Chi era Pio Boffa: l’uomo che ha portato il Barolo nel mondo, morto a 66 anni di Covid

Un tradizionale modernista che ha costruito la storia di un'azienda giunta alla quarta generazione e che ha portato il Barolo nel mondo. Questi i meriti che lo rendono indimenticabile. La figlia Federica: “Porterò tutta la mia passione e la mia determinazione”.

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Mondo Vino

La scure del Covid-19 si è abbattuta implacabile anche su una delle figure leggendarie del vino piemontese come Pio Boffa, tra gli esponenti di spicco per la sua regione sulla scena internazionale, morto all’età di 66 anni. L’Associazione Vignaioli Piemontesi lo descrive come “un carismatico, grande uomo del vino di Langa”

Boffa ha guidato la sua azienda vinicola di famiglia Pio Cesare per diversi decenni dopo aver affiancato il padre nel 1973 ed è stato uno dei principali fautori dei vini piemontesi sulla scena internazionale. Alla quarta generazione in azienda, Pio Boffa è stato un imprenditore visionario che in quarant’anni ha trasformato l’azienda di famiglia, ammodernata intorno agli anni 2000 e fondata nel 1881 ad Alba con le sue cantine che risalivano al 1700. 

Dopo aver sostituito Pio Cesare alla direzione, Pio contribuì a introdurre i vini da singolo cru, prima con il Barolo “Ornato” nel 1985 e poi nel 1990 con il Barbaresco “Il Bricco”, sebbene lui stesso continuasse a sostenere che il Barolo da singolo vigneto non dovesse per forza essere migliore di vini ottenuti dall’assemblaggio di uve di provenienza da vigne differenti. 

Nel 2017 in un’intervista a John Stimpfig, all’epoca direttore editoriale di Decanter, Boffa parlò di sé come di un produttore a cavallo tra la visione più tradizionale e quella più moderna, affermando “Direi che non sono né un modernista né un tradizionalista. Quello che mi incuriosisce è che quando regnavano i modernisti ero visto come un tradizionalista, ora che i tradizionalisti sono tornati, sono considerato un modernista. Ecco perché il modo migliore per descrivere i nostri vini è  ‘classici piemontesi di un moderno tradizionalista’Nel 2014 Boffa acquistò la tenuta Mosconi di 9,7 ettari a Monforte d’Alba in occasione del suo sessantesimo compleanno, portando a 70 gli attuali ettari di vigneto.

Credits: Wine Spectator

Ad assumere la direzione sarà Federica Boffa, 23 anni, figlia di Pio che, come lei stessa ha dichiarato a Decanter, è determinata a portare avanti l’eredità del padre che negli ultimi dodici mesi le aveva insegnato molto sull’attività, con l’aiuto di Cesare Benvenuto, nipote attivo in azienda dal 2000, e di altri collaboratori tra cui anche Augusto Boffa. “Porterò tutta la mia passione e la mia determinazione”.

Fonte: Decanter