. +33 (0)3 26 89 53 90
Mail visitscenter@veuve-clicquot.fr