Marquis d’Angerville a Volnay: la soave eleganza del Pinot Nero

Il pinot nero di Borgogna è spesso associato ad un ideale di eleganza, ma un comune su tutti ne esprime il lato più soave: Volnay.

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La Storia

Il Pinot Nero Marquis D’Angerville

Storica residenza estiva dei Duchi di Borgogna, Volnay, o nostalgicamente Vollenay (come sottolineano ancora oggi le classicheggianti etichette del domaine Marquis D’Angerville), è il primo comune, salendo da Lione, che inaugura e sancisce la supremazia espressiva del pinot nero della Cote d’Or. Una superiorità che in questo comune si palesa attraverso leggerezze di colore e materia, nel rispetto di un archetipo di pinot nero elegante e soave, delicato e femminile, ma al contempo tenace e longevo.

Una bellezza che si manifesta in chiave moderna solo nell’Ottocento, quando si creano i presupposti per l’immagine aneddotica che si è progressivamente legata a questi vini, interrompendo definitivamente la produzione di vini anemici e “rosatelli”, conosciuti come “oeil de Perdrix” (occhio di pernice), risultato dell’assemblaggio di pinot nero e varietà a bacca bianca e di macerazioni che non superavano le 18 ore.

L’assenza di vigne “Grand Cru” all’interno dei confini comunali di Volnay, che non deve suscitare perplessità sull’inequivocabile valore di questi vini, è riconducibile all’integrità morale del marchese Sem D’Angerville, a lungo sindaco di Volnay e membro della commissione che nel 1936 classificò i singoli climat. Il marchese D’Angerville, antesignano nella valorizzazione della figura del “proprietaire – recoltant”, piuttosto che rischiare di essere accusato di favoritismi, scelse di non proporre alcuna vigna del comune per il rango più ambito, nonostante almeno tre di esse ne avessero piene potenzialità: Champans, Caillerets e Clos des Ducs (monopolio della famiglia del marchese). Una mancanza parzialmente compensata da un’inconsueta ed elitaria prevalenza di vigne “Premier Cru” rispetto a quelle “Village”, ammontanti rispettivamente a circa 115 e 99 ettari vitati.

Il cuore pulsante del vigneto di Volnay si sviluppa (come sempre) a mezza costa, dove si susseguono senza soluzione di continuità i ventinove (ventotto più uno) climat classificati “Premier Cru”. La parte settentrionale di questa striscia si presenta sensibilmente parcellizzata, soprattutto nell’area che ruota attorno al centro abitato, dove si concentrano numerosi “clos”, spesso gestiti in monopolio, tra i quali spicca per valore e importanza quello che per alcuni (Armando Castagno compreso) è uno dei mancati “Grand Cru” di Volnay, il Clos des Ducs, monopolio del domaine Marquis D’Angerville. La parte meridionale del comune è caratterizzata, invece, da cinque vaste vigne a cui si deve l’alta considerazione di questo comune: Clos des Chenes e Taillepieds, nella parte superiore della Cote, e Les Caillerets e Champans, disposte a specchio al di sotto della strada dipartimentale 973. La quinta vigna (la ventinovesima del comune), Santenots, rappresenta una delle rare eccezioni alle rigorose regole borgognone: anche se racchiusa ufficialmente all’interno dei confini comunali di Meursault, la storica vocazione rossista di questa porzione di vigneto, della dimensione di 29ha 07a 31ca suddivisi in sei Lieux-Dits, ha indotto il legislatore a offrire la possibilità di etichettare i pinot nero che nascono qui come “Volnay-Santenots Premier Cru”. Una deroga che onora le migliori vigne di Volnay soprattutto nella parcella di 6ha 81a 31ca conosciuta come Les Santenots du Milieu, a cui si deve aggiungere l’ettaro abbondante (1ha 19a 23ca) del Clos des Santenots.

L’analisi pedoclimatica del comune svela una maggiore presenza di terra vegetale nelle vigne del settore settentrionale, dove le uve subiscono l’influenza delle correnti spinte dall’ampia “combe” che domina il vicino villaggio di Pommard. Elemento, quest’ultimo, che si riflette nei vini sotto forma di una congenita leggerezza, palese in climat come Fremiets e Les Brouillards. Nella parte meridionale del comune lo strato di terra vegetale diventa quasi impercettibile, mentre crescono ciottoli e sassi che esaltano il tenore calcareo di vigne come Les Caillerets e, come evidenziato dal nome stesso, Taillepieds. Da queste vigne nascono vini di maggiore struttura e mineralità, con Champans che sembra soffrire meno delle altre vigne le annate poco felici.

I Vini

Tipologia di viticoltura

Biodinamica

Vinificazione

Diraspatura al 100%. Macerazione di 21 giorni e sosta per 18 mesi in legno, di cui il 20% nuovo.

 

La degustazione

Volnay premier cru clos des ducs 2011 (monopole) marquis d’angerville

Il Clos des Ducs, monopolio dei marchesi d’Angerville, si trova a nord del centro abitato di Volnay, all’interno dell’omonima parcella (2ha 40a 99ca) che ospita, oltre ai 2,15 ettari della vigna, anche l’abitazione dei marchesi. Le viti che compongono la parcella sono state piantumate in quattro diversi momenti (1955, 1959, 1987, 2000) e oggi permettono di giungere a circa settemila bottiglie ricercate dagli appassionati di tutto il mondo. Anche nella difficile annata del 2011 il vino non ha tradito il suo valore, presentando un naso solare, elegante e di grandissima piacevolezza. Petali di fiori rossi si alterano a note di incenso, con gelatina di lampone a costante supporto di un naso arioso, in continuo divenire. Con l’aria crescono le note minerali e delicati richiami alla scorza del mandarino. La bocca è un elogio dell’eleganza, dove setosità e succo viaggiano all’unisono, distendendo il vino in allungo coinvolgente e stimolante. Chiude lungo, lunghissimo, con una parte tannica presente ma mai protagonista. La quintessenza di Volnay. La grandezza di una vigna si vede soprattutto in queste annate.

(92/100) prezzo in enoteca: € 120

Indirizzo

Domaine Marquis d’Angerville,

Clos des ducs – 21190 volnay, france

Tel: +33 (0)3 80 21 61 75

+33 (0)3 80 21 61 75

Mail: info@domainedangerville.fr

Il sito web del Domaine Marquis d’Angerville

Proprietario

Guillaume d’Angerville

Ettari di proprieta’

14,9 ( 12 Volnay, 1 Meursault, 0,40 Pommard, 1,5 altro)

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