Podere Còncori, storia di un vignaiolo chiamato Gabriele Da Prato

Una lettera aperta per esortare l’impegno di tutti nel riprendere a fare politica del territorio e salvaguardare le piccole aziende agricole sempre più sole, che spesso si ritrovano contro anche una natura umiliata dall’incuria dell’uomo.

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La Storia

“La terra trema”

Per cortesia ascoltiamoli. Meno patti di stabilità, più patti col Territorio. Una Lettera aperta, una storia di vita. Di Gabriele Da Prato e Lido Vannucchi.

“Vorrei con questa mia lettera aperta sensibilizzare l’opinione pubblica, i miei colleghi e gli amministratori locali e nazionali, affinché si prenda atto che bisogna tornare a fare politica di territorio e salvaguardare le piccole aziende agricole, vero e proprio motore dell’ambiente e patrimonio dell’economia nazionale.

Nel 1999, per proseguire l’opera di mio padre Luigi, ho deciso di cominciare un percorso che potesse dare dignità a queste antiche produzioni, recuperando l’immagine dei vini della Garfagnana e della Valle del Serchio e riportandoli, con impegno, allo stesso livello dei vini toscani.

Un progetto impegnativo ma incredibilmente stimolante che è nato, cresciuto e che continua oggi grazie all’indispensabile aiuto di tanti amici, primo fra tutti quello dell’enologo Saverio Petrilli.

Non penso ci sia un punto di arrivo, ma sento di essere sulla buona strada e oggi sono felice di potermi svegliare e camminare tra queste vigne.

Purtroppo, però, in questi ultimi tempi non è più così, le continue piogge torrenziali (ormai definiamole “Monsoniche”), stanno cambiando l’intero territorio della Valle del Serchio. L’incuria dell’uomo e la sua incapacità di mantenere, gestire e recuperare i terreni, unendosi alle nostre Istituzioni che non fanno più politica di territorio, fanno assistere giornalmente ad un degrado sistemico dell’ambiente che ci circonda ed ecco che la natura ci colpisce duramente per farci capire che bisogna fare qualcosa!

Io nel mio piccolo “fazzoletto” di 3,55 ettari ci sto provando con estenuante impegno, recuperando le mie terre con cura ed attenzione, sicuro che tutti insieme ce la potremo fare!

Se confronto il mio attuale modo di gestire i vigneti con quello che adottavo prima, tutto ora mi sembra molto più semplice e fluido. Alcuni principi, lavorando tra le viti e osservandone il comportamento, sono entrati a far parte del mio stesso essere, del mio sentire: non riesco a ricordare come si possa gestire un vigneto senza averli chiari in mente, come in una fotografia.

Pochi anni fa, tuttavia, questa immagine non mi era presente, il mio lavoro procedeva ugualmente affrontando e risolvendo i problemi che io stesso causavo. Poi mi sono reso conto che la tecnica e la tecnologia rappresentano sempre una buona tattica, mai una buona strategia, e che per la terra – come per la musica – i ritmi, l’armonia, hanno un’importanza fondamentale..

Ogni giorno le radici delle viti, e le nostre di viticoltori, scendono in profondità nella terra, traendone con l’uva e concentrando nel vino il carattere che ci identifica: è questo che mi farebbe piacere raccontare e non disastri geologici!

Urgono interventi per prevenire e preservare i disastri del nostro territorio, credo che dobbiamo passare dalla perenne emergenza all’aver cura del nostro ambiente!

Io giornalmente mi sacrifico nella mia azienda “ Podere Concòri” dove mi prendo cura delle mie vigne, della fertilità dei suoli ma vedo che questo non e’ sufficiente e non basta!

Il lavoro da fare è quello della sicurezza idrogeologica e della pianificazione degli interventi, dobbiamo tornare a lavorare i boschi e “regimare” le acque: i dati parlano chiaro e secondo il professor Maracchi, negli ultimi 20 anni in Toscana le precipitazioni sono aumentate del 900 %!

