La Mosella – la patria del Riesling (parte seconda)

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Nonostante la vite

fosse presente in Germania ancora prima dell’arrivo dei romani, è all’imperatore Probo (278 d.C.) che spetta il merito di avere introdotto una coltura “sistemica e organizzata” di questa pianta, prevalentemente lungo le sponde del Reno e della Mosella. Con il passare dei secoli toccò a Carlo Magno, verso l’800, promuovere con decisione lo sviluppo della viticoltura tedesca, emanando una serie di leggi in favore di vignaioli e commercianti, con l’obiettivo di incentivare la selezione dei vitigni e delle zone dal maggiore potenziale.

Durante tutto il millennio seguente, invece, furono i monasteri ad assumersi il ruolo di divulgatori della cultura qualitativa e quantitativa del vino. Nel XII secolo, alcuni monaci cistercensi provenienti da Citeaux, in Borgogna, fondarono nella regione renana il monastero di Eberbach, che nel giro di pochi anni divenne l’azienda vinicola più grande e famosa d’Europa. Questo fu solo uno dei numerosi traguardi dell’enologia teutonica, la cui espansione culminò nel XVI secolo con un patrimonio viticolo di 300.000 ettari (il triplo di quello odierno!) e un consumo pro-capite di 120 litri all’anno (il quintuplo di quello attuale!).

Come la storia insegna, i periodi di espansione e recessione si susseguono continuamente e così anche questo “primato” venne presto scosso da una serie di conflitti continentali e da un drastico peggioramento delle condizioni climatiche del centro Europa; eventi a cui si sommarono, a metà del XIX, i disastri causati dall’arrivo dalla Francia della fillossera ed i due conflitti mondiali del XX secolo.

Una crisi lunga e durissima che rischiò di azzerare la viticoltura europea e che terminò (almeno in termini quantitativi) solamente negli anni ’70, quando un nuovo entusiasmo produttivo si diffuse in tutto il settore agricolo, seppure senza una precisa idea di qualità e con una tendenza denigrante alle sovra-produzioni. I dati del periodo indicano che le rese di vino per ettaro passarono in quegli anni dai 50 agli oltre 100 ettolitri per ettaro, in linea con una tendenza alla “diluizione” che ha valicato i confini internazionali.

Il cambio di rotta per i vini tedeschi si è avuto a partire dagli Novanta e successivamente allo “scandalo del vino austriaco” del 1986, quando alcuni commercianti del settore viticolo vennero scoperti ad aggiungere glicerolo nelle basi che vendevano anche ad alcuni imbottigliatori tedeschi. Questo scandalo, profondamente sentito in Germania, spinse i consumatori a ricercare vini di qualità superiore, alimentando il “movimento” dei valorosi vignaioli che riflettono oggi l’orgoglio della viticoltura nazionale.

Le classificazioni (come leggere le etichette)

Diversamente dalla maggior parte dei paesi viticoli europei, dove i vini vengono classificati in base alla zona di origine o alla loro qualità (pretesa o reale), in Germania la classificazione dei vini si è storicamente basata sul peso specifico del mosto, dipendenza diretta del grado zuccherino nell’uva al momento della vendemmia (Grado Oechsle – 0e°). Un criterio che negli ultimi anni è stato più volte messo in discussione fino alla decisione, operativa dalla vendemmia 2012 (ci sarà modo di parlarne nel prossimo speciale dedicato a questa regione), di iniziare a valutare anche il prestigio dei vigneti di provenienza dei singoli vini. Un aggiornamento che sembra uniformarsi alle più emancipate classificazioni transalpine, senza tuttavia stravolgere una tradizione che si basa sul livello di maturità delle uve utilizzate. Dato che per ancora alcuni anni le bottiglie che si troveranno in commercio saranno prevalentemente ad appannaggio del “vecchio” disciplinare, riporto di seguito i canoni della classificazione storica, che si limita a suddividere i vini in quattro macro categorie:

Tafelwein (vini da tavola – vins de table)

E’ la categoria dei vini più semplici. Se compare l’aggettivo “DEUTSCHER” allora le uve che compongono il vino in questione devono essere state vinificate in Germania. Il peso specifico del mosto può variare dai 44°Oe ai 50°Oe e l’alcool minimo deve essere 8,5%. Ci sono 5 distretti dove si può produrre un Tafelwein. (Questa tipologia rappresenta il 3-5% della produzione totale).

