Il locale “invisibile” che serve cocktail preparati dai bartender di tutto il mondo: Hanky Panky a Città del Messico

Hanky Panky, lo speakeasy di Città del Messico, ha debuttato nella classifica The World’s 50 Best Bars 2021 piazzandosi al dodicesimo posto. A renderlo speciale, la collaborazione con star della mixology provenienti da ogni angolo del globo.

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Il locale

Abbiamo appena iniziato a fare cose diverse per mostrare al mondo che non ci saremmo fermati e che avremmo fatto tutto ciò di cui avevamo bisogno per sopravvivere”. Un messaggio chiaro, diretto, quello di Walter Meyenberg, proprietario dell’Hanky Panky, lo speakeasy di Città del Messico che si è aggiudicato il Disaronno Highest New Entry Award nell’ultima edizione del The World’s 50 Best Bars grazie alla dodicesima posizione, miglior piazzamento per i nuovi locali inseriti nella classifica di riferimento per il mondo della miscelazione.

Dinanzi alle difficoltà legate all’emergenza sanitaria mondiale, ha deciso di donare una nuova veste al suo bar per creare la necessaria continuità lavorativa e creativa, invitando in Messico i migliori colleghi da tutto il mondo.Nikos (Bakoulis di The Clumsies di Atene in Grecia) è stata la prima persona che ho invitato, nel bel mezzo della pandemia nel marzo dello scorso anno. Mi ha risposto dicendo ‘Fratello, se riesci a portarmi in Messico, sarò lì con te molto volentieri’”, sorride Meyenberg. “È stata una corsa pazzesca. Lo abbiamo portato in aereo attraverso la Turchia, in Russia, poi a Francoforte e infine in Messico”.

La creazione di una rete di relazioni e collaborazioni per superare la crisi: questo il segreto della ricetta di Meyenberg, che dal confronto con Bakoulis ha trovato gli spunti necessari per dar vita al ‘progetto’. “Tanti colleghi affermavano di voler far parte di una grande e solida famiglia, quindi abbiamo iniziato a connetterci con le persone con cui amiamo trascorrere del tempo ed ogni singola persona che è venuta in Messico è rimasta entusiasta della nostra idea”. Una sorta di passaparola ha alimentato la rete solidale: Bakoulis ha suggerito il nome di Benjamin Cavagna del 1930 bar di Milano, che a sua volta ha consigliato Artem Peruk del russo El Copitas, anche co-fondatore della Saint Petersburg Cocktail Week. Ne è seguito un vero scambio culturale, in cui ogni gruppo di visitatori è stato portato in diverse parti del Messico e ha anche collaborato all’implementazione del format dell’Hanky ​​Panky. “Per ogni rappresentante dei vari bar di tutto il mondo che è arrivato qui da noi, abbiamo creato un’esperienza diversa”, aggiunge Meyenberg.

La nascita e lo sviluppo del progetto hanno trovato terreno fertile nelle allentate restrizioni vigenti in Messico nel corso del secondo anno della pandemia. L’orario di chiusura anticipato ha portato Meyenberg a creare un nuovo format strutturato su tre sessioni notturne da 2 ore ciascuna, ed in ognuna delle sessioni i clienti potevano gustare le proposte di cibo e cocktail creato con i vari colleghi ospitati dall’Hanky Panky, permettendo al locale di accrescere la propria reputazione a livello globale. “È stata un’esperienza coinvolgente. Nelle due ore a disposizione i nostri ospiti hanno potuto assaggiare i quattro cocktail del bar, con i vari piatti in abbinamento. Un modo diverso di vivere il nostro locale, in un’atmosfera davvero intima grazie alla presenza di soli 10 clienti a sessione”.

Col tempo queste collaborazioni hanno portato anche il team di Hanky ​​Panky ad avventurarsi in giro per il mondo, inclusa una visita in Russia per la Cocktail Week di San Pietroburgo, chiudendo il tour a Londra per la cerimonia dei 50 migliori bar del mondo il 7 dicembre 2021. “Le restrizioni erano pesanti, e non potevamo permetterci di trascorrere 15 giorni a Londra, quindi ho pianificato un pazzo tour in stile gruppo rock in giro per l’Europa”, dice Meyenberg. “Tutti ci hanno supportato, abbiamo visitato 8 città in 16 giorni, tra cui Madrid, Barcellona, ​​Roma, Atene per chiudere con la consegna del premio, l’esperienza più bella che abbia mai vissuto”.

 

La pandemia globale ha però soltanto accentuato un approccio, quello di Meyenberg e dell’Hanky Panky, comunque già contraddistinto da un forte spirito di collaborazione, amicizia e comunità: “Amo gli esseri umani e le relazioni” afferma infatti Walter, che più di sei anni fa ha avuto l’idea di creare quello che doveva essere un bar privato a disposizione solo degli amici. Il locale è stato costruito negli spazi di un ex ristorante abbandonato da 30 anni, con una porta segreta posizionata nel bagno che introduce gli ospiti nel mondo di Hanky Panky. Il nome, così come ogni altro aspetto del bar da 40 posti, è stato ispirato da Ada Coleman, che divenne capo barista dell’American Bar del Savoy Hotel di Londra nel 1903. “Sono rimasto sbalordito dalla sua storia, quella di una delle le prime barman donna a Londra”, dice Meyenberg. Era quindi inevitabile che venisse creata una classica lista di cocktail, ispirata a Coleman e al suo tempo al Savoy, insieme a un menu di cibo del resident chef. Ma la lista dei cocktail comprende sempre cinque o sei cocktail creati anche da bartender di tutto il mondo. “È davvero divertente che le persone possano assaggiare in Messico i cocktail dei bar di tutto il mondo”.

Fonte: theworlds50best.com

Foto dalla pagina Facebook di Hanky Panky