Luca Gardini: “Ecco quali sono i migliori vini d’Italia”. Le 10 bottiglie della settimana scelte per noi dal winekiller. Settimo numero

Un appuntamento settimanale per scoprire le eccellenze vinicole italiane: Luca Gardini seleziona per noi le bottiglie più interessanti fra rossi, bianchi e rosé, con un focus sui vini naturali. Ecco la settima tappa del suo itinerario enoico.

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I 10 vini della settimana di Luca Gardini

ROSSI

1.GIUSEPPE RINALDI

Barolo DOCG Tre Tine 2018

Una leggenda langarola, che nonostante la dipartita di Giuseppe, nel 2018, persegue, grazie alla figlia Marta, le geniali intuizioni del padre. Si lavora sempre con fermentazioni spontanee e lunghe macerazioni sulle bucce, capaci di originare vini dalle incredibili capacità evolutive. Il Barolo DOCG Tre Tine 2018, pulsante e vibrante, è uno dei prodotti irrinunciabili delle Langhe. Da vigneti in Cannubi, San Lorenzo e Ravera e lunghe macerazioni spontanee sulle bucce, naso di ribes nero in confettura, tocchi di sanguinella e peonia. Bocca succosa, tannini salmastri, finale con ritorno agrumato e floreale.

2.FRANK CORNELISSEN

Terre Siciliane IGP Rosso MunJebel BB 2018

Frank, enologo giramondo, trova nel microclima di Solicchiata, provincia di Catania, pendici dell’Etna, il luogo idoneo dove fare attecchire la sue (intransigenti) convinzioni vitivinicole. Agricoltura sensibile ai cicli della natura, la sua, con allevamenti di Nerello Mascalese e Cappuccio ma anche autoctoni quasi scomparsi come Grecanico, Francisi e Minnella Bianca e Nera. Questo, un Nerello mascalese in purezza, ha naso di more di rovo, con tocchi di macchia mediterranea e balsamici, di eucalipto, bocca con tannini graffianti, sferzate officinali e chiusura con ritorno della traccia balsamica.

3.MONTE BERNARDI

Chianti DOCG Retromarcia 2019

Una vera cantina-bandiera di un ritorno alla classicità stilistica di interpretazione del Chianti Classico, fatta di eleganza e finezza. Siamo a Panzano, in zona collinare, con piante oltre i 45 anni di età, con suoli composti dalla classica triade scisto-arenaria-alberese, un Chianti (bio) da 100% Sangiovese che seduce per la soavità. Lampone rosso in confettura al naso, tocchi balsamici, timo cedrino, violetta, tocchi di fiori di garofano, la bocca è succosa e tesa, i tannini salmastri, con bella persistenza.

BIANCHI

4.CASTELLO DELLA SALA

Umbria IGT Cervaro della Sala 2019

Un (giustamente celebrato) vino bianco di grande rinomanza, proveniente da Tenuta Castello della Sala, amena collocazione vicina ad Orvieto – parte di Tenute Antinori – frutto di un riuscito blend di Chardonnay e Grechetto affinato per 5 mesi in barrique. Cedro, pesca bianca e timo al naso, chiusura con sentori di pepe bianco. Bocca densa, compatta, croccante e di bella ricchezza, salata e di bella persistenza, finale con ritorno fruttato-agrumato.

5.LA POLENZA

Cinque Terre DOC Lardarina 2020

La magica collocazione delle Cinque terre, per la precisione il borgo di Corniglia, una viticoltura ‘a vista mare’ che è impossibile non definire eroica. Sette ettari coltivati a Vermentino, Bosco e Albarola, una piccola preziosa produzione tra cui questo Cinque Terre, uvaggio dei tre vitigni, che porta il nome della scalinata di mattoni che separa Corniglia dal resto del mondo. Naso di limone, pesca bianca, tocchi di mirto, rosmarino e iodato sul finale. Bocca succosa e tesa, salmastra, finale con ritorno agrumato.

ROSATI

6.MASSERIA ALTEMURA

Salento IGT Negroamaro Rosato Zinzula 2020

Un Negroamaro in purezza, con uve provenienti dalla zona di Brindisi, restituito al suo splendore anche grazie alla tecnica della vinificazione a lacrima (pigiatura delicatissima, in assenza di contatto con le bucce, poi fermentazione in acciaio), in realtà l’attualizzazione di un’usanza vecchia di millenni, risalente agli antichi romani. Naso di fragolina di bosco, con tocchi di rosa canina, salvia e zenzero. Bocca di equilibrio, salmastra, dal ritorno fruttato.

BOLLICINE

7.MASOTTINA

Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore – Rive di Ogliano Docg Rdo Ponente brut 2020

Tre generazioni, 300 ettari, una produzione annua superiore al milione di bottiglie, ma sempre precisione, accuratezza e prossimità in vigna, all’insegna della sostenibilità, abbinata a tecnologie moderne in cantina. Un Prosecco Superiore tuttora punto fermo della produzione di Conegliano. Al naso sentori di melone bianco, timo cedrino e floreale, di biancospino, al gusto bollicina tesa, profonda, con tocchi salmastro-sapidi.

8.GIULIO FERRARI

Trentodoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2009 

Ormai imperdibile, attesissima uscita, una delle vette della produzione del TrentoDoc, ormai tramutatasi in un punto di riferimento per gli estimatori della tipologia. Dall’altrettanto celebrato cru di Maso Pianizza, un 100% Chardonnay affinato 10 anni-10 sui lieviti. Magnifica l’olfazione: naso di scorza e zest di cedro, con tocchi di gelsomino, mughetto e salvia fresca. Bocca al solito da brividi: tesa, verticale, con eccellente croccantezza e ritorno agrumato-officinale.

DOLCE

9.MACULAN

Breganze DOC Torcolato di Breganze 2018

Una cantina, quella di Breganze, che ha, tra i tanti meriti, quello dell’affermazione e diffusione di un prodotto di grande raffinatezza e peculiarità come il Torcolato, vino di cui si ha notizia, in versioni molto vicine alle attuali, fin dal 1600. Uve Vespaiola in purezza dalle aree di Marostica, Bassano e Thiene, ai piedi dell’Altopiano di Asiago, appassimento in fruttaio, affinamento in barrique, al naso note di miele di acacia, tiglio, con tocchi di cannella e frutta secca tostata. Salmastro e succoso alla bocca, bella persistenza.

NATURALI

10.IL MONTE CARO

Valpolicella  DOC Superiore Il Monte Caro 2019

A Mezzane di Sotto, omonima Valle di Mezzane, in Valpolicella, sorge l’azienda agricola Il Monte Caro, che con i suoi 5 ettari di vigneti, in conduzione bio, che famiglia Marcolini ha piantato contro il parere di tutti in zona iper-calcarea, sfida le capacità resilienti della vite. Che risponde magistralmente, come dimostra questo Valpolicella DOC Il Monte Caro 2019, da Corvina, Corvinone e Rondinella, realizzato con fermentazioni spontanee e nessuna filtrazione. Un vino che sa di amarene sotto spirito, con tocchi officinali, di salvia fresca e finale con belle sfumature di sottobosco. La bocca è tesa, i tannini salino-sapidi e la chiusura di bella freschezza, un vino di eccellente beva.