Luca Gardini: i 10 vini da bere questa settimana, le migliori bottiglie scelte in esclusiva per Reporter Gourmet. Terzo numero

Un appuntamento settimanale per scoprire le eccellenze vinicole italiane: Luca Gardini seleziona per noi le bottiglie più interessanti fra rossi, bianchi e rosé, con un focus sui vini naturali. Ecco la terza tappa del suo itinerario enoico.

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I 10 vini della settimana scelti da luca Gardini

Terzo numero – 8 gennaio 2022

Rossi

1.Elena Fucci

Aglianico del Vulture DOC Titolo 2018

Per questo nuovo appuntamento parto dalla Basilicata, per la precisione da Barile, alle pendici del Vulture, vulcano spento che cede ai terreni una mineralità impressionante. Un territoriale straordinario, da vigne di 50-70 anni, questo di Elena, che matura nella sua collocazione più vocata. Il Titolo è un capolavoro: tensione, agrumi, melograno e un finale a tratti iodato. In bocca è verticale, salino, di grande eleganza e profondità.

2. Mazzei – Castello di Fonterutoli

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Badiòla 2018 

Una vera gemma enoica dalla romanica Pieve di Badiola, comune di Radda in Chianti, da una cantina di forte storicità, qui in una lettura memorabile di una tipologia ancora alla ricerca della sua consacrazione. Tre cloni di Sangiovese, tre da selezione massale, il naso è teso e intenso, more di sottobosco, tocchi di maggiorana, eucalipto e peonia sul finale. La bocca è densa e compatta, con tannini salmastri e ritorno di piccoli frutti neri.

3. AR.PE.PE

Valtellina Superiore DOCG Sassella Riserva Rocce Rosse 2013

Siamo a Sondrio, in Valtellina, una delle patrie di quella viticoltura eroica fatta di vigneti terrazzati, dotati di pendenze incredibili, che è un po’ l’essenza del mestiere avventuroso del fare vino. Il Nebbiolo, varietà Chiavennasca, in versioni inedite, capaci di innamorare. Come questo, 60 mesi di élevage, mozzafiato già dal naso: balsamico, intenso e speziato, con sentori di chiodi di garofano. Bocca densa, compatta, dai tannini salini e dalla lunghissima persistenza.

Bianchi

4.Marisa Cuomo

Costa d’Amalfi Furore DOC Bianco Fiorduva 2019

Parlare della cantina di Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli significa esplorare i limiti stessi del concetto di viticoltura. Furore, Costa d’Amalfi, vigneti a strapiombo sul mare. Questo, blend di Ripoli, Fenile e Ginestra, con 1/3 delle uve parzialmente fermentate ed interamente affinate in barrique, è il vino-simbolo degli intendimenti di casa. Naso di cedro, pesca tabacchiera, con tocchi di timo cedrino ed eucalipto, alla bocca teso, salato, di grandissima persistenza e croccantezza.

5.Cusumano

Terre Siciliane IGT Salealto 2018

Fondata nel 2001, Cusumano in appena vent’anni si è già ritagliata un ruolo da assoluta protagonista nel movimento isolano. Tra le tante ottime bottiglie questo Salealto ha peculiarità uniche. Tenuta di Ficuzza, collocata a quasi 800 metri, Insolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, fermentazione in acciaio, poi 10 mesi sulle fecce: naso di pesca-noce, timo e zagara. Fresco, croccante e salmastro alla bocca, finale pieno e piacevolmente ammandorlato.

Bolle

6.Cantina Tonello

Lessini Durello DOC Riserva Io Aura 2015

Una cantina dinamica e moderna, quella di Diletta, a ragione dedicata alla causa del Lessini Durello DOC, che soprattutto in versione spumantizzata se la può giocare con i grandi. Questo, un pas dosé Metodo Classico dedicato all’aria che fa 60 mesi sui lieviti, dal naso di chinotto e susina gialla, con tocchi di eucalipto, alla bocca è una rasoiata: fresco, salino, di eccellente persistenza con ritorno, sul finale, della nota balsamica.

7.Perlage

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Bio Canah

Una delle cantine ostinatamente precorritrici nella produzione di vino biologico sulle Colline Unesco, fin dalla metà degli anni ’80, partendo dallo storico vigneto di Riva Moretta. Questo, da Glera in purezza proveniente dalla zona di Refrontolo, un Prosecco che sa di mela renetta e sfalcio di campo, con note di bergamotto e scorza di cedro. Bocca sapido-salmastra, con bella persistenza e finale con ritorno fruttato.

Dolci

8.Sella & Mosca

Alghero DOC Riserva Anghelu Ruju 2005

 

Uno degli apici della viticoltura isolana in materia di vini liquorosi, da una cantina che non ha bisogno di particolari introduzioni. Cannonau in purezza, appassito sulle canne per 15-20 giorni come da tradizione, successivamente fortificato ed affinato in rovere francese. Naso di ciliegie sotto spirito, con tocchi di mirto, balsamici e di cannella. Bocca di succosità e croccantezza, con tannini salmastri ed eccellente persistenza.

Rosato

9.Terzini

Cerasuolo d’Abruzzo DOP 2020

Poco più di 10 anni di storia alle spalle, ma idee cristalline ed una vocazione indiscutibile, quella sul Cerasuolo, per la cantina familiare abruzzese collocata a Tocco da Casauria, provincia di Pescara. Blend di uve rosse vinificato in ‘rosa’ ed affinato in acciaio, è un vino dal naso di ribes rosso, con note di geranio e noce moscata. La bocca è sapida, croccante e di tensione, con bella lunghezza e ritorno fruttato.

Naturali

10.Angiolino Maure- La Biancara

Veneto IGT Sassaia 2020

Cantina Maule è un patrimonio del vinnaturismo in Italia, capace di preconizzare in tempi non sospetti, già 20 anni fa, un ritorno all’agricoltura di prossimità nel territorio vocato di Sobrio di Gambellara. Ancora da quei primi, eroici 6 ettari, una linea di etichette di grande purezza, cui sarebbe impossibile aggiungere qualcosa, come questo Garganega + Trebbiano. Limone e timo cedrino al naso, salato e lunghissimo alla bocca.