Wine news

Decanter, l’esperta accende il dibattito: “Etichettare il vino come il fumo? È folle”

di:
Asia Torreggianti
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copertina Eliza Dumais Decanter

La proposta del Surgeon General d’imprimere sulle bottiglie contenenti alcol scritte come “Il vino uccide”, simili a quelle riportate sui pacchetti delle sigarette, ha scatenato non poche polemiche. Esperti del settore, come Eliza Dumais, ritengono la misura eccessiva e inutile, e suggeriscono l’adozione di strategie maggiormente costruttive e proattive per sensibilizzare i consumatori sui rischi che corrono ad esagerare.

Foto di copertina: @pexels @meghanmcneer


La notizia

La recente proposta del Surgeon General ha suscitato un acceso dibattito nel settore enologico, e non solo; in particolare Eliza Dumais, nota esperta di Decanter, ha espresso il suo disappunto per le misure avanzate, giudicandole eccessive, a tratti ridicole. “Convincere i bevitori di lunga data a riconsiderare i propri piaceri della vita richiede un approccio delicato, che mostri i benefici di nuove scelte, anche se io la trovo una follia”.

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@pexels 

L’iniziativa prevede che le etichette delle bevande alcoliche riportino avvertenze più specifiche, simili a quelle presenti sui pacchetti di sigarette. Secondo le normative quest’ultime dovrebbero includere messaggi chiari e trasparenti riguardanti i rischi per la salute associati al consumo di alcol, compreso il cancro.

sigarette
@pexels

L’obiettivo è aumentare la consapevolezza nei consumatori, anche se nessun avvertimento cambierà la situazione, dal momento in cui ci sono molte cose nel mondo che uccidono, come gli zuccheri e l’inquinamento. E poi si tratta di vizi, e l’uomo sceglie con cognizione di causa a quali di essi abbandonarsi completamente.

bottiglie
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“Purtroppo si pensa ancora che la paura sia il modo migliore per motivare le persone, ma la maggior parte degli studi afferma il contrario”, sostiene Jessica S. Kruger. “Ci sono molte strade per stimolare un cambiamento nel campo, comportamenti collettivi o movimenti, come il Dry January, oppure l’inclusione di analcolici nei menu di bar e ristoranti. Bisogna dedicare più tempo ed energie a capire come raggiungere il pubblico se vogliamo ottenere dei risultati concreti”.

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@pexels 

E se invece di fare allarmismo la sanità comunicasse diversamente? Gli inconvenienti che derivano dall’apporre tali diciture sulle bottiglie sono consistenti per importatori, produttori e distributori: “Sapete quanto tempo occorre ad adeguarsi e perché il mio team si assicuri di rispettare alla lettera gli standard legali prima che la merce finisca nei punti vendita?”, dichiara Zev Rovine, magnate dell’importazione del vino. “Dubito fortemente che tutto questo funzioni, mi preoccupano di più le abitudini della generazione Z, molto poco interessata a bere”.

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