Sosta a La Stoppa di Elena Pantaleoni

Ultimamente l’ argomento vino “naturale” è fonte di discussione tra operatori di settore ed appassionati; abbiamo incontrato una delle protagoniste di questo movimento, così da rendere meno nebulosa la coltre di nebbia che ne avvolge il pensiero.

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La Storia

I vini della Cantina La Stoppa

Nell’ampio ventaglio dei percorsi enoici che prevedono tappe imprescindibili, quello che porta a una maggiore chiarezza sul cosiddetto vino “naturale” prevede, necessariamente, una sosta alla nota cantina La Stoppa, da tempo indiscussa protagonista nell’assopito comprensorio dei Colli Piacentini. L’incontro con Elena Pantaleoni, titolare dell’azienda, è stato particolarmente proficuo e impreziosito da una verticale di sei annate del rosso Macchiona, il vino con cui Elena comunica la propria visione del territorio.

Il territorio

 

 

La mappa dei suoli è stata disegnata da Maicol Tonielli e ispirata dalla pubblicazione “Alla scoperta delle terre e dei tesori piacentini” edita da “Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini”

Siamo nelle colline a ridosso della città di Piacenza, in un’atmosfera serena, bucolica, avvolta da una quiete che è ormai raro scorgere nel resto del Paese. In questo contesto si sviluppa una viticoltura accorta, dove quasi sei mila ettari vitati sono suddivisi in quattro valli principali, la Val Tidone, la Val Trebbia, la Val Nure e la Val d’Arda, che portano il nome dei rispettivi corsi d’acqua da cui sono solcate e il cui sviluppo è tra loro parallelo, da sud-ovest a nord-est. Il peso della viticoltura è più forte nella sezione mediana del comprensorio, in una fascia, parallela al Po, che divide a metà tutte le valli e che coincide con una formazione pedologica fondamentale per lo sviluppo della viticoltura piacentina, conosciuta come “Terre Rosse Antiche”: una matrice costituita da terreni rossastri, ferrosi e poco calcarei, dalla tessitura limoso-argillosa.

La stoppa

Proprio su questi terreni si estendono prevalentemente i 30 ettari vitati de La Stoppa, nel cuore del comprensorio, tra la Val Trebbia e la Val Nure, nei comuni di Rivergaro e Vigolzone. E’ qui che l’avvocato Giancarlo Ageno, nei primi del ‘900, intraprende un’incessante attività di sperimentazione viticola, con il preciso scopo di esplorare le potenzialità del territorio, testando progressivamente numerose varietà ampelografiche, molte delle quali provenienti direttamente dalla Francia. Un lavoro di ricerca proficuo, portato avanti da Raffaele Pantaleoni, imprenditore tipografico piacentino con la passione per il vino, che nel 1972 acquista la proprietà della tenuta.

Nel 1980 Raffaele Pantaleoni avvia la collaborazione con l’agronomo Giulio Armani, con cui inaugura un percorso sempre più legato al rispetto del territorio, che viene accentuato con l’arrivo in azienda di sua figlia Elena, nei primi anni Novanta. Elena e Giulio, rispettivamente cuore e anima de La Stoppa, scelgono di espiantare tutti i vitigni precoci a vantaggio di quelli con maturazioni medio-tardive, investendo con decisione su varietà autoctone: barbera e bonarda sul versante dei rossi, malvasia tra quelle a bacca bianca. Contestualmente, il loro percorso di crescita li conduce in direzione di una viticoltura più sensibile, privilegiando una gestione agronomica ed enologica naturale, con conseguente abbandono dei fertilizzanti e dei pesticidi in campagna ed eliminando l’uso dei lieviti selezionati e delle macerazioni a freddo in cantina.

Un percorso chiaro, sempre più finalizzato al massimo rispetto dell’ambiente, per una lettura più intima e più empatica del terroir; scelte che obbligano Elena e Giulio ad accettare talvolta qualche inevitabile compromesso, come gli sporadici arresti di fermentazione, il possibile insorgere di lieviti “convenzionalmente non graditi” e, in qualche caso, il possibile aumento dell’acidità volatile.

 

I Vini

 

Macchiona emilia igt

Il nome , rigorosamente declinato al femminile, deriva dal toponimo di una piccola vigna nel comune di Rivergaro e identifica quello che è divenuto negli anni il vino di riferimento dell’azienda. Si tratta di un’ideale riserva di Gutturnio – presentata sul mercato come Emilia igt – frutto di uve barbera e bonarda vinificate separatamente in vasche di acciaio e sottoposte a lunghe macerazioni che spesso superano i 30 giorni; la maturazione si svolge per un anno in botti di grandi dimensioni, dove decide in piena autonomia se compiere o meno la fermentazione malolattica, che talvolta completa in bottiglia.

