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Ca’ Mariuccia: la brigata che fa bella la cucina di campagna in una “cascina nascosta” nel Monferrato

Albugnano AT

di:
Claudia Concas
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copertina ca mariuccia

Dai plin al lucioperca, passando per le verdure dell’orto e il carrello dei bolliti. Nel Monferrato, Ca’ Mariuccia è un indirizzo da scoprire a tavola, ma anche un posto in cui trascorrere un’intera giornata tra natura, vino e progetti di agricoltura etica.

Azienda agricola, Nebbiolo e cucina contemporanea: un fine settimana da Ca’ Mariuccia con la cucina di Stefano Malvardi 

Definire Ca’ Mariuccia non è semplicissimo. È un agriturismo? Una trattoria? Un ristorante? Un'azienda agricola? Una cantina? È un po' tutte queste cose, anche se probabilmente nessuna definizione, presa singolarmente, riesce a raccontare questo posto per intero. Quello che è certo è che qui si può arrivare per pranzo e ritrovarsi a trascorrere un'intera giornata tra buon cibo, vino, orti e animali, con la piacevole sensazione di essersi lasciati alle spalle i rumori della città. Siamo ad Albugnano, nell'Astigiano, in quel Monferrato che troppo spesso viene considerato il fratello meno fortunato delle Langhe. Eppure, da queste parti, tra vini, tartufi, formaggi, ricette piemontesi e una quantità sorprendente di prodotti agricoli, di motivi per organizzare una gita gastronomica ce ne sono parecchi. 

ca mariuccia 2
 

Ca’ Mariuccia, molto più di un agriturismo

Il progetto nasce nel 2016 e porta la firma di Angela Calligaro e Andrea Pirollo, che a questa realtà dedicano gran parte della loro vita. Il risultato è un'azienda agricola in continua evoluzione, dove la ristorazione rappresenta una parte importante di un lavoro molto più ampio, fatto di coltivazioni, allevamenti, vino, ospitalità e iniziative dedicate alla cultura contadina. Alla base c'è una precisa idea di agricoltura, che non si ferma alla certificazione biologica o alla distanza tra produttore e consumatore. Qui si parla di rigenerazione dei suoli, permacultura, tutela della biodiversità e sostegno a piccoli agricoltori, anche lontani dal Piemonte. Un'impostazione che trova la propria applicazione più immediata proprio in cucina.

ca mariuccia 1
 

La cucina di Ca’ Mariuccia: Stefano Malvardi e il Piemonte a modo suo

Da inizio 2026 la cucina è affidata a Stefano Malvardi, chef con un percorso professionale che comprende esperienze in Francia e diverse tappe importanti in Piemonte. Dopo Quanto Basta a Torino, dove è stato socio e chef, ha lavorato come sous chef allo stellato Spazio 7, per poi guidare dal 2021 al 2025 il ristorante La Valle di Trofarello. Una formazione che oggi mette al servizio di una cucina legata alla campagna e ai prodotti che questa offre, ma che non rinuncia a interpretazioni decisamente personali. La sua è una cucina che guarda al Piemonte senza sentirsi obbligata a riprodurne fedelmente il ricettario. Ci sono preparazioni che appartengono alla storia gastronomica regionale, ingredienti che raccontano queste colline e piatti nei quali compare una sensibilità più contemporanea. 

CHEF STEFANO MALVARDI
 

Lo dimostra il risotto al finocchietto con polpettine di tinca e coscette di rana. Il finocchietto porta una componente aromatica importante, accompagnata da note amaricanti piuttosto evidenti. E si sa, per servire un piatto che non cerca necessariamente di piacere a tutti, ma che lascia spazio anche all'amaro, ci vogliono un certo coraggio e soprattutto un buon palato. Tinca e rane riportano immediatamente alla cucina d'acqua dolce piemontese, quella che per molto tempo ha rappresentato una parte importante dell'alimentazione locale e che oggi meriterebbe maggiore attenzione. Poi ci sono i plin, Malvardi racconta di averne preparati in quantità considerevoli quando, ancora ragazzino, lavorava al Ciau del Tornavento. Una scuola che evidentemente ha lasciato il segno, perché i piccoli scrigni sono perfetti per struttura, dimensione e consistenza. 

PLIN DI PATATA AFFUMICATA
 
salmerino
 

Particolarmente degno di nota è anche il lucioperca marinato e servito crudo, con taglio sashimi. Un piatto sorprendente non soltanto per la sua qualità, ma anche perché dimostra quanto possano essere interessanti i pesci d'acqua dolce quando vengono trattati con la stessa cura che abitualmente si riserva alle specie marine più celebrate. In questo caso il lucioperca non teme il confronto con dentice o ricciola, tanto per citare due pesci che siamo decisamente più abituati a trovare crudi nei ristoranti.

lucioperca 2
 
QUAGLIA FARCITA
 
panna cotta
 

Ma è soprattutto nella formula del pranzo del weekend che si comprende quanto la componente agricola sia importante per Ca’ Mariuccia. La tavola si riempie di piccoli piatti da condividere, una sequenza di preparazioni che anticipa un'unica portata principale, generalmente cucinata sulla brace esterna. È una formula piacevole, che permette di assaggiare molte cose e che lascia alle verdure un ruolo da protagoniste.Non manca il vitello tonnato, presenza quasi imprescindibile in una tavola piemontese di questo genere, ma accanto arrivano piccoli aspic con prosciutto cotto e insalata russa, deliziosi e perfettamente eseguiti anche dal punto di vista estetico. Ci sono il pesce in carpione, le acciughe al verde e dei peperoncini ripieni di salsa tonnata che sono piccoli bon bon salati. 

