Un mazzo di rose nel bicchiere: Gewurztraminer Zind-Humbrecht

In Alsazia, dove il vitigno aromatico più conosciuto al mondo trova i suoi momenti espressivi più alti

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La Cantina

Non si contiene,

gli viene spontaneo, spalanca naturalmente il bouquet e si concede allo sguardo. Almeno all’approccio, perché questo divaricare gli arti al maschile non è per nulla adulatore o ammiccante, è naturale. Profumata con garbo, una bottiglia di gewurztraminer selection de grains nobles te la godi come puoi, solo fino ad un certo punto. Non ti serve un mazzo di rose da regalargli, se lo è andato a prendere già lei prima, insieme a del curry verde, attingendo dal nobile mono vitigno dove le radici profonde hanno tirato su il nutrimento che darà vita al “vino aromatico” più conosciuto al mondo.

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Si, ma cosa si intende per vitigni aromatici? Per capirlo al volo basterebbe masticare qualche chicco di uva Moscato e berci sopra un bicchiere di Moscato, che insieme a Brachetto, Malvasia e -appunto- con il Traminer / Gewurztraminer rappresentano il poker più conosciuto in Italia sul tema specifico. Insomma, per semplificare ulteriormente: l’uva schiacciata ha lo stesso gusto e profumo del vino, fatto raro e che non è riscontrabile in decine di altri casi.

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La causa sono i terpeni e l’effetto te lo ritrovi sia assaggiando l’uva matura in vigna o il vino in bottiglia. Geraniolo, linaiolo e il nerolo. Si chiamano così le sostanze che rendono così particolare il bouquet dei vini aromatici, quelli che spesso si portano dietro un residuo zuccherino più o meno importante, quello che se non è ben gestito rende il vino stucchevole, noioso, quello che versi da quella bottiglia alta e magra il giusto, ma che ti godi solo fino ad un certo punto, prima di lasciarla, ed è un peccato, perché se fosse ancora più secca e decisa ti consentirebbe di arrivare fino in fondo.

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Il Gewurz, alla tedesca e con la dieresi che non trovo su questa tastiera è un’uva rosa che sa di rosa e che trova la sua migliore collocazione al mondo in Alsazia, dove le abitudini e le definizioni date ai vini di frontiera sono un po’ diverse rispetto al resto della Francia, infatti qui si tende ad identificare un vino in etichetta prioritariamente con il nome del vitigno piuttosto che con il nome della denominazione. Poi, ok, se il cru merita di essere evidenziato la menzione ci sarà, ma siccome sono così tanti i vitigni (un dozzina di cui il 60% a bacca bianca), per semplificare -per una volta- la scelta, ci si indirizza prioritariamente sul vitigno.

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Riesling, Sylvaner, Muscat, Chasselas, Chardonnay, Pinot Blanc sono i bianchi più noti. Poi abbiamo gli intermedi, il Tokay Pinot Gris e proprio – in rosa – il Gewurztraminer, che non sai se definire al maschile o al femminile. Tra i rossi, si fa per dire, resta il Pinot Noir, di una finezza e leggerezza tale che alle degustazioni può essere benissimo essere servito prima di un possente Gewurz. Più di 2600 ettari accavallati per i pendii alsaziani, come un’infinita serie collinare dove giungendo ad ogni sommità se ne rivela un’altra. Addirittura, una cinquantina i grand cru.

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È una scoperta continua che oggi ci porta nella coloratissima Turckheim, dove nidificano le cicogne, al domaine Zind-Humbrecht, nato nel 1959 dal matrimonio tra Léonard Humbrecht e Geneviève Zind, anche se gli Humbrecht vantano una tradizione che risale al 1620. Oggi il domaine è gestito principalmente da Olivier Humbrecht, figlio di Léonard, primo francese a fregiarsi del titolo di Master of Wine.

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Pionieri nella produzione di vini con uno stile riconoscibile, perché più concentrato e ricco di frutto, da Zind-Humbrecht le rese si abbassano, la viticultura si fa biodinamica -con cavallo compreso- e, altra caratteristica anomala per la zona, alcuni di questi vini mantengono un livello più o meno alto di residuo zuccherino, ma non tanto da far immaginare un abbinamento con un dessert ma con un’altra gloria gastronomica locale: il foie gras.

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Volendo rimanere coerente con la filosofia biodinamica questo residuo zuccherino viene rispettato anche se può variare di parecchio a seconda delle annate. Quindi che cosa aspettarsi allo stappo di uno di questi vini? Al fine di guidare il consumatore a ciò che può attendere dall’interno della bottiglia, Zind-Humbrecht ha introdotto un indice di dolcezza sulle etichette delle sue bottiglie dall’annata 2001. Questo indice è individuabile in una scala da 1 a 5. L’indice viene assegnato in base a un’impressione generale del vino e ha il seguente significato. Indice 1: analiticamente asciutto o dal gusto asciutto. (Questo corrisponderebbe allo “stile classico alsaziano”. Indice 2: non analiticamente asciutto, ma la dolcezza non è evidente al palatoIndice 3: un vino semi-dolce. Indice 4: un vino dolce; questi vini possono corrispondere ai vini Vendange Tardive di molti altri produttori. Indice 5: alta dolcezza, corrispondente a un Vendange Tardive in ricchezza ma con carattere di muffa meno nobile. Saranno vini che Zind-Humbrecht avrebbe potuto imbottigliare come Vendange Tardive, ma che hanno scelto di non farlo a causa del loro stile.

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Parecchi i vini prodotti: Pinot Blanc, Pinot Noir, Muscat, Riesling … ma oggi il focus è mirato sul Gewurztraminer, che da Zind-Humbrecht trova le espressioni più complesse, quelle che da quel mazzo di rose ti portano all’ebbrezza di spezie come il curry, ricordando poi di ritorno un cesto di frutta matura, a volte molto matura. I grand cru di riferimento si chiamano Rangen de Thann Clos St.Urbain, Hengst, Clos Windsbhul, Goldert ecc … con la variabili di annata e di vinificazione. Notevoli, qui come altrove del resto -perché la qualità media in Alsazia è alta- le selezioni da vendemmia tardiva, ma soprattutto i così detti SGN millesimati, la selezione dei grani nobili, e cioè i vini derivati da acini colpiti dalla muffa nobile, la botrytis cinerea, un po’ come accade per i Sauternes e dalla conservazione simile.

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I Sauternes sono però spesso gambe accavallate, qui il contrario, perché vini ricavati da un vitigno aromatico come il Gewurztraminer, che è parecchio diverso, coinvolgente, da scoprire attraverso quell’allargamento spontaneo e improvviso di bouquet poco etero ma che sa comunque di rose, spezie e frutta fresca.

Indirizzo

Domaine Zind-Humbrecht

4 route de colmar – 68230 Turckheim (France)

Tel: +33 (0) 3 89 27 02 05

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