La miglior birra chiara del mondo si fa in Francia: il trionfo di una microazienda delle Fiandre ai World Beer Awards

Grazie al sapiente mix di luppoli francesi e americani selezionati dai produttori, i giurati dei World Beer Awards premiano nuovamente la Brasserie du Pays Flamand, una microazienda francese che si attesta fra i migliori birrifici del mondo.

0
93
La notizia

Caratteri leggeri di frutta secca, cioccolato bianco e frutta tropicale. Al gusto emerge un piacevole sentore fenolico di lievito belga. Bel corpo pieno in bocca. Alcool caldo sul finale. Sono questi i tratti caratteristici della migliore birra chiara del mondo, descritti dai 45 membri della giuria dei World Beer Awards di Londra, che nel settembre scorso ha premiato l’Anosteké Blonde della Brasserie du Pays Flamand.

È dunque questa la migliore birra chiara del mondo per il 2022, che si è fatta valere tra una varietà di stili, dai kolsch alle waiss alle bionde chiare e via dicendo. Il titolo non è andato in Germania, America, Belgio o Repubblica Ceca, come ci si sarebbe potuto aspettare. E nemmeno all’Italia purtroppo.

Invece è prodotta in un angolo della Francia nordoccidentale che, grazie al riconoscimento, sta attirando l’attenzione degli amanti della birra nella zona Fiandre francesi, la cui scena brassicola artigianale molto dinamica vanta una lunga eredità, pur non avendo paura di sperimentare. È il secondo riconoscimento che i giurati dei World Beer Awards assegnano al birrificio alla periferia di Lille, fondato nel 2006 da due amici d’infanzia Mathieu Lesenne e Olivier Duthoit. Nel 2016 infatti la loro Anosteké Saison era stata nominata la migliore nella categoria “bière de garde”. Ma il trionfo di quest’anno ha dato loro maggiore visibilità.

In un’intervista telefonica il co-fondatore Mathieu Lesenne ha descritto con tre parole la sua pluripremiata birra: forte, corposa e “conviviale“. Quest’ultimo aggettivo lo si evince anche dal formato della birra. Come gli altri prodotti della maggior parte dei birrifici artigianali della regione Hauts-de-France, l’Anosteké Blonde non è disponibile in lattine singole e la maggior parte delle sue bottiglie sono vendute nel formato da 750 ml, “perché la nostra birra è da condividere”, aggiunge Lesenne. “Le bottiglie da 750 ml equivalgono a tre bicchieri. Raramente vengono consumate da soli e sono fatte per essere condivise”.

Con l’8% di gradazione alcolica, la pluripremiata Pale Ale rispetta la tradizione della regione delle Fiandre, le cui birre di solito sono ad alto contenuto alcolico. Le birre in passato non venivano prodotte per essere vendute, ma per essere servite ai loro lavoratori stagionali, dopo lunghi mesi di stagionatura. Per questo, invece di conservare le birre a temperature più basse, i mastri brassicoli hanno capito che aumentare il contenuto di alcol aiuta a prevenire il deterioramento e la crescita di batteri e muffe.

L’Anosteké Blonde invece rompe con la tradizione nel mix di luppoli francesi e americani. Più di dieci anni fa, mentre frequentavano un salone della birra internazionale a Strasburgo, Lesenne e Duthoit hanno assaggiato il prodotto di un espositore americano, vivendo una mini epifania con il luppolo americano. “Ci siamo guardati e abbiamo detto, questo è straordinario”, ricorda Lesenne. L’anno dopo, la coppia si recò negli Stati Uniti e scoprì il luppolo della Yakima Valley a Washington, area nota per produrre il 75% del luppolo del paese.

Mentre quelli francesi sono più amari, i luppoli americani tendono all’aromatico con note di pompelmo e altri agrumi. “In una birra hai bisogno di entrambi gli apporti aromatici. Hai bisogno di amarezza per rendere la birra rinfrescante e vivace; hai bisogno di note fruttate di agrumi per nobilitarla. È questo mix di luppoli francesi e americani che rende la nostra Anosteké un successo, ha concluso Lesenne.

Fonte: robbreport.com

Foto: Crediti Brasserie du Pays Flamand