Landwein (vini igt – vins de pays)

Categoria introdotta nel 1982 per restringere le norme. Il mosto deve avere un peso specifico compreso tra i 47°Oe ed i 53°Oe ed il tenore alcolico minimo deve essere sempre 8,5%. Ci sono 20 distretti che possono produrre Landwein.

Qualitatswein bestimmter anbaugebiete – qba (vino di qualità con origine controllata)

Le norme da rispettare in questa categoria sono molto più severe. Il peso specifico del mosto deve essere compreso tra 50°Oe ed i 72°Oe (a seconda del distretto di provenienza) e la gradazione alcolica svolta minima deve essere del 7%, mentre quella potenziale deve essere almeno del 9%. Le uve devono provenire esclusivamente dall’area di pertinenza del produttore-imbottigliatore. E’ permesso arricchire il mosto con aggiunta di zucchero.

Qualitswein mit pradikat – qmp (vino di qualità superiore con attributi)

E’ la tipologia qualitativamente più importante e a sua volta suddivisa in 6 sottocategorie sempre in base al tenore zuccherino delle uve al momento della raccolta. Le prime tre tipologie si possono trovare vinificate “secche” (trocken) o con residuo zuccherino, mentre le restanti tre tipologie sono sempre dolci.

NESSUNA DI QUESTE CATEGORIE PUO’ ESSERE ARRICCHITA CON ZUCCHERI AGGIUNTI

Kabinett

E’ prodotto con uve raccolte a maturazione avvenuta, generalmente in Ottobre. Il peso specifico del mosto deve essere compreso tra i 67° e gli 85°Oe e il grado alcolico minimo deve essere del 7%. Questa tipologia esiste sia secca (trocken), sia con residuo zuccherino.

Spatlese (vendemmia tardiva)

E’ il risultato di una vendemmia posticipata. Il peso specifico del mosto deve essere compreso tra i 76° ed i 95°Oe e il grado alcolico minimo deve essere sempre del 7%. Questa tipologia si può trovare secca (trocken), semi secca (halb trocken) e “amabile”. [Nel concreto, i vini con una gradazione alcolica di 7/8°, possiedono, in media, un residuo zuccherino compreso tra i 70 ed i 90 grammi/litro.]

Auslese (vendemmia di grappoli selezionati)

E’ prodotto con uve selezionate e raccolte tardivamente. Il mosto deve avere un peso specifico compreso tra gli 83° ed i 105°Oe, con un grado alcolico minimo di 7%. Sono vini spesso dolci, ricchi, talvolta anche densi. E’ possibile che ci siano acini attaccati dalla muffa nobile. La versione tradizionale è dolce, anche se qualche produttore ne realizza oggi una versione secca (trocken).

 

[Nel concreto, i vini con una gradazione alcolica di 7/8°, possiedono, in media, un residuo zuccherino compreso tra i 90 ed i 130 grammi/litro.]

I vini dolci

Beerenauslese (vendemmia di acini selezionati e appassiti)

E’ prodotto con uve attentamente selezionate ed appassite sulla pianta, frequentemente attaccate da muffa nobile. Il mosto deve avere un peso specifico compreso tra i 110° ed i 120°Oe, con una gradazione alcolica minima di 5,5%. Sono vini molto dolci e densi, con un profilo olfattivo ampio; sono vini rari e costosi, rigorosamente vendemmiati a mano.

Eiswein (vino del ghiaccio)

Con gli stessi parametri analitici dei Beerenauslese e con grappoli (generalmente) non attaccati dalla muffa nobile, si possono produrre i prestigiosi Eiswein. Vini prodotti con uve raccolte in condizioni di freddo estremo (si raccoglie con almeno -8°C!) e pressate quando sono ancora congelate. Sono vini ancora più rari e costosi rispetto ai Beerenauslese anche perchè per produrre 100 litri di eiswein ci voglio circa 5000/7000 Kg di uva. Attualmente i produttori più accorti stanno acquistando vigneti nelle zone più basse, di pianura, e quindi più fredde proprio per produrre questa tipologia. [Legalmente questa tipologia ha ottenuto un suo “pradikat” solo nel 1982].