Visto l’enorme sacrificio, l’impegno e nonostante le difficoltà economiche e normative sono qui a produrre vini del Territorio.

Ci vuole una rivoluzione per aver cura dell’ambiente: Agire, Programmare e Sensibilizzare..”

Gabriele Da Prato

La lettera di Gabriele, gennaio 2014

 

Ogni volta che bevo un bicchiere di Podere Còncori la mente non può che portarmi indietro nel tempo. Sono le 13.30 dell’ anno 1999, martedì grasso per la precisione.Zuppa di farro, torte salate, frittelle di mela e cannella, ammazza che buone, ogni mese, in astinenza, mi reco in questa terra chiamata Garfagnana, in Località Ponte di Campia “Osteria dei 2 Platani”.

Qui un’arzilla signora ed un giovine bel ragazzo, rispettivamente nonna e nipote, bravi, onesti e competenti, allietano e coccolano i loro ospiti. Ogni volta rimango estasiato e mentre esco in preda ad un momento di enfasi penso: “Questo se si mette a fare vino lo farà da Dio.”

Siamo in garfagnana, parliamo pure di acqua, proferire di vino è quasi blasfemia; e invece.. No!

Fiattone è una collina a tutto sole dove da sempre si fa vino; il nostro Gabriele si reinventa vignaiolo e di che vino. La sua è una storia di ordinaria follia, vecchi vitigni garfagnini e sirah per i rossi.

Per i bianchi su consiglio di Nicolas Jolie, Chenin blanc. La Loira diventa Serchio o forse il contrario, una viticoltura di stile “vecchio contadino” che ben presto diviene Biodinamica. Molte visite di Alex Podolinsky che di questi luoghi ameni se ne innamora, dispensando consigli e Gabriele, che da Oste diviene sempre più Vignaiolo.

Sono affascinato da queste situazioni, mi piace lo svolgere e il mutare della vita e dei pensieri, chi si ferma è perduto. Così il nostro vignaiolo da buon “Garfagnino” con cervello fino, agisce di conseguenza: buone e sagge vinificazioni, qui niente diraspatrici o presse, ne rotomaceratori e nessun concentratore.

Solo tavoli di selezione e tutti in braghe di tela e piedi nudi a pestar uva.

 

 

I Vini

Follature, rimontaggi e tanta luna, che

suggerisce fasi e frasi, così prende vita un grande vino.

Il Melograno, un blend di Sirah e vecchi vitigni; anno dopo anno il liquido color rosso rubino muta il suo corpo e la sua forma, lascia col passare delle stagioni un’ acidità pronunciata, che diventa più matura e bilanciata, si fan spazio note di pepe e graffite con sentori di frutta rossa appena colta, per crescer nel bicchiere roteato a frutta più matura, sentori minerali e balsamici, sempre ben auspicabili in un vino in grado di dare grande bevibilità e digeribilità.

Tutto questo Gabriele lo ottiene grazie alla biodinamica applicata alla viticultura, niente diserbanti un uso sapiente dei preparati “500” e “501” niente lieviti selezionati, una vinificazione rispettosa senza un uso smisurato dell’anidride solforosa, il fondamentale rispetto delle fasi lunari, imbottigliare quando il vino lo desidera e non quando lo chiede il mercato!

Un plauso ed un ringraziamento al Vignaiolo Gabriele, per esercitare una viticultura di montagna quasi eroica, che dà la possibilità a chi beve un bicchiere del suo vino d’avere un po’ di Garfagnana tutta per se

 

Ettari vitati

3,5

Bottiglie prodotte

circa 8,000

Vino

Melograno

Vitigno

Sirah e Carrarese

Prezzo medio

€ 15

Distribuito in Italia da Les Caves De Pyrene

 

Tutte le fotografie sono di Lido Vannucchi

Indirizzo

Podere Còncori

Loc. Concori 1, Fiattone – 55027 Gallicano (LU)

Tel: +39 0583 766374

Mail:

 

Info@podereconcori.com

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