Ardbeg Wee Beastie. 5 anni posson bastare per il fratellino del celebre whisky torbato

Abbiamo partecipato alla degustazione on line dell’ultimo nato in casa Ardbeg. Ecco com'è andata.

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La Notizia

In questi giorni, anche un po’ forzatamente, abbiamo dovuto inventarci vari modi per creare il nostro piccolo prison break. Uno di questi è certamente la degustazione online.

È toccato anche a noi, a orario di aperitivo di qualche giorno fa. Non era vino, bensì l’ultimo nato in casa Ardbeg, il più giovane di tutti: Ardbeg Wee Beastie 5, dove cinque sono gli anni di invecchiamento.

La numero 5 di Ardbeg, non è lo Chanel dei brown spirit tranquilli, fa un certo scalpore se si pensa al fratello che sulla bottiglia riporta il numero 10, considerato quasi all’unanimità il regista nonché monumento della torba. Tra gli appassionati e gli addetti per classificare un whisky torbato si chiede semplicemente se è più o meno torbato dell’Ardbeg 10.

Ma 5 anni saranno abbastanza? Questo single malt whisky sarà abbastanza aged? Nessuno può giudicare senza aver assaggiato, è vero. Tuttavia un whisky che ha un nomignolo stampato in etichetta nonché la grafica di un graffio rosso stile wolverine a sottolinearne il carattere, è certo una scelta pop per una celebre maison dell’affumicatura come Ardbeg.

Wee Beastie significa bestiolina indomita. Il poco tempo trascorso in botte dovrebbe garantire più autenticità dell’affumicatura e meno appiattimento sulle note tostate.

Senza fingere di essere delle bestioline naif, questa nuova referenza di Ardbeg è una scelta di business che va incontro al pubblico più giovane e che si diletta con la mixologia.

L’assaggio rivela intensità e pungenza.

Naso di frutta bianca, torbato e vegetale. In bocca tanto iodio, pepe e china.

Con la diluizione in poca acqua fredda, succede che l’intensità raggiunge un livello superiore.

Nel dialogo con gli altri degustatori presenti sono emersi anche interessanti spunti riguardo all’uso del Wee Beastie in miscelazione e su alcuni abbinamenti culinari.

Sul primo tema si è espresso il barman Andrea Bertazzo, anche brand ambassador. La bestiolina rappresenterebbe un buon twist per il Manhattan usandolo al posto del bitter. Sarebbe un’ottima scelta anche per un Boulevardier alternativo e addirittura per sostituire il mezcal in diverse preparazioni.

Sul fronte cucina invece, la carne è la scelta migliore. Seguendo il criterio dell’associazione, il pairing ricade su una preparazione “affumicata” come le ribs di maiale.