Trockenbeerenauslese (vendemmia di acini selezionati ed essiccati)

E’ la categoria di vini più importante e più ambita. Si tratta di vini prodotti con uve essiccate sulla pianta e colpite da muffa nobile. Il mosto deve avere un peso specifico minino pari a 150/154°Oe ed una gradazione alcolica minima di 5,5%. Sono vini ammalianti, in grado di contrapporre, nelle migliori versioni, una dolcezza imponente (anche 250 grammi di zucchero per litro) ad una spiccata acidità (anche superiore a 10 grammi per litro). Lo spettro olfattivo è ampio e arricchito dalle sfumature della Botrytis.

 

Conclusioni

Produrre Riesling in molte regioni di Germania, tra cui la Mosella, può essere considerato un lavoro stremante; esistono pochissime altre zone del mondo dove sono necessarie 2400 ore annuali di lavoro per ogni ettaro vitato. Se poi a questo aggiungiamo una parcellizzazione delle proprietà più estrema che in Borgogna, si capisce come la popolarità e i prezzi di questi vini siano veramente sottodimensionati rispetto al loro reale valore.

Alcuni termini da conoscere:

Trocken

Indica che siamo di fronte ad un vino dal gusto secco; in termini analitici non può avere più di 9gr/l di zucchero.

Feinherb

E’ un concetto non ufficiale e introdotto recentemente, che indica un vino con un residuo zuccherino compreso tra 10 e 20 gr/l di zucchero. Questo termine sta progressivamente spodestando la dicitura “halbtrocken” (9-18 gr/l di zucchero).

Sonnenhur

Meridiana; parte del vigneto meglio esposta al sole (equivale al concetto di “Sorì” nelle Langhe).

Alte reben

Vigne Vecchie

 

Alcune recensioni delle migliori espressioni assaggiate durante l’anno

Fritz haag

Brauneberger juffer riesling auslese 2010

Il Juffer Sonnenhur 2010 di Fritz Haag ci ricorda che questo vigneto, all’inizio del secolo scorso, veniva considerato il più prestigioso di tutta la "Mittelmosel"; una considerazione che alla luce della versione nel bicchiere ritorna più che mai di attualità. Siamo al cospetto di un vino luminoso, dalla purezza e dall’eleganza disarmanti, in cui le note di agrumi canditi, bergamotto e limoncella, si miscelano a note balsamiche e di erbe aromatiche.

 

Un quadro fragrante, a tratti anche esotico, in cui la mineralità veglia in sordina, lasciando il palcoscenico a una delicata florealità e a note di trementina e zafferano che rivelano il prezioso apporto di botrite. La bocca mostra una splendida fusione tra le componenti acide e le componenti zuccherine, in un contesto dove la verticalità della struttura non manca di glicerina. L’allungo è vibrante e carezzevole al contempo, con una succosità priva di cedimenti; miele di zagara, limone candito, ancora melissa e zafferano, sono le note che preludono a una chiusura quasi interminabile. Un riesling d’autore.

93+/100

  – prezzo medio enoteca

€ 50 – importato da Vino e Design

Egon muller

Scharzhofberger riesling kabinett 2004

Egon Muller è uno tra i migliori produttori di vino del Mondo ed un mito assoluto nel panorama dei Riesling di Germania. La profondità dei suoi "Scharzhofberger" è leggendaria a prescindere dal pradikat. Sono vini lunghissimi, che non finiscono mai, in grado di invecchiare per decenni. Questo Kabinett, pur provenendo da un millesimo non eccezionale, ha stoffa da vendere: L’apertura rivela un carattere particolarmente elegante, fresco e fragrante, che si arricchisce ogni minuto di nuove sfumature. Un vino che gioca sul dettaglio con il piglio e la sicurezza del grande vino. Minerale che inizia solo ora ad evidenziarsi, un piacevole tocco erbaceo-vegetale (erba tagliata e cetriolo) che apporta freschezza e un floreale delicato quanto nitido, sono solo alcune delle note che si riescono a percepire. La bocca è calibratissima, precisa e al limite del setoso; trainata da una acidità succosissima ed una sapidità che lo rende quasi salato. Il tutto contrastato da una delicata dolcezza perfettamente calibrata. Il giorno dopo non scossa di un millimetro e si arricchisce di sfumature più intense e morbide, ma sempre fragranti. Impeccabile esempio di Riesling d’autore creato per invecchiare.

