Verticale. Un magazine di vino così profondo non esisteva

Verticale è un archivio, un luogo in cui raccogliere la memoria storica di un piccolo pezzo del vino italiano. Il magazine enoico che mancava.

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La notizia

In un articolo apparso su Intravino non troppo tempo fa, Alessandro Morichetti afferma che “l’85% delle visite in cantina è sostanzialmente inutile”. Sono piuttosto sicuro che in quel 15% rimanente ci siano le visite fatte – e anche quelle future – da Matteo Gallello, Jacopo Cossater e Nelson Pari, tre figuri che di vino vivono, vegetano e divulgano.

Tutti e tre appartengono a diverse galassie editoriali: Matteo a quella di Porthos, Jacopo a quella di Intravino e Nelson, Winesurf. Di essere i guardiani delle loro galassie gliene frega il giusto, pertanto sono andati in cerca della loro, abitata da un’unica stella, quella della verticale. Macchina del tempo alla mano, hanno rispolverato quella sensazione tattile, che in qualcuno provoca feticismi, chiamata carta, e hanno stampato il numero 0 di Verticale, magazine che altro non si prefigge che trivellare a fondo annate di produttori italiani smodatamente profondi.

Il magazine è scarno come un ramo di vite in inverno. Solo la forza delle parole e di qualche foto in bianco e nero. L’obiettivo non sono verticali generiche, ma degustazioni complete che iniziano con la prima e finiscono con l’ultima annata in commercio. Per questo i produttori sono tutti scelti tra quelli la cui prima vendemmia risale dal 2000 in avanti.

Nella controcopertina viene ribadito quello che balza subito agli occhi. “Verticale è un magazine indipendente che non contiene inserzioni pubblicitarie e si sostiene unicamente attraverso la vendita della copie della rivista”. Quindici euro spese molto bene, a mio parere, che scendono un poco se uno decide di abbonarsi.

 

Jacopo, Matteo e Nelson come dichiarato nell’introduzione, immaginano Verticale come “un archivio, un luogo in cui raccogliere la memoria storica di un piccolo pezzo del vino italiano”. Per noi è già un anticipo di letteratura enologica italiana. Un’idea disruptive, vale a dire che segna lo spartiacque tra “prima di Verticale” e “dopo Verticale”. Per il progetto in sé, e per il linguaggio, l’essenzialità e la profondità con cui il vino viene raccontato. Parole che portano un passato nel presente e che non descrivono il mero presente. Il numero 1 è in uscita a maggio. Se il livello di produttori è lo stesso di quelli presenti nel numero zero, state e stiamo ebbri: Vigne dei Boschi, Pantaleone, Cantine dell’Angelo, Podere il Saliceto, Cantina Margò, Fonterenza. Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Campania.

Per abbonarsi o acquistare Verticale.

https://www.verticale.wine/