Il mito del Cavallo Bianco di Saint-Emilion

Sembra un film con finale a sorpresa. Cheval Blanc non è più solo un mitico vino rosso bordolese, ma anche bianco.

0
16
Cheval Blanc
La Storia

Il vino è un essere vivente.

E amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. E se è un vino d’annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continua a evolversi. Che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l’aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è in costante evoluzione e acquista complessità, finché non raggiunge l’apice. Come il tuo Cheval Blanc 1961. E poi comincia il suo lento, inesorabile declino. E che sapore… c@##o, quant’è buono!

1 CKS_11074_0177 1.1 Cheval Blanc 9

Si, era Maya in Sideways, in viaggio con Jack, alle prese con la sua bottiglia icona, una Cheval Blanc 1961. Una 1947 finisce invece sulla tavola di un ristorante parigino ordinata dall’infallibile critico gastronomico Anton Ego. Questa era in Ratatouille, film d’animazione perfino più noto di Sideways, ma non per gli appassionati di grandi vini francesi, cresciuti nel mito del cavallo bianco.

Série Chateau Cheval Blanc au fil des saisons

2.1 Cheval Blanc 1

Un vino mitico che parte da parecchio lontano nelle origini e anche piuttosto distante dal concetto di vino bordolese, perché qui, a qualche decina di chilometri ad est di Bordeaux, si smette di parlare il linguaggio erbaceo del cabernet sauvignon, dominante nel Medoc, e si assemblano quasi unicamente cabernet franc e merlot, almeno chez Cheval Blanc, dove forse rimane una percentuale minima di cabernet sauvignon, comunque ininfluente nel blend. Sembra roba vecchia e invece guarda che modernità in cantina.

foto di Clos19

I vigneti, per 150 anni proprietà della famiglia Fourcaud-Laussac furono acquistati nel 1998 dal belga Albert Frère e da Bernard Arnault e aministrati da Pierre Lurton, che dirige anche Chateau d’Yquem. Business is business e così all’interno della galassia del lusso LVMH si decide di gemellare Cheval Blanc ad un prestigioso domaine argentino, per valorizzarne l’etichetta, il brand. Le Terrazas de los Andes è la proprietà da cui prende vita le Cheval de Andes, che però si ricompone attorno a cabernet e malbec, più adatti a quel clima, a quei terroir.

3 Cheval Blanc 3

Business is business ancor di più, dalla nascita -nel 2012- di una piccola catena di alberghi di lusso che portano il marchio Cheval Blanc, da St.Barth alle Maldive, anche se il più noto è il Cheval Blanc di Courchevel, il cui ristorante condotto dallo chef pluristellato Yannick Alleno porta un nome che è la sintesi di una storia, quella di Cheval Blanc. Le “1947”ricorda proprio la bottiglia che finì sul tavolo del critico Anton Ego in Ratatouille, però qui le cose vanno ancor meglio rispetto al film. “Le 1947” è infatti oggi il tre stelle Michelin più alto d’Europa.

5 CKS_13449_0031

Tante cose importanti, grandiose, mentre Saint Emilion resta un piccolo villaggio del dipartimento della Gironda facente parte della lista del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco e popolato da sole 2000 anime, ma famoso in tutto il mondo per il patrimonio di vigne e di Chateaux la cui fama è siderale.

6

Gli altri tre grandi nomi della denominazione, quelli classificati Premier Gran Cru A si chiamano Angelus, Ausone e Pavie, che mantengono le distanze di blasone rispetto a molti altri proprietari assai meritevoli, forse più di Pavie. I B sono ben 14, tra cui un paio di notissimi vin de garage (circa 10.000 bottiglie prodotte per anno) che fanno di nome Mondotte e Valandraud.

7 Cheval Blanc 5

Qui a Cheval Blanc si ragiona in termini ben diversi, sia di quantità di bottiglie prodotto ma anche di prezzo. Una quarantina gli ettari vitati, grosso modo al 60% di cabernet franc e il resto merlot (vigne vecchie di almeno 40 anni) per una produzione che può superare le 150.000 bottiglie vendute a carissimo prezzo. In questi casi conta molto anche avere uno “storico” su cui basare il proprio marketing attuale. Di vendite all’asta da mandare decisamente agli annali non ne mancano. Per esempio, nel giugno 2009, con l’appoggio di Sotheby’s, Cheval Blanc mise in vendita un migliaio di bottiglie più magnum e altri grandi formati delle più grandi annate dello scorso millennio: 1900, 1920, 1921, 1929, 1947, 1948, 1949, 1953, 1959, 1961. Il fatto unico e straordinario fu rappresentato dal fatto che TUTTE le bottiglie non avevano MAI lasciato Chateau Cheval Blanc, alcune per più di un secolo.

7.1 Cheval Blanc 7

I Vini

Un’imperiale, e cioè un grosso flacone da sei litri di capienza spuntò – nel novembre 2010 da Christie’s – il prezzo storico di 304.735 dollari. Annata? Sempre quella, la 1947 di Ratatouille, o dell’insegna del ristorante Cheval Blanc di Courchevel. Le ultime annate, più o meno recenti, perché il fattore tempo è di nuovo parecchio relativa, spuntano prezzi che si aprono su una forbice che si apre sui 700 euro per arrivare a circa 1200, con margine a 2000 euro per le annate più ricercate.

9 e651e2c23691ae9a613bf570da8222ae

Come spesso accade da queste parti, nelle annate meno favorevoli o dai vigneti più giovani si ricava un secondo vino, che costa comunque una bella cifretta in enoteca, anche 300 euro per il Petit Cheval, ma la chicca finale è rappresentata da una curiosa novità, abbastanza recente.

10 petit-cheval-2003

La storia del Petit Cheval Blanc inizia infatti nel 2006, con l’acquisizione di Chateau del Tour du Pin, un vigneto di otto ettari dove si produceva vino rosso all’interno della denominazione Saint-Emilion grand cru. Dalle analisi del terreno si scopre che una parte di questo offre un grosso potenziale per la coltivazione e la vinificazione in bianco. Il terreno argilloso e sabbioso ben si addice alla coltivazione dei due vitigni più identificativi del bordolese, il sémillon e il sauvignon. Quindi, detto e fatto, ma con la pazienza dei saggi.

11L’antico vigneto di La Tour du Pin subisce una profonda ristrutturazione. Da LVMH non hanno fretta e quindi … “L’esecuzione di un progetto tanto ambizioso è lunga e complessa, e mira a rispondere alla domanda: se Cheval Blanc fosse un vino bianco, come sarebbe? Il fine ultimo è quello di creare un vino che rispetti le sei qualità fondamentali di Cheval Blanc: la freschezza, la complessità, il potenziale di invecchiamento, la profondità, la lunghezza e la purezza. Sono state necessarie cinque annate, prodotte ma mai messe in vendita, per raggiungere l’eccellenza: Petit Cheval Blanc 2014.

Indirizzo

Château Cheval Blanc

1 Cheval Blanc, 33330 Saint-Émilion, Francia

Il sito web