93/100

– prezzo medio enoteca

€ 65 – importato da Vino e Design

Willi schaefer

Graacher domprobst riesling spatlese 2008

Da uno dei vigneti più ripidi e quotati della "Mittelmosel", in località Graach, Willi Schaefer ci regala uno Spatlese entusiasmante, caratterizzato da un’ampiezza e una nitidezza olfattiva sorprendente. Mela rossa, lime candito, fiori gialli, zafferano sono solo alcuni dei sentori che si poggiano su una nota di radice molto intrigante in sottofondo. La bocca contrappone una vena acida succosissima e classicamente tagliente ad una dolcezza glicerica e zuccherina evidente ma tutt’altro che stucchevole. Un vino dallo sviluppo corroborante e dall’alcol impercettibile. Così il vino riesce a enfatizzare al massimo la chiusura sul frutto candito e sullo zafferano. Lunghissimo. Stimola continuamente la bevuta.

92/100 –

prezzo medio enoteca

€ 40 – importato da Heres s.p.a.

Dr.loosen

Urziger wurzgarten riesling spatlese 2010

Il Vigneto "Urziger Wurzgarten" è un vigneto conosciuto da tutti gli appassionati di Riesling tedeschi, il cui suolo è costituito prevalentemente da ardesia rossa, che permette di ottenere un profilo decisamente più esotico e speziato rispetto ai Riesling coltivati sull’ardesia grigia scura. Questo vino rispecchia appieno questo principio mostrandosi con un’apertura agrumata/esotica in cui si isola nettamente il pompelmo rosa. Al seguito esce una speziatura delicata di ginepro ed una nota minerale di stampo vulcanico che cattura l’attenzione. Un quadro giovanile ma già ampiamente dettagliato. La bocca è sottile, vibrante e rigorosa, con un’acidità tagliente in pieno stile Mosella che si contrappone ad un residuo zuccherino deciso ma assolutamente compensato. Non c’è eccesso di dolcezza. Chiude Lunghissimo e con una fragranza e freschezza che invitano ad una beva continua. Grande bevuta oggi e chissà per quanto tempo!

91+/100

– prezzo medio enoteca

€ 35 – importato da Vino e Design

Dr.loosen

Wehlener sonnenuhr riesling auslese 2010

Il Sonnenhur di Whelan è uno dei vigneti più quotati e meglio esposti di tutta la "Mittelmosel". La posizione particolarmente favorevole e il suolo di pura ardesia scura, con riflessi che dal grigio-nero virano al blu, permettono di assorbire al meglio il calore del sole e giungere a vini dalla struttura più generosa e solare rispetto alla media regionale. Eppure, spesso si tratta di vini che a fronte di una maggiore glicerina perdono qualcosa in fragranza e definizione, due caratteristiche che personalmente trovo determinanti per il successo di questa tipologia. Un rischio che sembra avere solo lambito questo splendido vino, che si presenta con un quadro olfattivo ancora giovanile, balsamico, in cui la componente floreale e l’arancia candita dominano sulle sfumature minerali e ferrose. Con l’aria si evidenziamo maggiormente note di pesca, limoncella e trementina. La bocca è solare, di notevole densità e dolcezza, quasi mediterranea; sostenuta da un’acidità succosa e carezzevole, che si contrappone a un residuo zuccherino evidente, che rallenta in parte un finale saporito e lungo. Un riesling autorevole e cremoso, che riflette con decisione la solarità del vigneto e la ricerca di pienezza del produttore.

