Bordeaux contro Borgogna: scoppia la guerra fra regioni francesi per diventare capitali mondiali del vino

L’Aquitania, la Borgogna e lo Champagne le prime a dichiararsi interessate. Il governo Macron potrebbe appoggiare Digione. La nuova sede si vota a ottobre. Anche Roma in lizza.

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La Notizia

Scoppia in Francia la guerra per la nuova sede dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV). Soprannominata l’Onu del Vino, l’OIV riunisce 48 stati membri, compresi i principali paesi produttori ad eccezione di Stati Uniti e Cina. Si tratta quindi di una delle organizzazioni vinicole più importanti al mondo, finalizzata a produrre rapporti annuali sulla produzione e il consumo a livello mondiale.

Per questo la città che ospita i suoi uffici viene considerata la capitale mondiale del vino. E per questo, da quando ha annunciato che avrebbe lasciato gli uffici di Parigi in cerca di una nuova sede, varie regioni francesi hanno avviato una serie di contrattazioni che sono sfociate in una vera competizione, se non una guerra amministrativa, per contendersi la sede al momento vacante dell’OIV.

Alcune zone della Francia per la produzione e per la qualità dei vini si ritengono già al centro del mondo vitivinicolo. Tra queste l’Aquitania con il Bordeaux, la Borgogna e la Champagne, che infatti per prime si sono esposte pubblicamente, avanzando proposte per la nuova sede OIV.

Una scelta che darebbe lustro e prestigio alla regione e alle produzioni ospitanti l’organismo intergovernativo. François Rebsamen, sindaco di Digione – città che ospiterebbe la sede degli uffici dell’OIV, se finissero in Borgogna – ha rivelato a France Bleu: “Abbiamo i fondi necessari e siamo sostenuti dalla regione per affrontare questa operazione”, sebbene abbia rifiutato di dire a quanto ammontino gli stanziamenti, perché gli altri “concorrenti” a loro volta non hanno rivelato i budget a disposizione per quello che sarà in fondo un trasloco in grande stile.

La decisione finale sarà ufficializzata attraverso il voto di tutti i paesi membri. Una soluzione apparentemente equa e che a prima vista metterebbe al riparo il Governo francese da quella che si sta delineando come una competizione interna senza esclusioni di colpi tra regioni vinicole tra le più nobili e illustri. In effetti non è così, perché sarà compito della Francia scegliere quale città proporre all’assemblea dei soci per l’approvazione finale.

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Le cose, tra l’altro, sembrerebbero essere diventate difficili per l’esecutivo Macron da quando si è sparsa voce che il Governo sembrerebbe propenso a raccomandare Digione. La notizia del presunto vantaggio della Borgogna su Aquitania e Champagne ha indotto il quotidiano francese Sud Ouest a pubblicare articoli corredati da titoli polemici e velenosi (uno fra tanti: “A Macron piace il Bordeaux?”) implicando che il presidente francese non tratti la regione con il rispetto che merita.

Per quanto riguarda l’OIV, invece, un portavoce ha assicurato a Decanter che il procedimento per il trasferimento degli uffici è ancora in sospeso. “Una proposta del Governo francese per la nuova sede dovrebbe essere presentata alla prossima Assemblea generale dell’OIV. Ciò non significa però che una decisione sarà presa subito dopo. Gli Stati membri infatti voteranno nel corso delle riunioni previste ad ottobre 2021”.

Inoltre, indipendentemente da ciò, l’intera faccenda sembra tutt’altro che urgente: l’OIV ha intenzione di traslocare da Parigi solo nel 2024, quindi fino a quella data se ne vedranno delle belle. Non va infine dimenticata la possibile sorpresa dell’ultimo minuto con un outsider come Roma che avrebbe avanzato una sua proposta, da pochi ritenuta effettivamente alternativa.

Fonte: foodandwine.com