Il bartender che ha creato il cocktail più costoso al mondo: intervista al genio della mixology Salvatore Calabrese

Salvatore Calabrese, ribattezzato a Londra “The Maestro”, è autore del cocktail più costoso del mondo. Qui racconta com’è riuscito a diventare un’icona della miscelazione a livello internazionale.

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La storia

Iniziare a lavorare da ragazzo nei bar della Campania fino a divenire un vero e proprio riferimento della miscelazione in tutto il mondo. È quanto accaduto a Salvatore Calabrese, ribattezzato a Londra “The Maestro”, l’uomo la cui carriera sembra un romanzo, tra primati mondiali, incontri unici e soprattutto la creazione del cocktail più costoso la mondo.

Foto dal sito ufficiale di Salvatore Calabrese

Protagonista di un incontro in programma nell’ultima edizione della Florence Cocktail Week, Calabrese si è distinto per la sua rinomata capacità di far sentire tutti a proprio agio, confermando un talento che lo ha reso un’icona dell’ospitalità riconosciuta a livello mondiale. A margine del suo intervento Calabrese ha rilasciato una interessante intervista a Forbes, nel corso della quale è emersa una filosofia fatta di passione e conoscenza. La chiacchierata non poteva che partire dalla narrazione della creazione del Salvatore Legacy, nato dalla passione di Salvatore per il cognac (“Amo in modo particolare questo distillato francese, al punto da avergli dedicato un libro”). La capacità del cognac di restare inalterato nel corso dei decenni lo rende affascinante a detta di Calabrese (“Questa caratteristica ha reso possibile l’introduzione del concetto di ‘liquid history’”).

Foto di Michele Tamasco per Florence Cocktail Week

Un concetto che si lega alla filosofia di bevuta del ‘The Maestro’, quella che unisce alla qualità di un distillato o di un miscelato la sua storia, per creare una esperienza unica (“mi preme far capire ai miei ospiti l’unicità di una bevuta e la non ripetibilità dell’esperienza”) contraddistinta dal riuscito connubio tra degustazione e narrazione (“Quando si presenta un drink è essenziale ambientarlo all’epoca in cui è stato prodotto: per parlare di un Cognac del 1812 è indispensabile citare che nel momento in cui veniva imbottigliato Napoleone stava combattendo la Campagna di Russia. Solo così il cliente saprà che la storia è passata e lui ne ha tra le mani un frammento”).

Foto dal sito ufficiale di Acqua Bianca

Questo approccio ha dato origine al Salvatore’s Legacy, il cocktail creato da Calabrese e che costa 5.500 sterline: Non ho voluto creare il cocktail più costoso al mondo ma il più vecchio: il prezzo è una conseguenza dovuta all’utilizzo di un Kummel Liqueur del 1778, del Dubb Orange Curacao del 1860, e un Clos de Griffier Vieux Cognac del 1778 con qualche goccia di Angostura Bitters del 1900”.

Foto dal sito velier.it

Apprezzato anche come scrittore (il suo libro The Complete Home Bartender’s Guide ha superato i due milioni di copie vendute), Salvatore ha conosciuto nel corso della sua carriera molti personaggi famosi, da Robert De Niro (“ora mi devi spiegare perché tutti i miei amici mi parlano di te”) a Stevie Wonder, cui ha dedicato lo Champagne Wonder, passando per Fidel Castro, Nelson Mandela e molte delle teste coronate britanniche. L’incontro di cui conserva il miglior ricordo è quello con Michael Schumacher, avvenuto all’interno di una macchina: mentre il campione tedesco guidava a 200 km/h Calabrese preparava un cocktail, il tutto finalizzato alla diffusione di una campagna di sensibilizzazione sui rischi relativi alla guida sotto effetto di alcool.

Foto di Michele Tamasco per Florence Cocktail Week

C’è un po’ di Salvatore anche in Italia, in particolare in tutte le bottiglierie grazie ad Acqua Bianca, un suo liquore realizzato con l’ambra grigia (“Un prodotto naturale usato da sempre in profumeria, per rendere il naso del mio liquore avvolgente quanto lo è in bocca”). In chiusura, una riflessione sull’importanza della trasmissione della conoscenza: “Se io sono chiamato il Maestro è perché per fortuna ci sono tanti bravi allievi in tutto il mondo, ed è meraviglioso per me scoprire quanto da una singola idea possano nascere tanti drink diversi. Questa è la nostra arte!”.

Fonte: forbes.com

Copertina: Foto dal sito ufficiale di Acqua Bianca