91/100

– prezzo medio enoteca

€ 45 – importato da Vino e Design

Fritz haag

Brauneberger juffer riesling spatlese 2010

L’azienda Fritz Haag, oggi nelle sapienti mani di Oliver, conta 7,5 ettari vitati completamente a riesling, nel cuore della “Mittelmosel”. Qui vengono prodotti vini nel più rigoroso rispetto della tradizione, proprio come questo seducente “Spatlese”. Naso profondo e articolato che apre su note di cedro, lime e kiwi, a cui seguono sensazioni lievemente amidose e piacevoli sfumature di rosa. Con l’aria si evidenzia maggiormente l’apporto minerale con richiami alla polvere pirica e al metallo zincato. E’ un naso che ricerca la purezza e che si stratifica con il passare dei minuti e delle ore senza porgere il fianco alla prolungata ossigenazione. Al palato unisce l’esuberanza di un’acidità che rasenta i dieci grammi per litro (9,8%) a un residuo zuccherino spiccato ma composto, necessario a contrastare una struttura che si presenta come una lama affilata e tagliente, degna del migliore Hattori Hanzo. Un vino che gioca sull’esaltazione del contrasto tra acidità e zuccheri, senza diventare mai puramente dimostrativo. Lo sviluppo, nervoso e ritmato, presenta buona succosità, prima di chiudere con note metalliche e stimolanti, incentivando una beva continua. 90/100

– prezzo medio enoteca

€ 35 – importato da Vino e Design

Dr.loosen

Wehlener sonnenhur riesling spatlese 2010

Ernst Loosen ha la fortuna di gestire una delle poche aziende al mondo il cui patrimonio ampelografico sorge al 100% su piede franco. Un valore aggiunto che spesso si riflette positivamente nei suoi vini. Questo “Spatlese” di Wehlener Sonnenhur segue passo passo il percorso del fratello maggiore, rivelando un quadro olfattivo ancora molto giovanile, che necessita di qualche minuto per smarcarsi da una lieve chiusura riduttiva e rivelare un apporto floreale deciso e intenso, con chiari richiami che vanno dalla gerbera al glicine. Seguono note di buccia d’arancia, mandarino e pesca, con una mineralità solamente accennata che richiama lo zinco. La bocca, che compensa la minore densità stilistica percepita nell’ "auslese" con una maggiore verve verticale, racchiude un’energia solare e glicerica. L’allungo è succoso e sostenuto da un’acidità spiccata ma carezzevole, che si contrappone a un residuo zuccherino evidente.

88/100

– prezzo medio enoteca

€35 – importato da Vino e Design

Willi schaefer

Graacher himmelreich riesling kabinett 2007

Con questo vino, proveniente dal vigneto “Himmelreich” di Graach, Willi e Cristophe Schaefer dimostrano che all’esuberanza e all’esplosività preferiscono la ricerca del dettaglio e della finezza espressiva. Vini che possono anche chiedere qualche minuto d’attesa maggiore per potersi esprimere al meglio, proprio come questo Kabinett; un vino quasi timido sulle prime battute, a cui l’aria regala sfumature minerali fascinose che si affiancano a note floreali e di agrume delicato. Un quadro pacato che anticipa un palato più disinibito, in cui il vino riesce ad allungarsi molto efficacemente sfruttando un’acidità sottilissima e rigida, ottimamente calibrata al residuo zuccherino. L’allungo è affusolato, dinamico e ritmato, con un continuo alternarsi di sensazioni invitanti che richiamano la scorza d’arancia, la liquirizia, il miele e fiori gialli. Chiude molto lungo, miscelando la nota minerale ad una nitida sensazione di finocchio selvatico.

88/100

– prezzo medio enoteca

€ 24 – importato da Heres s.p.a.

Markus molitor

Zeltinger sonnenhur riesling spatlese 2008

Markus Molitor è un produttore che ama realizzare dai propri vigneti il maggior numero di versioni possibili, arrivando a gestire, nelle migliori annate, anche oltre cento diverse vinificazioni (150 versioni differenti nel 2001). Il suo stile è generalmente all’insegna della densità, frutto di rese che non superano quasi mai i 40/45 ettolitri per ettaro. Il vino nel calice proviene dal Sonnenhur di Zelting, ovvero l’ultimo avamposto della "Mittelmosel" dominato ancora dall’ardesia nera. Il naso scopre un apporto floreale intenso, con una mineralità appena oleosa e chiare note di zafferano che assumono una lieve connotazione amarognola. La bocca, confermando le aspettative, rivela una notevole densità, con una struttura verticale in cui l’acidità non sembra tuttavia riuscire a veicolare adeguatamente succosità e allungo. Chiude un po’ troppo velocemente riproponendo le note "zafferanose" e amarognole.

87/100

– prezzo medio enoteca

 

€ 35 – imporatato da Vino e Design

Autore: Filippo Apollinari

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