Giacomo Conterno e Monfortino: la storia di Langa in verticale

Un vino che racchiude in sé l’intera storia della Langa da Barolo e ce la racconta con una classicità rigorosa dalla prima all’ultima annata, elevando a mito una storia basata sul rispetto delle tradizioni e sull’ossessiva ricerca della perfezione.

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La Storia

La storia dell’Azienda Conterno

Le langhe sono uno scrigno di tesori preziosi, un libro, rilegato a mano, che raccoglie al proprio interno storie di vita contadina, di uomini e di vigne come valori imprescindibili l’uno dall’altro. Un manoscritto che ci racconta le scelte dei figli, qualche volta uniti ai genitori nel valore ereditario di una tradizione, altre volte soli per un destino diverso, alla ricerca di un’affermazione individuale. Si tratta, in ogni caso, di storie di vita, di viti e di luoghi, sul cui sfondo palpita la terra e il rispetto per essa. Terra che è più di una pagina bianca da riempire e i cui bordi sono tratteggiati con i colori di un “ciabòt” e di un “sorì”, di una “cascina” e di un “bricco”.

L’ispiratore di questo racconto è Giacomo Conterno, l’uomo che prima di chiunque altro, all’inizio del ‘900, ha creduto nella possibilità di cambiare volto alle Langhe, proponendosi come produttore di qualità in un contesto che, all’epoca, era a esclusivo appannaggio di venditori di uve e grandi imbottigliatori.

La volontà di Giacomo di realizzare un Barolo a marchio Conterno, che si imponesse per qualità e longevità, si concretizza nei primi anni Venti, quando l’attività di famiglia, fino a quel momento legata prevalentemente alla vendita del vino in damigiana (come documentano bolle di consegna del 1770), viene veicolata verso la produzione delle prime bottiglie di “Barolo Extra”. Gli anni passano e il successo di questi vini si consolida, stimolando un drappello crescente di vignaioli a seguirne le tracce. Sul finire degli anni Cinquanta comincia a delinearsi una “nuova” Langa, sull’onda di un entusiasmo che coinvolge anche uno dei due figli di Giacomo, Aldo, deciso a intraprendere un personale cammino che lo porta a fondare, nel 1969, la rinomata azienda “Poderi Aldo Conterno” di Monforte, in località Bussia.

Giovanni, invece, rimane al fianco del padre ed è suo il merito di un’operazione che segna una tappa fondamentale nel successo di questa cantina. Nel 1974, infatti, precorrendo ancora una volta i tempi, la famiglia Conterno acquista 14 ettari nel vigneto Francia, nella parte meridionale del comune di Serralunga d’Alba, interrompendo così definitivamente l’attività di acquisto delle uve utilizzate per produrre i propri vini.

Dal 1988 alla guida dell’azienda c’è Roberto, prima al fianco del padre Giovanni, ora da solo. E’ lui che oggi porta avanti, con il medesimo rigore, l’azienda più quotata di Langa, come sempre nel rispetto delle tradizioni ereditate, ma senza rinunciare alla lungimiranza tipica della famiglia Conterno; una lungimiranza che ha portato Roberto ad acquistare, sul finire dello scorso decennio, 3 nuovi ettari nel “cru” Cerretta, sempre a Serralunga, 2 dei quali destinati a nebbiolo e 1 a barbera e dai quali nascono circa 10.000 bottiglie destinate esclusivamente alla ristorazione.

Il successo planetario dell’azienda Giacomo Conterno è legato in modo indissolubile al valore superiore del suo Barolo Riserva Monfortino, un vino che racchiude in sé l’intera storia della Langa da Barolo e ce la racconta con una classicità rigorosa dalla prima all’ultima annata, elevando a mito una storia basata sul rispetto delle tradizioni e sull’ossessiva ricerca della perfezione. La dicitura “Monfortino” compare per la prima volta su una bottiglia dell’azienda Giacomo Conterno in un “Barolo Extra” del 1924, un nome pensato per sottolineare il comune di residenza della cantina, Monforte d’Alba, nel quale venivano anche acquistate parte delle uve per produrlo. Dal 1978 il Monfortino nasce esclusivamente dai 14 ettari del vigneto Francia di Serralunga, un monopolio aziendale, con 11 ettari destinati a nebbiolo da Barolo e 3 ettari destinati a barbera.

Da questi 14 ettari Roberto realizza tre vini, il Barolo Riserva “Monfortino”, il Barolo “Cascina Francia” e la Barbera d’Alba “Cascina Francia”. Le uve utilizzate per produrre il Monfortino provengono in linea di massima sempre dalle stesse parcelle, convogliate, al termine della “macerazione”, quasi sempre in una singola botte della capacità di 55 ettolitri.