carpaccio fassona
 
faraona
 

E poi le verdure, tante, preparate con cotture diverse e accompagnate da salse, intingoli e condimenti che in alcuni casi osano anche un po' (e lo fanno bene). Le patate alla brace con salsa olandese, le melanzane perline con crema di pomodoro e basilico, gli scalogni e le carote arrostiti, la giardiniera al pomodoro e le melanzane sott'olio sono soltanto alcuni esempi. A guardare questi piatti viene in mente il lavoro di Yotam Ottolenghi sulle verdure, per quella capacità di trasformare un ingrediente apparentemente ordinario nel protagonista assoluto della tavola. Le preparazioni sembrano semplici e, a ben vedere, lo sono. Il punto è proprio questo, scegliere ottimi ingredienti, cucinarli bene e fare quel piccolo ma indispensabile intervento capace di renderli memorabili. Non servono necessariamente dieci lavorazioni per ottenere un buon risultato, servono sensibilità e palato, due cose che a Malvardi non mancano. 

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La stessa attenzione si ritrova nei dolci. Lo chef prepara un gelato alla vaniglia, quella vera, e lo accompagna con zabaione caldo. Un incontro tra temperature e consistenze che non ha bisogno di particolari spiegazioni, è libidinoso. Mangiare da Ca’ Mariuccia cambia insieme alle stagioni. Quando arrivano i mesi freddi, una sera alla settimana viene dedicata a uno dei grandi riti della cucina piemontese: il carrello dei bolliti. Sette tagli differenti, porzionati direttamente al tavolo e accompagnati da mostarda e salse, come vuole la tradizione. Un appuntamento che, da solo, potrebbe valere il viaggio.

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Il vino: la nuova cantina e il Nebbiolo di Albugnano

Se la cucina è uno dei motivi principali per arrivare da Ca’ Mariuccia, il vino è certamente una buona ragione per fermarsi più a lungo. D'altra parte siamo in Monferrato, un territorio nel quale la viticoltura ha un peso storico e culturale importante. Tra le denominazioni di questi luoghi c'è l'Albugnano DOC, a base Nebbiolo alla quale Ca’ Mariuccia dedica un lavoro di promozione che prosegue da diversi anni. Dal 2017 l'azienda partecipa infatti al progetto Albugnano 549, nato per valorizzare questa particolare espressione del vitigno piemontese e far conoscere meglio le caratteristiche del territorio.

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Il 10 aprile 2026 è stata inaugurata una nuova cantina degustativa pensata non soltanto come luogo in cui assaggiare i vini, ma anche come spazio di approfondimento. Al centro si trova un grande tavolo pupitre da 22 posti, attorno al quale vengono organizzate degustazioni guidate e serate tematiche. I vini di Ca’ Mariuccia si affiancano a etichette selezionate di altri produttori, con l'obiettivo di confrontare interpretazioni differenti del Nebbiolo. La cantina ospita anche formaggi e salumi selezionati da piccoli produttori, destinati all'affinamento, alle degustazioni e alla vendita diretta. Tra i progetti c'è inoltre un club dedicato agli appassionati del Nebbiolo, pensato per favorire l'incontro con vignaioli e realtà produttive meno conosciute. È un lavoro interessante soprattutto perché non si limita a promuovere il vino dell’azienda agricola, ma prova ad allargare il discorso a una denominazione che merita di essere scoperta e raccontata.

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Una giornata da Ca’ Mariuccia: orti, animali e agricoltura etica

La particolarità di Ca’ Mariuccia è che il ristorante non esaurisce l'esperienza. Anzi, per comprendere il progetto di Angela e Andrea vale la pena dedicare un po' di tempo anche a tutto quello che succede fuori dalla cucina. Ci sono gli orti, le serre, gli animali e un'azienda agricola che lavora secondo principi di agricoltura rigenerativa e permacultura. L'obiettivo è arrivare a coprire una parte sempre maggiore del fabbisogno della cucina attraverso le produzioni interne, fino all'80%, grazie anche allo sviluppo degli allevamenti aziendali. Quello che non viene prodotto direttamente è selezionato attraverso una rete di piccoli agricoltori e allevatori. E qui emerge uno degli aspetti più interessanti del progetto, la scelta di non considerare il chilometro zero come un valore assoluto.

Angela Calligaro e Andrea Maria Pirollo
 

Un prodotto coltivato a pochi chilometri non è necessariamente migliore di uno che arriva da più lontano, se dietro non ci sono attenzione alla terra, condizioni di lavoro corrette e rispetto degli animali. Per questo Ca’ Mariuccia guarda anche a produttori italiani ed europei che condividono la stessa impostazione. L'azienda propone inoltre diverse formule per vivere gli spazi durante la settimana e nel weekend. La domenica è dedicata al Brunch Agricolo, con tavolate condivise, antipasti contadini, prodotti da forno, verdure dell'orto e carni alla fiamma. Durante la bella stagione, invece, il venerdì e il sabato sera si cena all'aperto con la formula Brace sotto le stelle, mentre orti, aia e laboratori di arte bianca vengono utilizzati anche per incontri ed esperienze dedicate alle aziende. Il risultato è un posto che può piacere a chi cerca un buon ristorante, a chi vuole conoscere meglio i vini del Monferrato, ma anche a chi desidera trascorrere qualche ora all'aperto, tra sapori, profumi e campagna.

Contatti e info
Ca’ Mariuccia

Fraz. San Emiliano 2 · 14022 Albugnano (AT)
Website: https://www.camariuccia.it/ 


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