Dal punto di vista sensoriale, il vino nelle ultime edizioni si presenta con un leggero quanto costante residuo zuccherino e mostra un quadro olfattivo volutamente selvatico, in cui il carattere varietale delle singole uve (l’intensità fruttata della barbera e la florealità della bonarda) si alterna a sensazioni ematiche e a note di cuoio. In bocca è di norma energico, talvolta graffiante nel tannino e capace di esprimere sapore, contrasto e notevole grinta acido-sapida. È, dunque, un vino di carattere, vibrante e longevo, lontano da una scolastica precisione stilistica, ma capace di trovare nel tempo una maggiore pacatezza e una godibile chiarezza espressiva, conservando comunque una sorprendente vitalità.

La scheda

 

Vino

Macchiona Emilia Igt

Vitigno

Barbera – bonarda

Prezzo medio

Macchiona emilia igt € 18

Macchiona emilia igt “dieciannidopo 2002” € 38

La verticale

Macchiona emilia igt 2009

Non ancora uscito sul mercato, questo millesimo si mostra ancora piuttosto frenato dalla sua stessa esuberanza. In bocca la materia è ricca e succosa, a tratti quasi solare, ma al momento un po’ sincopata nel ritmo e nell’allungo, anche per la presenza di un lieve residuo zuccherino. Profumi in linea, intensi e quasi scalpitanti, ancora alla ricerca di un definitivo assestamento. In attesa di vedere come evolverà durante i prossimi mesi, è comunque una bottiglia da tenere in alta considerazione. (Voto: 87/100)

Macchiona emilia igt 2007

E’ la versione che più di tutte tradisce la presenza del residuo zuccherino, rivelando al contempo un quadro olfattivo meno integro e profondo rispetto agli standard dell’etichetta. Frutto dunque a tratti surmaturo e palato che non trova il conforto del succo e del ritmo per andare oltre una buona prestazione. L’annata calda lo ha privato del mordente delle edizioni più felici. Contratto. (Voto: 84/100)

Macchiona emilia igt 2006

L’unico appunto che si può muovere a questo pimpante 2006 è quella flebile sfumatura “verdognola” che si palesa con il passare dei minuti e che limita l’ampiezza dei profumi. Un vero peccato, perché la bocca sfoggia invece una coinvolgente quanto espressiva densità gustativa, con il calore, gli estratti e la freschezza emulsionati con sagacia e in grado di allungarsi con disinvoltura. Rallenta solo nel finale quando l’esuberanza tannica richiederebbe un saldo aggiuntivo di reattività. (Voto: 88/100)

Macchiona emilia igt 2005

Una versione selvatica ma non rustica, che rivela con fascino il carattere più imprevedibile ed emozionale di questo vino. Profondo e integro, si apre lentamente evidenziando piccoli frutti maturi e scuri, arricchiti da note di violetta, cuoio e caffè tostato (senza eccessi). La bocca è slanciata e succosissima, di gastronomica freschezza e di piccata sapidità, doti ben integrate a una trama tannica solida e matura, che stimola la beva. (Voto 89/100)

Macchiona emilia igt 2004

Tra le edizioni più estreme nella storia di questo rosso: ricco e fenolico, esplosivo nel frutto ed evidente nell’uso del rovere, grintoso in termini di freschezza (l’acidità totale è superiore agli 8 grammi/litro), generoso dal punto di vista della dolcezza zuccherina e per di più dotato di notevole alcolicità. Eppure, nonostante questi valori prossimi al limite di guardia, la Macchiona riesce a trovare un suo equilibrio d’insieme, conservando una propria coerenza stilistica e risultando persino godibile. (Voto: 86/100)

Macchiona emilia igt “DIECIANNIDOPO” 2002

Le difficili condizioni climatiche del millesimo 2002 hanno indotto Elena e Giulio a riflettere a lungo sul destino di questo vino, una riflessione durata addirittura un decennio, sino alla recente decisione di posizionarlo finalmente sul mercato. Visto l’esito della degustazione, la scelta appare più che mai centrata e l’attesa ben ripagata: non aspettatevi però la solita Macchiona esuberante ed esplosiva, ma un rosso che riesce a conquistarti sottovoce, con una delicatezza inusuale, rivelando un carattere velatamente langarolo. Con l’aria il registro fruttato si arricchisce di fascinose sfumature agrumate (bergamotto e scorza d’arancia) cui seguono note minerali e di liquirizia. La bocca è verticale ma non scarna, slanciata e ricca di sollecitazioni, di temperamento severo eppure sensuale, in sintonia con le caratteristiche dell’annata. (Voto: 90/100)

 

Indirizzo

Cantina La Stoppa

Località Ancarano – 29029 Rivergaro (Piacenza)

Tel: +39 0523 958159

Mail: info@lastoppa.it

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