La prima fermentazione si svolge in tini tronco-conici di rovere da 61 ettolitri, dove le uve sono sottoposte a lunghe macerazioni sulle bucce, anche a cappello sommerso e con temperature che vengono lasciate salire fino ai 32°C. Al termine della prima fermentazione, il Monfortino viene spostato in grandi botti di legno, quasi esclusivamente di origini austriache, dalle dimensioni variabili (38hl, 50hl, 55hl, 106hl), dove si svolge la fermentazione malolattica e una maturazione di circa 82 mesi.

Normalmente tutti i vini dell’azienda vengono imbottigliati nel mese di giugno. La produzione aziendale del vigneto Francia si aggira sulle 50.000 bottiglie così suddivise: 20.000 bottiglie di Barbera; 20.000 bottiglie di Barolo Cascina Francia e 7-10.000 bottiglie di Barolo Riserva Monfortino.

Il vigneto Francia si trova sul versante occidentale del settore più meridionale del comune di Serralunga d’Alba, affiancato dai vigneti Boscareto e Arione. Le vigne sono comprese tra i 360 e i 445 m/slm, con esposizioni ovest e sud-ovest, E’ un vigneto regolare e compatto, perfettamente visibile dalle Ginestre di Monforte, e che gode di una notevole luminosità a compensare pienamente le esposizioni più “fresche”. Condizioni che permettono di arrivare a vini eleganti, strutturati, poco inclini alle concentrazioni, costantemente definiti con le stesse parole che meglio descrivono il carattere dei Conterno, “rigorosi ma non rigidi”.

Titolare e responsabile

Roberto Conterno

Ettari totali

17: di cui 14 nel vigneto Francia e 3 nel vigneto Cerretta.

Vini prodotti

Barbera d’Alba “Cascina Francia”

Barolo “Cascina Francia”

Barolo Riserva “Monfortino”

Barbera d’Alba “Cerretta”

Barolo “Cerretta”

Migliori annate di monfortino secondo roberto conterno

1958, 1978, 1985, 1990, 1996, 2001 e 2002.

Le annate 1989, 2003, 2007 non sono state prodotte.

Prezzo medio dei vini

Barbera d’Alba “Cascina Francia” e “Cerretta” € 30

Barolo “Cascina Francia” e “Cerretta” € 120

Barolo Riserva “Monfortino” € 350

 

I Vini

 

 

 

La verticale

Barolo riserva monfortino 1987 di giacomo conterno

Al netto di una bottiglia non in perfetta salute scorre un vino vivo e tenace, riflesso della preferenza che i Conterno hanno solitamente espresso verso le annate più fresche rispetto a quelle più calde e siccitose. Al naso il vino si prende qualche minuto per smarcarsi dalle note terziarie che ne segnano la fisionomia attuale e liberare un quadro viscerale e solido, che spazia dalla carne all’humus, dalla carruba alla foglia di thè, dal sale alla china. La bocca ha ingresso verticale, sottile ma energico, seguito da un allungo che scorre su due piani paralleli: quello inferiore, che si presenta come traccia sapido/minerale profonda, e quello superiore, caratterizzato da un’acidità succosa e coinvolgente che si irradia sul palato con una naturalezza sorprendente. Tra queste, una trama tannica puntuale, precisa, lievemente cruda, che contribuisce a rendere ritmata una chiusura saporita. 92/100

Barolo cascina francia 1990 di giacomo conterno

L’unico Cascina Francia della “verticale” proviene da uno dei migliori millesimi del secolo scorso. E’ un vino austero e profondo, che si nutre dell’aria evidenziando una vitalità notevole, che non lo spoglia, tuttavia, di un carattere che a tratti appare quasi ermetico. Florealità, cuoio, chinotto e una mineralità iodata e cretosa, sono solo alcune delle sfumature che questo vino possiede. L’ingresso al palato è calibrato e preciso, preludio di un allungo scalpitante, in cui la materia viaggia leggera al fianco di un’acidità solare. E’ un vino dal notevole potenziale evolutivo, come dimostra l’acceso contrasto tra le componenti acido-sapide e un tannino che si mostra dolce e maturo. Qualcosa di più di un “secondo vino”, nonostante il succo non riesca a trascinare completamente, quasi restio a concedersi, come consapevole della quantità di tempo ancora a disposizione. 91/100

Barolo riserva monfortino 1997 di giacomo conterno

Ecco il segreto del Monfortino: riuscire a leggere il territorio e il millesimo di provenienza sempre in una chiave positiva. Questa versione ne è l’esempio perfetto, con i tratti del millesimo più caldo degli anni Novanta che si traducono nel calice in elegante esoticità del frutto, dalla scorza dell’arancia candita, alla papaya matura, ma anche liquirizia, cannella, radice e confettura rossa. Un quadro espresso e espressivo, senza la stratificazione delle migliori versioni e con un tocco di calore balsamico in più. In bocca entra con struttura vitale per freschezza e sapore, con una materia avvolgente e con un tannino appena esuberante che tende a isolarsi sulla parte finale. E’ un vino di maggiore peso e calore rispetto ai precedenti, ma lontanissimo dall’essere stanco o decadente. Esotica eleganza. 90/100

