La Borgogna degli emergenti – parte 2: i produttori da tenere d’occhio e comprare prima che raggiungano prezzi stratosferici

È la seconda parte di un editoriale che mette insieme alcuni dei più interessanti produttori emergenti della Borgogna. Da tenere d'occhio e acquistare prima che raggiungano quotazioni stratosferiche.

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I Vini

CHARLES LACHAUX

Charles Lachaux è figlio di Pascal, noto négociants entrato poi in società con la famiglia Arnoux di Vosne-Romanée. Oggi gestisce il domaine Arnoux-Lachaux e contemporaneamente conduce il négoce con il proprio nome con vini sempre molto interessanti.

 

DOMAINE MICHEL MALLARD

Situato a Ladoix, questo domaine è da tenere assolutamente d’occhio. Michel, nipote del fondatore, oltre a collaborare qui con suo padre è l’enologo del Domaine d’Eugenie a Vosne-Romanée dove, nel corso degli anni, ha dimostrato di votarsi a finezza e territorialità, allontanandosi dagli stilemi iniziali del domaine. Tra i vini prodotti, il Ladoix 1er Cru Les Grechons dimostra una classe pari a molti Corton Charlemagne.

 

NICOLAS ROSSIGNOL

Un nome che agli appassionati suona già familiare. Nicolas ha dimostrato nel corso degli ultimi venti anni quanto la ricerca della purezza che ha attuato per la sua produzione possa portare risultati straordinari. Discendente del Domaine Rossignol-Jeanniard, Nicolas è estremamente innamorato delle sfumature di Volnay, suo village di nascita e produce oggi qualcosa come 30 etichette differenti.

 

DOMAINE CHAVY-CHOUET

Nel cuore di Meursault, uno dei domaine storici del village, giunto oggi alla settima generazione. Romaric Chavy, figlioccio di battesimo di Mikulsky, è uno dei vigneron più attenti nel cuore della Côte de Beaune, dove produce vini, sia bianchi che rossi, di grandissima finezza e territorialità.

 

DOMAINE HENRI MAGNIEN

A Gevrey Chambertin il nome di Charles Magnien, che ha ereditato la guida del domaine da suo padre nel 2009, è sulla bocca di tutti da più di qualche anno.

L’attenzione maniacale e naturale alle vigne e una mano più che discreta in vinificazione ne hanno fatto uno dei nomi “caldi” dell’ultimo decennio.

 

MARTHE HENRI BOILLOT

Nata a Parigi e formatasi giornalista, scopre a posteriori la passione per il vino fio a decidere di riprendere la tradizione familiare terminata con la morte del nonno Pierre, storico vignaiolo a Meursault, nel 2004.

Il rientro a casa, il ricongiungimento alle proprie radici e un po’ di esperienza sul campo al Domaine Rougeot ed ecco che nasce questa nuova avventura. La produzione è minuscola e la prima annata prodotta è la 2017.

 

JOBARD-MOREY

Anche in questo caso non parliamo di un giovane tout-court ma di un passaggio generazionale. Gia la liason dei nomi Jobard e Morey ci porta alle origini del village di Meursault. Con l’arrivo di Valentin alla gestione del Domaine si assiste a una crescita esponenziale dei vini, dai village sino a due Premier Cru di rango assoluto: Charmes e Poruzots.

 

DOMAINE HOFFMANN-JAYER

Gilles Jayer, cugino dell’indimenticabile Henry, ha condotto per anni il Domaine Jayer Gilles fino a vendere al magnate svizzero Andrè Hoffmann nel 2017, in quanto senza eredi.

Rimasto alla guida del Domaine anche con la nuova proprietà, purtroppo mancherà pochi mesi dopo. Alla guida del Domaine troviamo oggi il  giovane e promettente Alexandre Vernet. I vini sin qui prodotti hanno mostrato una finezza che rompe con lo stile pieno e concentrato della produzione passata di Gilles.

 

DOMAINE LA CROIX DE MONTJOIE

Sophie e Matthieu Woillez si insediano a Tharoiseau nel 2009, qui l’Appellation principale è Bourgogne Vezelay. 10 ettari piantati a Chardonnay e una quantità mini di Pinot Nero nel loro parterre di vigne. Nessun lavoro su selezioni di vigna, ma attenzione puntata su età dei vigneti e differente maturazione delle uve, così nascono tre Bourgogne di grande fascino, tutti contraddistinti da una gioiosa bevibilità. La zona non è quella interessata dalla speculazione ma mai dire mai!

 

ANTONIO QUARI

Italianissimo enologo in forza al Domaine Prieuré Roch, ha iniziato una piccola produzione che porta il suo nome. Lo stile è molto vicino a quello della “CasaMadre” e il suo Ladoix Les Briquottes è già nel cuore di molti Burgundy Geeks! Considerando la crescita esponenziale di altri allievi o produttori ispirati da Roch, l’ascesa di Antonio appare verosimile e molto vicina.