Barolo riserva monfortino 1999 di giacomo conterno

Non è la prima volta che assaggio questa versione, sempre in contesti di “verticali”, sempre paragonato a grandi millesimi, e lui, Monfortino 1999, si colloca costantemente ai vertici delle mie preferenze. E’ un vino dal carattere scuro, selvatico, profondo e seducente; un vino che mostra un naso che contrappone la frutta scura alla radice, l’agrume alla grafite, in un quadro minerale e ematico, da grande Barolo di Serralunga. Un naso profondo, viscerale, che non si sottrae a “passaggi” selvatici e cerebrali. La bocca è maestosa, muscolare e scolpita. E’ in possesso di un’energia disarmante, che si traduce in un contrasto acido-tannico scandito dalla spinta delle componenti verticali e da una purezza tannica rara e magistrale. Un vino sanguigno, succoso, che suggerisce al suo interlocutore un’idea di imponenza inscalfibile. 95/100

Barolo riserva monfortino 2001 di giacomo conterno

Quando tutto si incastra al proprio posto, creando una sinergia magica tra millesimo, “savoir faire” del vignaiolo e vigneto, allora può nascere qualcosa di magico e supremo. Ecco che cosa mi sento di scrivere su questa versione; un vino che unisce intensità a definizione, potenza a ricamo, sottolineando ancora una volta il valore del 2001 in Langa, un millesimo con pochi precedenti in termini di ampiezza olfattiva. Rosa, agrumi, zenzero, mallo di noce, carne, frutta rossa, sono i primi sentori che il vino libera con disinvoltura e nitidezza, in un quadro solare, chiaro, leggiadro, elegantissimo. L’ingresso al palato rasenta la perfezione; lo sviluppo è radioso, con una succosità sostenuta da una struttura solida e disegnata in un contrasto acido-tannico encomiabile. E’ un vino articolato ma solare, pieno nel frutto e nel supporto succoso. Lungo, lunghissimo, infinito. Rapisce mente e cuore divenendo punto di riferimento. Tra le migliori annate di sempre, insieme al ’58, ’78 e ’96. 98/100

Barolo riserva monfortino 2004 di giacomo conterno

Da un millesimo di sicuro valore – ma che in qualche caso non sembra rivelare un’identità così chiara come altri rappresentati in questa verticale – nasce un Monfortino di peso e succo, più carnoso che carnale, con un quadro olfattivo ancora in costruzione. Rosa, radice, frutta rossa, ma anche grafite e liquirizia, sono i tratti varietali che escono sollecitati dall’aria. La bocca ripercorre buona parte del percorso tracciato dal 2001, all’insegna dell’eleganza e della concretezza, senza tuttavia riuscire ad eguagliarne la medesima nitidezza espressiva. E’ un vino che ha polpa e allungo saporito, stimolato da una struttura energica e una trama tannica dolce e di spessore. Vedremo se con il passare degli anni mostrerà un carattere personale ancora più marcato. 94/100

Barolo riserva monfortino 2005 di giacomo conterno

Un vino che rende merito alla vibrante classicità di un millesimo ingiustamente sottovalutato, “incupito” dal maggiore clamore mediatico suscitato rispettivamente da 2004 e 2006. Eppure il vino nel bicchiere riflette l’ennesima versione brillante del Monfortino, sempre diverso ma sempre uguale a se stesso. E’ la prima annata dove si avverte un’incidenza del rovere, sotto forma di un apporto speziato che arricchisce un quadro olfattivo dalle notevoli scorte di frutta rossa, ancora alla ricerca del giusto ricamo. La bocca ha un ingresso setoso, tra i migliori della sessione, a cui segue un allungo più nervoso, saporito e appagante. Chiude con un contrasto sapido-tannico vivido e una pulizia che invoglia a una beva continua. Vibrazioni positive. 93/100

Barolo riserva monfortino 2006 di giacomo conterno

Solidità, compattezza, esuberanza nella riproposizione di un frutto rosso deciso e profondo, sono le chiavi di lettura di questa versione che si colloca subito alle spalle del monumentale 2001. Un vino che possiede una purezza espressiva inattaccabile, con le sue note di cuoio, liquirizia, marasca, scorza d’arancia, grafite e rosa. Un quadro compatto, profondo, magnetico, che lascia presagire un’evoluzione radiosa. Così anche al palato, dove la potenza del succo viaggia di pari passo con una densità “nuova” per questo vino; una densità che inebria e avvolge, ma sempre rapportata a una struttura dall’allungo verticale. Un vino che suona e vibra nel rapporto tra sale e trama tannica di spessore, con una dolcezza che fodera il palato. Un vino magnetico, che arriva dove non tutti sanno arrivare e che sarà ricordato come una delle migliori e più longeve versioni di Monfortino mai realizzate. “Coup de coeur”. 96/100

 

Indirizzo

Azienda Vitivinicola Conterno Giacomo

Loc. Ornati, 1 – 12065 Monforte d’alba (CN)

Tel: +39 0173 78221

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